11 mar 2026

Mamma di Adriano truffata con AI, ex calciatore Roma: Vengo a cercarti

Adriano, ex calciatore brasiliano noto per aver indossato le maglie di club come As Roma, Inter, Parma e Fiorentina, ha denunciato un episodio drammatico legato a una truffa informatica.

27 gennaio 2026 | 16:27 | 5 min di lettura
Mamma di Adriano truffata con AI, ex calciatore Roma: Vengo a cercarti
Foto: RomaToday

Adriano, ex calciatore brasiliano noto per aver indossato le maglie di club come As Roma, Inter, Parma e Fiorentina, ha denunciato un episodio drammatico legato a una truffa informatica. L'incidente ha coinvolto la madre dell'attaccante, vittima di un raggiro orchestrato attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. I malviventi, mimando un'identità falsa, hanno creato un account che si presentava come se fosse il figlio stesso, ingannando la donna e convincendola a versare circa 15 mila reais, corrispondenti a circa 2.400 euro, su un conto bancario finto. L'episodio, diventato virale sui social media, ha suscitato preoccupazione non solo nel mondo del calcio ma anche tra i cittadini italiani e brasiliani, che hanno riconosciuto l'importanza di una maggiore vigilanza. Adriano, attraverso un video condiviso su piattaforme come Instagram e Facebook, ha reso pubblica la vicenda, lanciando un forte avvertimento a chi potrebbe trovarsi in una situazione simile. L'attaccante ha anche espresso la sua preoccupazione per la vulnerabilità di familiari, sottolineando come la tecnologia possa essere utilizzata per commettere reati con conseguenze devastanti. Questo caso ha messo in luce l'emergente problema della truffa digitale, un fenomeno che sta crescendo in modo esponenziale a livello globale.

La truffa, che ha coinvolto un'identità falsa creata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ha seguito un pattern tipico degli attacchi informatici moderni. I malviventi hanno creato un profilo social che replicava le caratteristiche del figlio di Adriano, tra cui il nome, le foto e persino i messaggi di carattere personale. La madre, convinta di parlare con il figlio, ha risposto alle richieste apparentemente urgenti, come l'apertura di un conto bancario o l'invio di denaro per motivi apparentemente legittimi. Adriano ha rivelato che i truffatori non hanno modificato il numero di telefono, un dettaglio che ha svelato l'inganno. "Non fatelo, il mio numero è sempre lo stesso", ha ammonito l'ex calciatore, rivolgendosi direttamente al pubblico. Questo aspetto ha rafforzato la sua posizione di vittima, ma ha anche reso evidente l'importanza di una verifica rigorosa di ogni richiesta di denaro, soprattutto quando proviene da un membro della famiglia. L'episodio ha suscitato una reazione immediata, con molti utenti che hanno condiviso il video e chiesto consigli su come proteggersi da simili truffe.

L'incidente ha radici in un contesto più ampio di crescente utilizzo di tecnologie come l'intelligenza artificiale e le fake news per commettere reati. Negli ultimi anni, le truffe digitali hanno visto un aumento esponenziale, grazie all'accesso sempre più facile a strumenti che permettono di creare identità falsificate. L'uso dell'AI ha reso possibile la replicazione di voce, immagini e testi, rendendo gli inganni sempre più realistici. In questo caso, i truffatori hanno sfruttato la fiducia che un figlio potrebbe riporre in un genitore, sfruttando la relazione affettiva per ottenere un vantaggio economico. La madre, spinta da un senso di urgenza, ha agito senza sottoporsi a una verifica approfondita, un errore comune tra le vittime di tali truffe. Adriano ha sottolineato come la tecnologia, se non utilizzata con responsabilità, possa diventare uno strumento pericoloso. "Con la mamma, la nonna e la famiglia non si scherza", ha detto, rafforzando l'idea che le relazioni personali siano spesso il bersaglio preferito dei criminali digitali.

Le implicazioni di questo episodio vanno oltre la semplice questione di un furto di denaro. La truffa ha messo in luce una delle conseguenze più gravi delle frodi digitali: la violazione della privacy e la manipolazione delle relazioni umane. In un'epoca in cui le tecnologie avanzate diventano sempre più accessibili, il rischio di essere vittima di un inganno simile aumenta. Per i familiari, il dolore derivante da un simile episodio può essere devastante, soprattutto se si sente di aver perso la fiducia in un essere caro. Adriano, con il suo intervento, ha offerto un esempio di come la figura pubblica possa assumere un ruolo di responsabilità, sensibilizzando il pubblico su temi che spesso vengono sottovalutati. L'incidente ha anche sollevato questioni legali, poiché la truffa potrebbe essere considerata un reato aggravato, in quanto coinvolge una relazione di parentela. Gli esperti di cybersecurity hanno sottolineato l'importanza di un'educazione digitale più diffusa, in grado di preparare i cittadini a riconoscere e prevenire tali minacce.

Il caso di Adriano ha suscitato una reazione immediata nel mondo del calcio e nella società civile. Molti utenti hanno condiviso il video dell'ex calciatore, riconoscendo l'importanza della sua testimonianza. L'incidente ha anche riacceso il dibattito su come proteggere i dati personali e come gestire le relazioni digitali in modo sicuro. Gli esperti hanno sottolineato che la soluzione non sta solo nell'incremento delle misure di sicurezza, ma anche nella consapevolezza di ogni individuo. Per prevenire episodi simili, è necessario adottare una cultura della verifica: ogni richiesta di denaro, soprattutto da parte di un familiare, deve essere sottoposta a una serie di controlli. Adriano, con il suo intervento, ha dimostrato come la figura di un personaggio pubblico possa diventare un'arma di sensibilizzazione. L'episodio ha anche richiamato l'attenzione su temi come la privacy e la responsabilità digitale, che diventano sempre più importanti in un'era in cui le tecnologie sono parte integrante della vita quotidiana. La strada per superare tali sfide richiede una collaborazione tra istituzioni, aziende e individui, con l'obiettivo di creare un ambiente più sicuro e informato.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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