11 mar 2026

Madrid ricorda le vittime del tamponamento ferroviario durante la messa parallela di Ayuso

La nave central della cattedrale di Madrid si era riempita completamente, con curiosi che si affacciavano attraverso le porte laterali. L'odore di incenso pervadeva l'ambiente, mentre le beatitudini e i cofradi occupavano le prime panche.

30 gennaio 2026 | 02:07 | 5 min di lettura
Madrid ricorda le vittime del tamponamento ferroviario durante la messa parallela di Ayuso
Foto: El País

La nave central della cattedrale di Madrid si era riempita completamente, con curiosi che si affacciavano attraverso le porte laterali. L'odore di incenso pervadeva l'ambiente, mentre le beatitudini e i cofradi occupavano le prime panche. Fu in questa atmosfera di preghiera e dolore che l'arcivescovo di Madrid, José Cobo, un cardinale nominato da Papa Francesco, si interrogò su dove fosse Dio il 18 gennaio, giorno in cui un incidente ferroviario aveva causato la morte di 45 persone. "Surge quella domanda inevitabile, ma Dio non è l'artefice del male né della morte. Lui non desidera la distruzione e non si compiace nel soffrire gli uomini. Il miracolo che sperimentiamo è che Lui rimane e attraversa il dolore, aiutando, piangendo, sostenendo", disse con voce tremula. La sua parola fu ascoltata da familiari delle vittime, tra cui una donna sorda e cieca, a cui si disegnava sulla mano cosa stava accadendo, e da Isabel Díaz Ayuso, presidente della Comunità di Madrid. La messa, solemne e emozionante, si svolse in parallelo con un altro rito in Huelva, dove si celebrava il funerale delle vittime dell'incidente. Lì erano presenti i sovrani spagnoli, ministri del governo, il leader del PP Alberto Núñez Feijóo e altre autorità. La scelta di Ayuso di organizzare una messa a Madrid, tuttavia, suscitò sospetti tra gli oppositori, che ritenevano volesse occultare il funerale principale. La tensione politica si fece sentire, con la presidente di Andalucía, Juanma Moreno, che dovette gestire la crisi in sinergia con il governo centrale. La sensazione di una manovra elettorale si diffuse, alimentata da una serie di eventi che si svolsero in un'unica giornata, con le due messa separate da poco più di un'ora.

La messa a Madrid, organizzata inizialmente dalla curia locale, fu però contaminata da un'atmosfera politica che non si poteva evitare. Ayuso, vestita di lutto, entrò in cattedrale accompagnata dall'arcivescovo, dal sindaco e dal delegato del governo. Dietro di lei si schierarono altri esponenti politici, tutti in abiti formali. La cerimonia, che durò oltre un'ora, fu presieduta dai tre vescovi della Provincia Eclesiastica di Madrid, con un rito che iniziò con il Réquiem e terminò con il Notre Père. L'arcivescovo, nel suo discorso, richiamò l'importanza di unire le forze di fronte alla tragedia, affermando che il dolore dovrebbe trasformarsi in un'occasione per il bene comune. "Questa tragedia deve smettere di polarizzare e di dividere. Dobbiamo amarci di più, tornare al servizio del bene, e convertire il dolore in strumento di pace e convivenza", disse, rivolgendo un messaggio di conforto alle famiglie delle vittime. Tuttavia, la sua parola non riuscì a placare le tensioni politiche, che si erano intensificate a causa della sovrapposizione delle due cerimonie.

Il contesto della vicenda si arricchisce se si considera la precedente polemica legata alle morti di anziani in strutture sanitarie durante la pandemia. Associazioni di cittadini avevano accusato Ayuso di responsabilità per i decessi registrati in quei mesi, e le avevano definito "plataforme di frustrati della sinistra madrileña". L'attuale contesto, però, sembra trasformare la questione in un tema di confronto politico, con alcuni esponenti dell'opposizione che vedono nella messa a Madrid un tentativo di sviare l'attenzione dal funerale in Huelva. La presidente di Madrid, in un'intervista precedente, aveva sottolineato la sua determinazione a non permettere che la tragedia diventasse un tema di partito, ma le sue mosse sembrano aver alimentato le critiche. Tra i partecipanti alla messa, si notò anche la presenza di Begoña Marín, una donna con un abito lungo che si fermò davanti alla pila dell'acqua benedetta. Lei, però, non diede peso alla coincidenza dei due funerali, ritenendo che il momento più importante fosse il lutto per le vittime. "Non importa dove si celebrino i funerali, il che conta è che si preghi per loro", disse, con un tono che esprimeva un'accondiscendenza verso le differenze di approccio.

L'analisi delle dinamiche in gioco rivela una complessità di interessi che va al di là del semplice lutto. La messa a Madrid, sebbene sia stata organizzata da un'istituzione religiosa, non è riuscita a mantenere la neutralità politica, a causa della sovrapposizione con l'evento in Huelva. Questo ha reso evidente la volontà di alcuni leader di usare la tragedia come opportunità per rafforzare il loro posizionamento. La presenza di Ayuso, pur se accompagnata da un messaggio di unità, ha suscitato sospetti di una strategia elettorale, in un contesto in cui la politica ha sempre cercato di sfruttare eventi drammatici per guadagnare consenso. Allo stesso tempo, la parola dell'arcivescovo ha sottolineato l'importanza di un messaggio di pace e di convivenza, un tema che potrebbe diventare un punto di riferimento per il dibattito pubblico. Tuttavia, il rischio è che le emozioni del momento si trasformino in una polarizzazione ulteriore, alimentata da accuse e sospetti reciproci.

La chiusura di questa vicenda dipende da come i protagonisti gestiranno le tensioni che emergono. La messa a Madrid, pur essendo un momento di preghiera, è diventata un campo di battaglia politico, con accuse e risposte che si susseguono. La presidente di Madrid, sebbene abbia cercato di mantenere un atteggiamento sobrio, non è riuscita a evitare che la sua azione fosse vista come un intervento elettorale. Il contrasto con la messa in Huelva ha evidenziato la mancanza di un coordinamento tra le autorità, che potrebbe portare a ulteriori critiche. Tuttavia, la figura dell'arcivescovo, con il suo messaggio di unità, potrebbe rappresentare un tentativo di riconciliare le diverse visioni. Il futuro di questa situazione dipende anche dalle reazioni delle famiglie delle vittime, che potrebbero decidere se partecipare attivamente ai dibattiti o lasciare che i leader politici gestiscano la questione. In ogni caso, il lutto rimane il cuore del momento, e la capacità di trasformarlo in un'occasione per il bene comune sarà il vero test per le istituzioni e i leader.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi