11 mar 2026

Le scarpe da basket fischiano: perché?

L'industria dello sport e la fisica applicata si uniscono in un'indagine sorprendente che svela i segreti del rumore prodotto dai piedi dei giocatori di basket sul parquet. Una ricerca condotta da ricercatori della Harvard John A.

26 febbraio 2026 | 22:02 | 5 min di lettura
Le scarpe da basket fischiano: perché?
Foto: Focus

L'industria dello sport e la fisica applicata si uniscono in un'indagine sorprendente che svela i segreti del rumore prodotto dai piedi dei giocatori di basket sul parquet. Una ricerca condotta da ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences (SEAS), pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, ha rivelato che lo stridore caratteristico delle scarpe non è semplicemente il frutto dell'attrito tra gomma e superficie, ma un fenomeno complesso e affascinante. La scoperta, che ha sconvolto i settori della tribologia e della dinamica dei materiali, ha dimostrato che il suono emesso non è casuale ma deriva da impulsi supersonici che viaggiano lungo la suola delle scarpe. Questo risultato, ottenuto grazie a un'analisi dettagliata e a tecnologie all'avanguardia, ha aperto nuove prospettive per la progettazione di materiali intelligenti e per la comprensione di fenomeni naturali come i terremoti. La notizia ha suscitato interesse non solo tra scienziati, ma anche tra atleti, tecnici e appassionati di sport, che ora vedono in questo fenomeno un ponte tra scienza e cultura.

La ricerca si è concentrata sul meccanismo che genera il suono durante l'azione di frenata o di spinta dei giocatori. Utilizzando telecamere ad alta velocità in grado di catturare fino a un milione di fotogrammi al secondo, i ricercatori hanno osservato in modo dettagliato il contatto tra la gomma delle scarpe e la superficie del parquet. Hanno scoperto che il movimento non è uniforme, ma si basa su un ciclo continuo di distacco e riattacco della gomma, creando fronti di distacco che si propagano rapidamente lungo l'interfaccia. Questi impulsi, definiti "opening slip pulses", si muovono a velocità estremamente elevate, talvolta superando quella del suono. La frequenza con cui questi impulsi si ripetono determina la nota musicale percepita, rendendo il fenomeno non solo fisico ma anche acusticamente interessante. Gli scienziati hanno anche rilevato che in alcuni casi, il processo è accompagnato da minuscole scariche elettriche generate dallo sfregamento, un fenomeno noto come triboelettricità. Questa scoperta ha permesso di collegare il rumore delle scarpe a fenomeni fisici che si osservano in contesti molto diversi.

Il contesto della ricerca si inserisce in un campo di studio che ha sempre cercato di spiegare il rapporto tra materiali e superfici. Per decenni, il suono delle scarpe è stato considerato un semplice effetto collaterale dell'attrito, ma la nuova indagine ha rivelato una complessità che va ben oltre questa interpretazione. I ricercatori hanno analizzato non solo il comportamento della gomma, ma anche la geometria della suola, che funge da guida d'onda per i segnali generati. Modificando l'altezza dei blocchi del battistrada, i ricercatori sono riusciti a controllare la frequenza del suono con precisione sorprendente, tanto da "suonare" manualmente il tema di Star Wars semplicemente facendo scorrere campioni di gomma di diverse dimensioni. Questo risultato ha suscitato meraviglia non solo per la sua originalità, ma anche per le implicazioni pratiche, come la possibilità di progettare materiali con un grip variabile a comando. La ricerca ha quindi aperto nuove strade per applicazioni in settori diversi, da quello sportivo a quello industriale, dimostrando come un fenomeno quotidiano possa nascondere principi fisici di grande rilevanza.

L'analisi delle implicazioni della ricerca rivela un legame sorprendente tra la fisica dei materiali e la geofisica. I ricercatori hanno notato che i meccanismi che governano i "opening slip pulses" nelle scarpe ricordano quelli che si verificano lungo le faglie tettoniche durante un terremoto. Nelle faglie, le rotture si propagano a velocità estreme, generando vibrazioni che possono danneggiare la crosta terrestre. Analogamente, i segnali rilevati nell'interfaccia scarpa-parquet si muovono a velocità supersoniche, creando un'onda di distacco che si espande in modo caotico. Questa analogia ha permesso ai fisici di comprendere meglio la dinamica di fenomeni naturali complessi, aprendo la strada a nuove metodologie per studiare i terremoti. Inoltre, la scoperta ha evidenziato come la fisica dei materiali morbidi possa interagire con forze macroscopiche, suggerendo che le proprietà di un materiale possono influenzare il comportamento di sistemi su larga scala. Questo risultato ha suscitato interesse nel mondo accademico, poiché potrebbe portare a innovazioni in settori come l'ingegneria civile o la geologia, dove la gestione delle forze e delle vibrazioni è cruciale.

La chiusura del lavoro di ricerca sottolinea il potenziale di applicazioni future e la sua importanza per la scienza. La capacità di controllare il suono emesso dalle scarpe non è solo un passo avanti per la progettazione di materiali intelligenti, ma un esempio di come la fisica applicata possa unire discipline diverse. I ricercatori sperano che questa scoperta possa portare a tecnologie in grado di adattarsi dinamicamente alle condizioni di utilizzo, migliorando la sicurezza e l'efficienza in contesti come lo sport, l'industria e la costruzione. Inoltre, il legame con i terremoti ha aperto nuove opportunità per studiare i meccanismi dirottamento delle faglie, potenzialmente contribuendo a prevedere o mitigare i danni causati da sismi. La ricerca ha quindi dimostrato che anche i fenomeni più comuni possono nascondere principi scientifici di grande interesse, rafforzando l'idea che la fisica è parte integrante della vita quotidiana. L'industria e la scienza continuano a collaborare per svelare i segreti di fenomeni che sembrano banali, ma che in realtà rappresentano un'intersezione tra il quotidiano e il mondo delle forze naturali.

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