11 mar 2026

Le pressioni degli Stati Uniti per asfissiare la Cuba arrivano anche nei ospedali della Calabria

Lucia Orlando Settembrini, direttrice dell'unità di emergenza del Policlinico di Lamezia Terme, esprime un'affermazione chiara e determinata: "Senza di loro non potremmo mantenere aperto il servizio di Urgenze. Non potrebbe più esistere".

03 marzo 2026 | 08:11 | 5 min di lettura
Le pressioni degli Stati Uniti per asfissiare la Cuba arrivano anche nei ospedali della Calabria
Foto: El País

Lucia Orlando Settembrini, direttrice dell'unità di emergenza del Policlinico di Lamezia Terme, esprime un'affermazione chiara e determinata: "Senza di loro non potremmo mantenere aperto il servizio di Urgenze. Non potrebbe più esistere". "Loro" sono dodici medici cubani, alleati da tre anni, che permettono al reparto di funzionare in un'area geografica tra le più svantaggiate d'Europa. Il loro arrivo, avvenuto nel 2022, rappresenta una soluzione alle gravi carenze di personale sanitario che hanno portato all'interruzione di intere unità ospedaliere. La collaborazione con i professionisti cubani, che operano in un contesto di emergenza sanitaria cronica, è diventata una strategia di sopravvivenza per il sistema locale. Questi medici, reclutati attraverso un accordo con la Comercializadora de Servicios de Médicos Cubanos, un'azienda controllata dal governo cubano, hanno salvato il funzionamento del servizio di emergenza, un settore cruciale per la salute della popolazione calabrese. La loro presenza, però, non è rimasta indifferente alle tensioni internazionali, in particolare quelle legate alle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti.

La situazione di Calabria, regione del sud Italia con una delle economie più deboli d'Europa, ha richiesto interventi urgenti per evitare il collasso del sistema sanitario. Da anni, il governo centrale ha intervento sul sistema regionale per risolvere un deficit contabile che ha portato a un calo drastico delle risorse. La pandemia ha accentuato la crisi, ma ha anche reso evidente l'importanza di collaborazioni internazionali. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha deciso di avvalersi dei medici cubani, un'idea che nasce da una intuizione di emergenza. L'accordo, firmato nel 2022, prevedeva l'ingresso di 51 professionisti, che hanno arricchito le strutture ospedaliere in un momento in cui la mancanza di personale era diventata un problema insostenibile. La scelta di coinvolgere Cuba non è stata casuale: il paese ha una tradizione di missioni sanitarie all'estero, che rappresentano una fonte di reddito e di influenza. La collaborazione con l'isola, però, ha suscitato interesse anche da parte degli Stati Uniti, che hanno cercato di limitare l'impatto di tali accordi.

Il contesto storico della collaborazione tra Cuba e Calabria si inscrive in un quadro più ampio di relazioni internazionali complesse. Le missioni sanitarie cubane, attive da decenni, sono state un'arma di soft power per il Paese caraibico, in grado di guadagnare consenso in aree dove la sanità è un'area di grave criticità. La regione calabra, però, ha visto crescere le tensioni con gli Stati Uniti, che da tempo hanno pressato Cuba per ridurre la dipendenza da tali accordi. Il caso di Lamezia Terme è diventato un caso emblematico: la Regione ha sostenuto che la collaborazione non è legata a pressioni estere, ma a un'esigenza reale di risorse. La decisione di contrattare con i medici cubani, in un momento in cui la mancanza di professionisti è diventata una emergenza, ha richiesto una svolta drastica. L'accordo, però, ha suscitato preoccupazioni, soprattutto dopo che il governo Usa ha annunciato restrizioni su visi per funzionari cubani, definendoli impegnati in "lavoro forzoso". Queste mosse hanno messo in discussione la sostenibilità del progetto, anche se la Regione ha sottolineato che la collaborazione è un'opzione necessaria.

L'impatto della presenza cubana sul sistema sanitario calabrese è stato oggetto di analisi da parte di esperti e professionisti. Antonio Battistini, ex comandante della sanità italiana e attualmente comisario per la sanità in provincia di Catanzaro, ha riconosciuto la competenza dei medici cubani, che si adattano al sistema sanitario italiano senza dover subire modifiche significative ai loro titoli. La collaborazione, iniziata con una norma di emergenza pandemica, ha permesso di bypassare alcuni ostacoli burocratici, ma ha anche reso necessario un sistema di valutazione rigoroso. I medici cubani, selezionati per le loro esperienze, hanno contribuito a un miglioramento non solo quantitativo, ma anche qualitativo, grazie alla loro professionalità. La loro presenza ha permesso di evitare il crollo del sistema sanitario, soprattutto in un'area dove la mancanza di personale ha portato a interruzioni di servizi. La Regione ha chiarito che, senza di loro, sarebbe stato impossibile mantenere il funzionamento delle strutture, a testimonianza dell'importanza della collaborazione.

La prospettiva futura della collaborazione tra Calabria e Cuba rimane incerta, ma la Regione ha espresso la volontà di proseguire il progetto. Il governo locale ha ribadito che la decisione non è legata a pressioni estere, ma a una necessità economica e sanitaria. La collaborazione, però, è esposta a rischi, soprattutto dopo che alcuni paesi dell'America Latina hanno interrotto i programmi di collaborazione con Cuba a causa delle politiche degli Stati Uniti. La Regione ha sottolineato che la comunità medica cubana è fondamentale per il sistema sanitario, ma ha anche riconosciuto la necessità di trovare soluzioni alternative. La sua intenzione è di continuare a investire in questa collaborazione, anche se con un'attenzione maggiore alle sfide esterne. Il progetto, però, dipende da fattori esterni, come le politiche economiche e le relazioni internazionali. La Regione ha espresso fiducia nel fatto che i medici cubani continueranno a operare, almeno fino al 2027, ma ha anche sottolineato che la sostenibilità a lungo termine dipende da una serie di fattori complessi. La collaborazione, quindi, rappresenta un esempio di come la sanità possa essere salvata attraverso alleanze internazionali, anche se non è immune da rischi.

Fonte: El País Articolo originale

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