11 mar 2026

La presidente del Poder Giudiziario denuncia un grave deficit di giudici

La presidente del Consejo General del Poder Judicial, Isabel Perelló, ha denunciato il grave deficit di giudici che affligge il sistema giudiziario spagnolo, in un contesto di crescente tensione tra le istituzioni e il governo.

03 febbraio 2026 | 14:49 | 5 min di lettura
La presidente del Poder Giudiziario denuncia un grave deficit di giudici
Foto: El País

La presidente del Consejo General del Poder Judicial, Isabel Perelló, ha denunciato il grave deficit di giudici che affligge il sistema giudiziario spagnolo, in un contesto di crescente tensione tra le istituzioni e il governo. Nell'evento di consegna dei uffici della 74ª promozione della Scuola Giudiziaria, svoltosi a Barcellona in presenza del ministro della Presidenza, Giustizia e Relazioni con le Cortes, Félix Bolaños, Perelló ha sottolineato che le 500 nuove posizioni previste dal governo per quest'anno rappresentano una buona notizia, ma non risolvono il problema strutturale. "Siete molto benvenuti perché siete molto necessari", ha detto rivolgendosi ai 121 nuovi giudici, sottolineando l'importanza del loro ruolo nel sistema giudiziario. La presidente ha criticato la scelta del governo di concentrare le risorse su un modello di tribunali rinnovato, che trasforma i vecchi uffici con un singolo giudice in istituzioni condivise da più magistrati, con un team di supporto comune. Questo modello, sebbene riduca i costi, non risponde alle esigenze reali del sistema, che richiede un aumento significativo del numero di giudici disponibili. Perelló ha sottolineato che la mancanza di una strategia mirata porterà a un incremento delle posizioni vacanti e a un aumento delle dilazioni processuali.

L'annuncio del governo, che mira a rafforzare il servizio giudiziario con una cifra equivalente a quelle create in una decade, ha suscitato preoccupazioni tra i magistrati. Perelló ha sottolineato che le nuove posizioni non aumentano il numero effettivo di giudici, ma semplicemente creano posti disponibili senza risolvere il deficit strutturale. "Non si può posticipare la risposta a situazioni future incerte", ha affermato, chiedendo un piano realistico con investimenti adeguati e collaborazione istituzionale. La presidente ha anche rimarcato che le riforme devono essere effettuate in modo ordinato, con tempi sufficienti e coinvolgendo i professionisti della giustizia. Questo riferimento si ricollega alla legge che modifica il modello giudiziario spagnolo, entrata in vigore recentemente. Perelló ha sollecitato un'indizione urgente di prove selettive, sottolineando che la mancanza di una pianificazione adeguata porterà a un aggravarsi del problema.

Il contesto del dibattito si colloca all'interno di una riforma giudiziaria in corso, che mira a modernizzare il sistema e ridurre i costi operativi. Il modello nuovo prevede tribunali condivisi da più giudici, con un team di supporto comune, una soluzione che riduce le risorse necessarie ma non risolve il problema del deficit di personale. Perelló ha sottolineato che questo approccio non risponde alle esigenze reali del sistema, che richiede un incremento del numero di giudici. Il governo, però, ha optato per una strategia che mira a creare nuove posizioni senza aumentare il numero effettivo di magistrati disponibili. Questo approccio, sebbene positivo in termini di numeri, non affronta le cause profonde del problema. La presidente ha rilevato che la mancanza di una soluzione strutturale porterà a un aumento delle dilazioni processuali e a una riduzione della qualità del servizio giudiziario. La situazione si complica ulteriormente in un contesto di crescente pressione sul sistema giudiziario, che deve gestire un numero crescente di casi.

Le implicazioni del piano del governo sono significative, soprattutto per il sistema giudiziario spagnolo. Perelló ha sottolineato che la mancanza di un aumento reale del numero di giudici porterà a un incremento delle posizioni vacanti e a un aumento delle dilazioni, che possono danneggiare la credibilità del sistema. La presidente ha anche richiamato l'importanza del rispetto dello status dei giudici da parte dell'Unione Europea, sottolineando che le interventi esterni o le pressioni dirette potrebbero compromettere la sua autonomia. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un momento in cui il sistema giudiziario spagnolo è chiamato a gestire questioni internazionali, come i diritti umani e i trattati internazionali. Perelló ha sottolineato che i giudici devono garantire l'applicazione di norme come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, nonché la Carta delle Nazioni Unite. La presidente ha ritenuto che la mancanza di una strategia strutturale potrebbe compromettere la capacità del sistema giudiziario di rispondere a queste sfide.

La conclusione del dibattito si colloca in un contesto di crescente richiesta di giudici in grado di gestire le complessità del sistema giudiziario spagnolo. Perelló ha sottolineato che la mancanza di una pianificazione adeguata porterà a un aumento delle dilazioni e a un calo della qualità del servizio. La presidente ha chiesto un'azione immediata per risolvere il problema, sottolineando che la risposta non può essere posticipata. Il re Felipe VI, presente all'evento, ha sottolineato l'importanza del ruolo dei nuovi giudici nel preservare lo Stato sociale e democratico di diritto. Ha richiesto loro di esercitare il loro incarico con i più rigorosi parametri etici, poiché rappresentano un pilastro del sistema politico e costituzionale spagnolo. La nuova generazione di giudici, che include un elevato numero di donne e giovani, è stata sottolineata come un segno di rinnovamento e di impegno per i diritti fondamentali. La situazione richiede una risposta strutturale, che il governo deve affrontare con un piano realistico e un investimento adeguato.

Fonte: El País Articolo originale

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