La fisica del Quadruple Axel, il salto più difficile della figura
Il mondo dello sport, in particolare la figura dello skating artistico, ha visto un'evoluzione epocale negli ultimi anni grazie a un atleta che ha spostato l'equilibrio tra tecnica e innovazione.
Il mondo dello sport, in particolare la figura dello skating artistico, ha visto un'evoluzione epocale negli ultimi anni grazie a un atleta che ha spostato l'equilibrio tra tecnica e innovazione. Ilia Malinin, uno degli esponenti più promettenti del pattinaggio su ghiaccio, ha conquistato il titolo di "Quad God" (significato letterale: "Dio del quadruple axel") grazie alla sua capacità di eseguire il quadruple axel, un salto considerato fino a poco tempo fa impossibile. Questo movimento, che richiede quattro e mezzo rotazioni in aria, è stato per la prima volta realizzato in competizione da Malinin nel 2022, durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina. Il successo di questo atleta ha aperto nuove prospettive nella disciplina, spostando l'attenzione su come la fisica e la biomechanica possano contribuire a comprendere e migliorare le tecniche più complesse. L'articolo esamina la ricerca condotta da Seiji Hirosawa, un ricercatore della Toin University, che ha analizzato i dati di due pattinatori che hanno tentato il quadruple axel in gara, rivelando un ruolo cruciale della velocità verticale nel successo di questo salto.
La ricerca pubblicata nel 2024 sulla rivista Sports Biomechanics ha sottolineato come la capacità di raggiungere altezze elevate durante il salto sia fondamentale per completare il quadruple axel. L'analisi dei dati raccolti attraverso il sistema di tracciamento Ice Scope ha mostrato che i pattinatori che riescono a eseguire il salto necessitano di un'altezza verticale di circa 20 pollici (circa 50 centimetri) per ottenere il tempo aerea sufficiente a compiere quattro e mezzo rotazioni. Questo dato è particolarmente significativo in un contesto in cui il sistema di punteggio delle competizioni assegna punteggi più elevati ai salti più complessi, come il quadruple axel, rispetto a altre figure tecniche. Per ottenere un punteggio elevato, i pattinatori devono non solo eseguire il movimento correttamente, ma anche ottimizzare la loro cinematica per massimizzare la velocità e la stabilità durante la fase aerea. La ricerca ha quindi rivelato una strategia diversa rispetto a quelle precedenti, che non avevano enfatizzato l'importanza della verticalità.
Il quadruple axel rappresenta un esempio estremo della complessità tecnica del pattinaggio su ghiaccio. Tra i diversi tipi di salti, l'axel è considerato il più difficile a causa del suo meccanismo di partenza, che richiede un movimento in avanti e un mezzo giro in più rispetto agli altri salti. Il nome dell'axel è derivato da Axel Paulsen, il pattinatore norvegese che lo ha introdotto negli anni venti del secolo scorso. La sua caratteristica distintiva è la partenza da una posizione in avanti, che richiede una maggiore coordinazione e controllo del corpo. Per eseguire un axel semplice, il pattinatore deve completare un giro e mezzo, mentre per il quadruple axel è necessario compiere quattro giri e mezzo in aria. Questa differenza di complessità ha portato a un'analisi approfondita del movimento, con la ricerca di Hirosawa che ha utilizzato dati video e parametri biomechanici per comprendere meglio le strategie adottate dagli atleti.
L'importanza della verticalità nel quadruple axel ha conseguenze dirette sulle tecniche di allenamento e sulle strategie di punteggio. Secondo lo studio, aumentare l'altezza del salto non solo prolunga il tempo aerea, ma permette anche di ottimizzare la distribuzione delle forze durante la fase di rotazione. Questo ha portato a una revisione delle teorie precedenti, che non avevano considerato l'altezza come un fattore chiave. La ricerca ha quindi fornito un'alternativa alle metodologie tradizionali, sottolineando come la combinazione di potenza verticale e controllo del corpo possa portare a risultati migliori. I dati raccolti hanno anche evidenziato una differenza tra i tentativi di quadruple axel e i salti più semplici, come il triple axel. I pattinatori che hanno tentato il quadruple axel hanno dimostrato una maggiore concentrazione su una traiettoria verticale, mentre i salti più brevi non richiedevano lo stesso livello di altezza. Questa distanza tra le tecniche ha reso il quadruple axel un punto di riferimento per gli atleti che desiderano spingersi oltre i limiti della disciplina.
Il successo di Ilia Malinin e lo studio di Hirosawa segnano un punto di svolta nella storia del pattinaggio su ghiaccio, ma anche un'indicazione del futuro delle competizioni. La ricerca ha fornito non solo una spiegazione scientifica del quadruple axel, ma anche una base per lo sviluppo di nuove strategie di allenamento, che potrebbero aiutare altri pattinatori a raggiungere livelli di prestazione mai raggiunti. Tuttavia, il cammino verso l'abilità di eseguire il quadruple axel rimane estremamente complesso, richiedendo anni di allenamento, una combinazione di forza, coordinazione e precisione. Mentre i risultati del 2022 di Malinin hanno aperto nuove possibilità, il mondo dello sport continuerà a seguire con attenzione le future innovazioni, sperando in nuovi record che possano ridefinire il limite tra il possibile e l'impossibile. La scienza, con la sua capacità di analizzare e comprendere i movimenti, sembra essere un alleato indispensabile per i pattinatori che desiderano sfidare le sfide più estreme del loro sport.
Fonte: Wired Articolo originale
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