La Corte Suprema annula norma del Barça che vietava soci di vendere abbonamenti
Il Supremo ha annullato un articolo degli statuti del FC Barcelona approvato nel 2018, che vietava ai soci di cedere i loro abbonamenti in cambio di un compenso economico.
Il Supremo ha annullato un articolo degli statuti del FC Barcelona approvato nel 2018, che vietava ai soci di cedere i loro abbonamenti in cambio di un compenso economico. La decisione, resa nota da EL PAÍS, riguarda un provvedimento adottato durante il mandato di Josep Maria Bartomeu e si colloca nel contesto di un clamoroso scandalo legato alla reventa di biglietti durante il match tra Barça e Real Madrid. L'articolo modificato, che ampliava la definizione di "cedenza onerosa", prevedeva sanzioni per qualsiasi trasferimento di abbonamenti che implicasse un vantaggio economico, con l'obbligo di utilizzare il sistema ufficiale "seient lliure" per cedere i posti. La sentenza del Supremo ha dichiarato nullo il provvedimento, aprendo la strada a possibili reclami da parte di migliaia di soci che si erano visti costretti a utilizzare questa opzione. La decisione ha suscitato reazioni significative, con i soci che avevano subito danni economici a causa della modifica che ora potrebbero chiedere compensi per le perdite subite negli ultimi anni.
La modifica degli statuti del 2018 fu adottata in seguito a un'indagine sull'organizzazione di una rete fraudolenta che aveva sfruttato i codici QR degli abbonamenti per rivendere biglietti durante il Clásico del 2018. In quel momento, il club denunciò un danno di 1,5 milioni di euro e sostenne che la reventa era stata gestita da un gruppo che aveva sfruttato la situazione per ottenere profitti. La decisione di ampliare la definizione di cessione onerosa fu vista come un tentativo di rafforzare le sanzioni e limitare l'uso di canali non ufficiali per la vendita degli abbonamenti. Tuttavia, i soci che avevano subito un danno a causa della modifica hanno contestato la legittimità del provvedimento, sostenendo che fosse stato adottato senza informare correttamente i membri dell'assemblea. La sentenza del Supremo ha sottolineato che la mancanza di una comunicazione dettagliata riguardo alla proposta di modifica e alla memoria esplicativa ha reso il processo illegale, invalidando così l'intero provvedimento.
L'annullamento del provvedimento ha riacceso le tensioni tra il club e i soci, che avevano visto limitata la libertà di gestione dei propri abbonamenti. La sentenza ha reso possibile il ricorso da parte di migliaia di soci che, durante la stagione 2018-2019, avevano dovuto utilizzare il sistema "seient lliure" per cedere i posti, con un compenso minimo. Secondo i legali che hanno rappresentato i 26 soci che avevano presentato una denuncia, la decisione del Supremo potrebbe aprire una dimensione retroattiva, permettendo a molti di richiedere compensi per i danni subiti. Il despacho BMG Abogados, che ha difeso i ricorrenti, ha sottolineato che il valore economico potrebbe essere significativo, con possibili reclami da parte di migliaia di soci. La sentenza ha anche rafforzato la posizione di coloro che avevano già presentato ricorsi per casi simili, aumentando la possibilità di ottenere giustizia per le loro perdite.
L'annullamento del provvedimento ha implicazioni profonde per il futuro del FC Barcelona, soprattutto in vista delle elezioni in corso per il ruolo di presidente del club. La mancanza di una convocazione di assemblea per il momento rende difficile l'approvazione di nuove modifiche agli statuti, ma la sentenza ha aperto la strada a un possibile ripensamento delle norme vigenti. Il club potrebbe dover rivedere le procedure per la gestione degli abbonamenti, cercando di bilanciare la protezione dei soci con la prevenzione di pratiche fraudolente. Inoltre, la decisione ha messo in evidenza la necessità di un dialogo più trasparente tra il club e i soci, evitando future contestazioni legali. La situazione potrebbe diventare cruciale per la gestione del club, soprattutto se il presidente eletto dovrà affrontare le richieste di compensi da parte dei soci che hanno subito danni a causa delle norme precedenti.
La sentenza del Supremo non solo ha risolto un conflitto legale tra il FC Barcelona e i suoi soci, ma ha anche cambiato il panorama delle regole interne del club. La decisione ha reso necessario un ripensamento delle politiche relative alla gestione degli abbonamenti, con un'attenzione maggiore alla trasparenza e al rispetto dei diritti dei soci. La situazione potrebbe portare a una riforma più approfondita degli statuti, con l'obiettivo di prevenire futuri abusi e garantire un equilibrio tra le esigenze del club e quelle dei propri membri. In un contesto in cui il FC Barcelona deve affrontare sfide economiche e sociali, questa sentenza potrebbe diventare un punto di riferimento per il futuro della gestione del club. La strada per il rientro in un sistema più giusto e trasparente sembra ora aperta, anche se il percorso sarà probabilmente lungo e complesso.
Fonte: El País Articolo originale
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