Ippodromo Capannelle: stagione a rischio per mancanza firma concessionario
Il futuro dell'ippodromo di Capannelle, uno dei simboli del turismo e dello sport equestri in Italia, rimane incerto dopo un mese di tensione.
Il futuro dell'ippodromo di Capannelle, uno dei simboli del turismo e dello sport equestri in Italia, rimane incerto dopo un mese di tensione. L'operatore che aveva vinto il bando indetto dal Comune di Roma per la gestione dell'impianto nel 2026, il 9 febbraio non aveva ancora firmato il contratto, aprendo una situazione di stallo che mette a rischio la prosecuzione delle attività. Il provvedimento adottato dal Comune aveva stabilito un termine di 30 giorni, a partire dall'aggiudicazione del 9 gennaio, per la stipula del contratto. Tuttavia, nonostante l'entusiasmo espresso dall'assessorato allo sport di Roma Capitale, che aveva annunciato per il 15 febbraio la consegna delle chiavi da parte dell'ex concessionario Hippogroup e il passaggio alla società Marsicana, il passaggio di consegne non si è concretizzato. La mancata firma del contratto ha lasciato aperte numerose domande su come sarà gestito l'impianto nel 2,026, con scenari che potrebbero portare a un esclusione dal calendario nazionale delle corse o a un trasferimento delle gare in altre strutture.
L'incertezza si è fatta più preoccupante nei giorni successivi al termine del periodo stabilito. L'amministrazione comunale ha ricevuto il compito di trovare una soluzione rapida per evitare un'interruzione delle attività e garantire i livelli occupazionali promessi. Tra le opzioni possibili, si è profilata la possibilità di subentrare al secondo operatore in graduatoria, ovvero la società Caroli Global Service srl, che aveva espresso interesse per una gestione "ponte" per l'intero anno 2026. La Marsicana srl, però, rimane comunque un'ipotesi rilevante, poiché ha già gestito l'ippodromo in passato e potrebbe essere in grado di mantenere le operazioni. L'assessorato allo sport ha preferito non commentare le mosse in corso, lasciando i dettagli aludenti alle prossime decisioni. La mancanza di un gestore definitivo ha creato un clima di incertezza tra i dipendenti, che attendono con ansia una soluzione che possa salvaguardare i posti di lavoro.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un quadro più ampio che vede Capannelle da anni al centro di dibattiti su diritti, sicurezza e sostenibilità. L'ippodromo, situato in via Appia Nuova, è stato un punto di riferimento per la comunità locale e per i tifosi del trotto e del galoppo. Tuttavia, negli anni si sono accumulati problemi legati alla manutenzione delle piste, alla gestione delle corse e alla salvaguardia delle attività sportive. L'aggiudicazione del bando europeo era vista come un'occasione per rilanciare l'impianto e rispettare gli standard richiesti dal ministero delle politiche agricole e forestali, che ha il compito di coordinare le corse nazionali. La mancata conclusione del processo ha messo in evidenza le criticità di un sistema che, pur essendo centrale per il settore equestre, ha difficoltà a trovare un equilibrio tra interessi economici e responsabilità sociali.
Le conseguenze di questa situazione potrebbero essere profonde, non solo per l'ippodromo ma anche per l'intero settore. L'eventuale esclusione di Capannelle dal calendario delle corse del 2026 avrebbe implicato un trasferimento delle gare in strutture alternative, come l'ippodromo di Tagliacozzo, gestito proprio dalla Marsicana, o quello di Firenze. Questo spostamento non solo metterebbe a rischio la stabilità economica dell'impianto, ma potrebbe anche influenzare la visibilità e la crescita del settore equestre in Italia. Inoltre, i lavoratori che operano nel centro di via Appia Nuova lamentano criticità legate alla tenuta dei campi utilizzati per l'allenamento dei cavalli, che potrebbero peggiorare in assenza di un piano di gestione adeguato. La mancanza di un gestore definitivo ha reso necessaria un'azione rapida da parte del Comune, che deve bilanciare gli interessi delle diverse parti coinvolte, tra cui gli operatori, i dipendenti e le istituzioni.
La situazione ha anche suscitato l'interesse di gruppi e associazioni locali, tra cui il presidente di Nuovo Galoppo Italia, il colonnello Giuseppe Satalia. Quest'ultimo ha espresso preoccupazione per la mancanza di una soluzione e ha chiesto al Campidoglio di prendere in gestione il centro di allenamento per ripristinare le piste. Satalia ha anche sottolineato l'importanza di accelerare le procedure per l'individuazione del vincitore del bando europeo, riconoscendo che ci sono tre operatori in gara. La sua richiesta riflette la preoccupazione di una comunità che vede nell'ippodromo un'opportunità per il turismo e l'occupazione, ma anche un'area di conflitto tra interessi pubblici e privati. Per il 2026, quindi, il destino di Capannelle non è ancora scritto, ma la soluzione dovrà tener conto di tutti i fattori in gioco, da quelli economici a quelli sociali. La decisione del Comune potrebbe rappresentare un momento decisivo per il futuro di un impianto che, se gestito correttamente, potrebbe riprendersi la sua posizione nel panorama nazionale.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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