11 mar 2026

Intervento in HD al Bambino Gesù per riparare valvola cardiaca

L'ospedale pediatrico Bambino Gesù ha registrato un significativo progresso nel campo della cardiochirurgia mininvasiva, grazie a un intervento innovativo realizzato per la prima volta su un paziente pediatrico.

28 gennaio 2026 | 21:09 | 5 min di lettura
Intervento in HD al Bambino Gesù per riparare valvola cardiaca
Foto: RomaToday

L'ospedale pediatrico Bambino Gesù ha registrato un significativo progresso nel campo della cardiochirurgia mininvasiva, grazie a un intervento innovativo realizzato per la prima volta su un paziente pediatrico. La tecnica, che mira alla riparazione della valvola mitrale attraverso un approccio video-assistito con endoscopia tridimensionale ad alta definizione, è stata eseguita da un'équipe multidisciplinare guidata dal professor Lorenzo Galletti, direttore dell'Unità di Cardiochirurgia. L'operazione, condotta su una ragazza di 17 anni affetta da insufficienza mitralica, rappresenta un passo avanti nella ricerca di metodi meno invasivi per trattare patologie cardiache in età pediatrica. L'intervento, che ha visto la collaborazione di cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, tecnici di circolazione extracorporea e infermieri, ha permesso di effettuare una riparazione completa della valvola mitrale con incisioni di soli quattro centimetri, riducendo al minimo il trauma chirurgico e migliorando notevolmente il recupero del paziente. Questo successo segna una svolta nella chirurgia cardiaca pediatrica, dove le tecniche mininvasive sono ancora in fase di sviluppo rispetto a quelle utilizzate negli adulti.

L'innovazione si basa sull'impiego di strumenti miniaturizzati e videocamere ad alta definizione in grado di restituire immagini tridimensionali estremamente dettagliate. Questo approccio permette di eseguire interventi a cuore aperto senza ricorrere a incisioni tradizionali di grandi dimensioni, riducendo il rischio di infezioni, il dolore post-operatorio e la durata della degenza ospedaliera. La ragazza, sottoposta a un intervento di annuloplastica e chiusura del "cleft" mitralico, ha beneficiato di un processo che ha ristretto e rinforzato l'anello della valvola, che risultava troppo largo, e ha chiuso una fessura anomala presente su uno dei lembi, permettendo alla valvola di tornare a chiudersi correttamente. Dopo una sola giornata in terapia intensiva e cinque giorni nel reparto di degenza, la paziente è stata dimessa in ottime condizioni generali. L'operazione ha richiesto un'accurata pianificazione e una coordinazione tra diversi specialisti, con il supporto di un esperto del settore proveniente dall'European Hospital di Roma, il dottor Andrea Salica. Questa collaborazione ha permesso di adattare una tecnica già consolidata negli adulti a un contesto pediatrico, dove le esigenze sono spesso diverse a causa della crescita e della specificità del sistema cardiovascolare.

Il contesto di questa innovazione si colloca all'interno di una tendenza globale verso la riduzione dell'impatto chirurgico su pazienti pediatrici, un ambito in cui le tecniche mininvasive sono ancora in fase di consolidamento. La chirurgia cardiaca pediatrica ha sempre posto sfide particolari, poiché i piccoli pazienti richiedono interventi che siano non solo efficaci, ma anche minimamente invasivi per preservare la funzionalità del cuore e ridurre i rischi legati al trauma. L'endoscopia cardiaca, già ampiamente utilizzata negli adulti, ha trovato un'apertura significativa nel campo pediatrico grazie a questo caso. L'ospedale Bambino Gesù, riconosciuto come centro di riferimento per la cardiochirurgia avanzata, ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di questa metodica, dimostrando come la tecnologia possa essere adattata per soddisfare le esigenze di una popolazione diversa. La riparazione della valvola mitrale, in particolare, è una procedura complessa che richiede precisione e un'ottima visibilità, fattori che la tecnica endoscopica riesce a garantire grazie alle immagini tridimensionali ad alta definizione.

L'impatto di questa innovazione va oltre il singolo caso e potrebbe influenzare il futuro della chirurgia cardiaca pediatrica. L'adozione dell'approccio totalmente endoscopico, sottolinea il professor Galletti, rappresenta un'evoluzione naturale del programma di cardiochirurgia mini-invasiva dell'ospedale, permettendo di offrire interventi sempre più sicuri e meno invasivi. Questa tecnica amplia le possibilità di applicazione dell'endoscopia in età pediatrica, riducendo la necessità di ricorrere a procedure più complesse e rischiose. Inoltre, il successo del caso ha aperto la strada a ulteriori ricerche per estendere l'uso della chirurgia endoscopica a un numero crescente di patologie cardiache in età pediatrica. L'ospedale, che tratta ogni anno circa 450 casi di malformazioni cardiache congenite o acquisite, ha dimostrato come la combinazione di tecnologia avanzata e competenza clinica possa portare a risultati straordinari. Questo progresso non solo migliora la qualità della vita dei pazienti, ma anche la loro esperienza durante e dopo l'intervento, riducendo l'impatto psicologico e fisico delle procedure chirurgiche.

La prospettiva futura di questa innovazione sembra promettente, con l'obiettivo di estendere la metodica a un numero maggiore di pazienti pediatrici. L'ospedale Bambino Gesù, con la sua struttura multidisciplinare e la sua esperienza nel campo della cardiochirurgia, si posiziona come un modello per altri centri che desiderano adottare tecnologie simili. L'interesse per la chirurgia mininvasiva non si limita ai casi specifici come la riparazione della valvola mitrale, ma si estende a altre patologie cardiache che richiedono interventi delicati. La collaborazione tra specialisti, come quella tra il professor Galletti e il dottor Salica, rappresenta un esempio di come il lavoro di equipe possa portare a risultati innovativi. L'ospedale, inoltre, si impegna a continuare la ricerca per migliorare ulteriormente le tecniche esistenti e sviluppare nuove metodiche che possano soddisfare le esigenze di una popolazione pediatrica sempre più complessa. Questo passo avanti non solo beneficia i pazienti trattati, ma anche la comunità medica, che può trarre spunti utili per applicare queste tecnologie in contesti diversi. La riparazione della valvola mitrale tramite endoscopia tridimensionale rappresenta quindi un punto di partenza per una rivoluzione nella chirurgia cardiaca pediatrica, aprendo nuove opportunità per la salute e il benessere dei bambini.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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