11 mar 2026

Interrogatori di Tejero dopo il 23-F: Risposta eccessiva

Il tenente colonnello Tejero tentò un colpo di stato il 23-F, fallito e condannato a 30 anni. L'episodio segnò un momento cruciale nella transizione alla democrazia spagnola, rivelando tensioni tra forze militari e politiche.

25 febbraio 2026 | 22:43 | 4 min di lettura
Interrogatori di Tejero dopo il 23-F: Risposta eccessiva
Foto: El País

Il 23 febbraio 1981, il tenente colonnello Antonio Tejero, allora di 48 anni, irruppe nel Congresso di Spagna urlando "¡Quieto todo el mundo!" in un tentativo di colpo di stato che fallì e che lo portò a essere condannato a 30 anni di carcere per ribellione militare. L'episodio, noto come 23-F, segnò un momento cruciale nella transizione alla democrazia spagnola, un periodo in cui il Paese si affrontava con la memoria del regime franchista e le tensioni tra forze politiche e militari. Tejero, che morì all'età di 93 anni il 23 febbraio 2024, era un militare radicalizzato che aveva già sperimentato la prigione per un'altra tentata insurrezione nel 1978, con la Operación Galaxia. La sua azione del 1981, nonostante il fallimento, rimase un simbolo del conflitto tra le forze dell'ordine e il processo democratico in atto. L'articolo si concentra sull'analisi delle motivazioni, degli strumenti e delle conseguenze di quel tentativo di colpo, rivelando anche l'importanza della sua figura nell'ambito della storia spagnola.

Tejero non era un uomo di pace. Dopo essere stato arrestato nel 1978 per la sua partecipazione alla Operación Galaxia, aveva già accumulato un passato di azioni estremiste che lo portarono a un'incarcerazione di sette mesi. Quando fu liberato, non abbandonò le sue idee radicali, anzi le rafforzò, vedendo nel regime di Franco un modello da riconquistare. Nel 2021, a quarant'anni esatti dall'episodio, il quotidiano El País pubblicò documenti segreti del processo militare che riguardavano il 23-F. Tra questi, si trovavano le dichiarazioni di Tejero, che aveva sempre sostenuto che il suo piano era legittimo e che mirava a "difendere la democrazia" contro una "blandura" verso il terrorismo. Le sue parole, rivelate per la prima volta, mostrano un uomo convinto della sua causa, nonostante il fallimento del piano. Questi documenti, ora accessibili al pubblico, rivelano dettagli sconcertanti su come Tejero aveva organizzato l'attacco, incluso l'acquisto di autobus per 3 milioni di pesetas e l'uso di gabardine per mimetizzare i militari.

Il contesto politico e sociale del 1981 era un mix di tensioni. Dopo la morte di Franco nel 1975, il Paese aveva iniziato a costruire una democrazia, ma il potere politico era ancora in bilico tra i partiti di sinistra e le forze conservatrici. Il re Juan Carlos I, che aveva svolto un ruolo chiave nel trasferire il potere alla democrazia, era visto da alcuni militari come una figura a cui rivolgersi per salvaguardare la stabilità. Tejero, che aveva collaborato con il generale Alfonso Armada, uno dei principali sostenitori del re, riteneva che il sovrano fosse convinto della necessità del colpo. Tuttavia, il piano era stato sconvolto da un'improvvisa mancanza di supporto da parte del re, che non aveva concesso il comando al generale Armada come previsto. Questo fallimento, insieme alla reazione del popolo e alle forze dell'ordine, ha reso il 23-F un simbolo del fallimento di ogni tentativo di tornare al regime autoritario.

L'analisi degli eventi del 23-F rivela una combinazione di errori di calcolo, mancanza di coordinamento e una reazione del popolo che non si prevedeva. Tejero, pur essendo determinato, non aveva previsto che il re non avrebbe sostenuto il piano, né che i militari non avrebbero reagito come lui sperava. I documenti del processo rivelano anche come Tejero aveva cercato di manipolare l'opinione pubblica, comunicando con un ultraderechista come Juan García Carrés, che era stato l'unico civile condannato per il colpo. Le conversazioni registrate mostrano un Tejero preoccupato per la reazione esterna e convinto che il successo del piano sarebbe stato garantito da un appoggio interno. Tuttavia, la mancanza di supporto da parte delle forze militari e la reazione del popolo hanno messo fine al piano, dimostrando che il potere non era più nelle mani dei militari.

La morte di Tejero, avvenuta il 23 febbraio 2024, ha riacceso il dibattito su quel periodo cruciale della storia spagnola. I documenti declassificati del 2021 hanno permesso di ripercorrere i dettagli di un episodio che rimase un punto di svolta per la democrazia in Spagna. La sua figura, pur controversa, rimane un simbolo di un'epoca in cui il potere politico e militare si scontravano per il futuro del Paese. Il fallimento del colpo del 23-F non solo ha salvato la democrazia spagnola, ma ha anche segnato la fine di un'epoca in cui i militari avevano un ruolo centrale nella politica. Oggi, con la sua morte, il ricordo di Tejero rimane un monito su come il potere e la storia si intersecano in modo complesso, lasciando un'eredità che continua a influenzare il Paese.

Fonte: El País Articolo originale

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