11 mar 2026

Ilia Malinin, il Dio del Quad, lascia un asso nella manica

Ilia Malinin, il 21enne americano noto come "Quad God", ha conquistato il pubblico internazionale con un'impressionante prova durante il team event della competizione olimpica di Milano, dove ha eseguito due salti quadrupli.

07 febbraio 2026 | 23:41 | 5 min di lettura
Ilia Malinin, il Dio del Quad, lascia un asso nella manica
Foto: The New York Times

Ilia Malinin, il 21enne americano noto come "Quad God", ha conquistato il pubblico internazionale con un'impressionante prova durante il team event della competizione olimpica di Milano, dove ha eseguito due salti quadrupli. Il giovane atleta, in cerca della sua prima medaglia olimpica, ha scelto di non affrontare il saltto più complesso del programma, ovvero il quad axel, che solo lui ha mai riuscito a completare in una competizione ufficiale. La sua performance, puramente tecnica ma non priva di articolazione, ha suscitato ammirazione e interesse, anche se non ha ottenuto il punteggio più alto della serata. Malinin, noto per la sua abilità nel combinare precisione e creatività, ha aperto il programma con un quad flip e un triple axel, ma un piccolo errore nel quad Lutz ha portato a una riduzione di punteggi. Nonostante ciò, il suo score ha permesso di rimanere in testa alla classifica per il team USA, sebbene non abbia sfidato al massimo la sua potenzialità. La sua scelta strategica ha suscitato commenti di apprezzamento da parte dei critici, che hanno visto in lui un atleta capace di bilanciare ambizione e pragmatismo.

La performance di Malinin ha lasciato un'impronta indelebile sul pubblico e sui giudici, che hanno apprezzato la sua capacità di eseguire salti estremamente difficili con un'efficacia quasi perfetta. Tuttavia, il quad axel, il salto che richiede un'ampiezza di rotazione superiore a quella dei salti tradizionali, è stato lasciato fuori dal programma, probabilmente per motivi tattici. I tecnici della Federazione Internazionale di Pattinaggio su Ghiaccio hanno sottolineato che il quad axel è un'arma decisiva in competizioni di alto livello, e il fatto che Malinin non lo abbia tentato potrebbe aver influito sulle sue possibilità di vittoria. Invece, il suo focus è stato su un programma che ha dato spazio alla sua tecnica ma non ha messo a rischio la sua posizione in classifica. Yuma Agiyama, il giapponese che ha vinto la serata con un programma senza errori, ha dimostrato come la perfezione tecnica e l'articolazione creativa possano essere determinanti in un contesto olimpico. La sua vittoria ha reso evidente la competizione tra i migliori atleti del mondo, anche se Malinin ha lasciato aperta la possibilità di un confronto più diretto nel programma individuale.

Ilia Malinin non è un atleta qualsiasi: è uno dei più giovani e talentuosi della sua disciplina, con un curriculum che include due titoli mondiali e una serie di record mondiali. Il suo stile di pattinaggio è stato definito unico per la combinazione di potenza tecnica e grazia estetica, che lo hanno reso un simbolo del rinnovamento del pattinaggio su ghiaccio negli ultimi anni. Il quad axel, considerato il salto più difficile mai eseguito da un atleta, rappresenta un traguardo che molti considerano quasi impossibile. Per Malinin, però, non è solo un salto: è un simbolo della sua capacità di superare limiti. La sua decisione di non tentarlo durante la fase di team event ha suscitato dibattiti tra i tifosi e gli esperti, che hanno visto in lui un atleta che sa gestire la pressione e scegliere le strategie più efficaci. Questo atteggiamento, però, non ha fatto dimenticare la sua importanza nel panorama sportivo internazionale, dove il suo nome è associato a un'era di rinnovamento e innovazione.

La scelta di Malinin di non affrontare il quad axel durante la fase di team event ha suscitato un'analisi approfondita sulle dinamiche di una competizione olimpica. I giudici e i tecnici hanno sottolineato che il quad axel è un elemento che può determinare la vittoria in un contesto così competitivo, ma anche un rischio che potrebbe compromettere la posizione in classifica. Malinin, però, ha dimostrato di conoscere i margini di errore e ha scelto di riservare il salto più complesso per un momento in cui la sua preparazione e la sua concentrazione saranno al massimo. Questa strategia ha reso evidente il suo ruolo di leader nella sua disciplina, non solo come atleta ma come figura che influisce sulle regole e sulle aspettative del mondo del pattinaggio. La sua decisione ha anche rafforzato la sua immagine di atleta che sa bilanciare la passione per il suo sport con la consapevolezza delle sue possibilità.

La prossima fase della competizione, il programma individuale, sarà cruciale per il destino di Malinin. I tecnici e i suoi allenatori hanno espresso ottimismo, sottolineando che il quad axel è un salto che richiede un allenamento specifico e un momento di preparazione perfetto. La sua capacità di eseguire due salti quadrupli in una performance olimpica ha già dimostrato il suo livello, ma il quad axel potrebbe essere l'ultimo tassello per giungere al titolo. Il pubblico e i media seguiranno con attenzione ogni sua mossa, sapendo che il suo successo potrebbe riscrivere la storia del pattinaggio su ghizza. Per il momento, però, Malinin ha dimostrato di essere un atleta in grado di gestire la pressione e di lasciare spazio al suo talento, senza esagerare con i rischi. Il suo percorso olimpico è solo all'inizio, e il quad axel potrebbe diventare il colpo decisivo per un'altra vittoria.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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