Il maquillatore è la stella: cinque nomi chiave di una professione in ascesa
La professione del maquillatore, un tempo relegata alle spalle delle telecamere e poco riconosciuta al di fuori dei set cinematografici o teatrali, ha subito un'evoluzione epocale negli ultimi anni.
La professione del maquillatore, un tempo relegata alle spalle delle telecamere e poco riconosciuta al di fuori dei set cinematografici o teatrali, ha subito un'evoluzione epocale negli ultimi anni. Con l'esplosione delle piattaforme social e il crescente interesse per il mondo della bellezza, i maquillatori sono diventati figure centrali non solo nella produzione cinematografica ma anche in ambiti come la moda, la pubblicità e l'intrattenimento. Questo cambiamento ha trasformato un lavoro una volta considerato di nicchia in un'occupazione stabile, ricercata e altamente remunerata. In Spagna, in particolare, il settore ha registrato un'accelerazione significativa, con professionisti come Iván Gómez, Raquel Álvarez e Natalia Belda che hanno contribuito a ribaltare la percezione sociale del mestiere. La loro visibilità, però, non è arrivata senza sfide: da un lato, la mancanza di riconoscimento storico, dall'altro, il difficile equilibrio tra creatività e mercato. Oggi, però, i maquillatori non solo sono saliti in cattedra ma anche in primo piano, diventando protagonisti di un dibattito che coinvolge il ruolo della tecnica nel processo artistico e l'importanza di una professione che un tempo era considerata un "lavoro di seconda categoria".
La transizione da un mestiere invisibile a una professione di rilievo ha visto il coinvolgimento di figure che, grazie alla loro determinazione e alla capacità di adattarsi al mercato, hanno ridefinito i confini del loro campo. Iván Gómez, ad esempio, ha raccontato come, da bambino, fosse convinto di voler diventare maquillatore, ma i suoi genitori non avevano idea di cosa fosse. La sua strada è iniziata con un accordo familiare: se si sarebbe dedicato al mestiere, i genitori lo avrebbero supportato. Dopo un periodo di formazione in un'azienda di pelletteria, dove ha imparato a gestire i materiali e le tecniche base, Gómez ha deciso di trasferirsi a Londra per ottenere un diploma ufficiale. A Londra, però, ha affrontato l'ostacolo della lingua e della mancanza di un'esperienza pregressa, ma la sua determinazione lo ha portato a lavorare in eventi come matrimoni e comunione, accumulando esperienza e risparmiando per pagare i corsi. Oggi, con un curriculum che include personalità internazionali come Penélope Cruz e Isabelle Huppert, Gómez è un esempio di come la professionalità e la passione possano trasformare un lavoro di seconda categoria in una carriera di punta.
La trasformazione del ruolo del maquillatore non si è limitata ai singoli individui, ma ha coinvolto un'intera generazione che ha sfruttato le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Raquel Álvarez, ad esempio, ha raccontato come, da ragazza, fosse cresciuta in un ambiente in cui la creatività era vista come un lusso. I suoi genitori, economisti, le avevano sempre detto che doveva studiare, ma l'attrazione per il maquillaggio l'ha spinta a seguire un'altra strada. Iniziando come infermiera, ha trovato un'alternativa nel maquillaggio, che le ha permesso di esprimere la sua passione. Per anni ha conciliato il lavoro in ospedale con gli appuntamenti in studio, spesso senza remunerazione iniziale. La sua dedizione ha portato a un riconoscimento internazionale, con collaborazioni con riviste di moda e presenze fisse in eventi come i Premi Goya. La sua storia rappresenta una tendenza più ampia: i maquillatori non solo stanno guadagnando visibilità, ma anche riconoscimento economico e sociale, un passaggio che ha richiesto una lunga battaglia per superare pregiudizi e stereotipi.
Questo cambiamento non è avvenuto senza resistenze. Molti dei professionisti intervistati hanno ricordato come, negli anni passati, il maquillatore fosse visto come un lavoro di supporto, privo di autonomia e creatività. Natalia Belda ha sottolineato come, all'inizio della sua carriera, si sentisse costretta a "nascondere" la sua identità, spesso per non essere giudicata per essere "troppo provinciale" o "non moderno". Per lei, il punto di svolta è stato quando ha smesso di cercare di diventare "un'altra persona" e ha iniziato a esprimere la sua vera passione. La sua carriera è cresciuta grazie a collaborazioni con figure come la regina Letizia e la cantante Ana Torroja, ma non è stato un percorso semplice. I maquillatori devono affrontare un mercato competitivo, con una pressione costante per mantenere il livello di qualità e un'attenzione particolare al dettaglio. La loro professione, infatti, richiede non solo abilità tecniche ma anche una capacità di adattarsi a nuove tendenze e tecnologie, come l'uso di strumenti digitali per la progettazione di trucchi.
L'evoluzione del ruolo del maquillatore è un esempio di come la tecnologia e la cultura popolare possano trasformare un mestiere tradizionale. Alex Saint, ad esempio, ha raccontato come, in passato, i maquillatori fossero spesso relegati a un ruolo marginale, senza voce nel processo creativo. Oggi, invece, il loro contributo è riconosciuto come fondamentale, specialmente in settori come la moda e il cinema, dove un trucco può definire l'immagine di un personaggio. Tuttavia, la strada non è ancora completamente aperta. Yos Baute ha espresso preoccupazione per il fatto che i maquillatori che lavorano nel cinema, un settore in cui il loro lavoro è cruciale, non ricevano sempre la stessa visibilità rispetto a quelli della moda. Questo sottolinea un'importante tensione: mentre i maquillatori stanno guadagnando riconoscimento, il loro lavoro continua a essere visto, in alcuni contesti, come un'attività di supporto piuttosto che una professione di punta. La sfida, quindi, è quella di far sì che il loro contributo venga riconosciuto non solo come tecnico ma anche come creativo, un passo necessario per garantire loro un futuro stabile e riconosciuto.
Fonte: El País Articolo originale
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