Gualtieri punta a candidare Roma alle Olimpiadi 2040. Le tappe per vincere
Roma annuncia la candidatura per i Giochi estivi del 2036 o 2040, dopo il fallimento del 2024. Il progetto richiede supporto governativo, competizione con Venezia e un piano strategico per rispondere alle aspettative internazionali.
Roma si prepara nuovamente a presentare una candidatura per ospitare i Giochi Olimpici estivi, una decisione annunciata direttamente dall'attuale sindaco, Roberto Gualtieri, in un contesto di ripresa del dibattito internazionale sulle prossime edizioni dei Giochi. La notizia arriva a undici anni dal fallimento del progetto originale per i Giochi del 2024, che era stato abbandonato su decisione dell'allora sindaca Virginia Raggi. Gualtieri, impegnato nella sua ricandidatura alle elezioni del 2027, ha espresso la volontà di fare un grande passo verso il 2036 o il 2040, un progetto che ha suscitato interesse non solo in Italia ma anche a livello internazionale. La scelta di Roma non è casuale: la città, simbolo della cultura e dell'architettura italiana, rappresenta un'opportunità per rilanciare la sua immagine globale e per stimolare un'immensa attività economica. L'annuncio, però, non è arrivato senza contesto, poiché il quadro geopolitico e le dinamiche interne al movimento olimpico hanno richiesto un'analisi approfondita per valutare le possibilità e i rischi di questa nuova candidatura.
Il contesto immediato si colloca nella chiusura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, un evento che ha registrato un successo sportivo e un prestigio internazionale, con 30 medaglie, tra cui 10 d'oro, e un quarto posto nel medagliere. Questo risultato ha rafforzato la posizione dell'Italia come Paese capace di organizzare eventi di alto livello, ma ha anche riacceso il dibattito su come il Paese possa puntare a nuovi obiettivi, come le Olimpiadi estive. In un'intervista al "Corriere della Sera", Gualtieri ha chiarito che l'obiettivo non è solo l'organizzazione, ma anche la cancellazione di un episodio considerato un errore e una vergogna da parte di alcuni esponenti del Pd e del Coni. La decisione di abbandonare il progetto del 2024, purtroppo già sottoscritto, ha lasciato un segno profondo, e Gualtieri vuole rimediare a questa mancanza con un progetto più ambizioso e ben strutturato. La sfida, però, è enorme: il Cio ha dimostrato di non essere ostile a candidature in anticipo, come nel caso di Brisbane 2032 scelta nel 2021, ma le tempistiche richiedono un lavoro di lungo periodo e una collaborazione tra diversi livelli di governo.
La candidatura di Roma non può essere realizzata senza l'appoggio del Governo e della Regione Lazio. L'Esecutivo attuale, guidato da Giorgia Meloni, ha un mandato che scade nel 2028, lo stesso della consiliatura di Francesco Rocca. Questo significa che il lavoro per la candidatura dovrà iniziare immediatamente, con una strategia che coinvolga entrambi gli enti. Inoltre, l'arrivo di una candidatura interna da parte di Venezia, avanzata da Luca Zaia, ha aggiunto un elemento di competizione, rendendo necessario un fronte unito e una chiara volontà politica. Il ruolo del Governo è cruciale: nel 2012, ad esempio, la decisione di non appoggiare la candidatura di Roma per i Giochi del 2020 fu legata alla mancanza di una strategia nazionale e alla situazione economica dell'epoca. Oggi, con un contesto diverso, l'obiettivo è di raccogliere il sostegno di tutti i livelli istituzionali per garantire una candidatura solida e competitiva.
L'analisi del progetto richiede una valutazione delle tappe obbligate e dei rischi potenziali. Innanzitutto, il budget complessivo previsto per i Giochi estivi è un elemento chiave. Dieci anni fa, la candidatura per il 2024 aveva un piano di investimenti di 3,2 miliardi di euro, con un contributo aggiuntivo del Cio di un miliardo. Oggi, con l'aumento dei costi e l'evoluzione dei requisiti per l'organizzazione di eventi di questa portata, il budget dovrà essere riveduto e adattato alle nuove esigenze. Inoltre, la candidatura richiede una collaborazione tra diverse istituzioni: il Comitato Promotore, che dovrà presentare il dossier ufficiale al Cio entro i termini stabiliti, dovrà coinvolgere esperti, tecnici e rappresentanti delle comunità locali. Un altro aspetto critico è la capacità di Roma di rispondere ai temi contemporanei, come la sostenibilità ambientale, l'accessibilità e la gestione della salute pubblica, che sono diventati centrali per i comitati olimpici internazionali. La città dovrà dimostrare di essere pronta a integrare queste sfide nel piano di realizzazione.
La decisione di Roma di ripresentarsi come candidata non è solo un atto di orgoglio, ma anche un'opportunità per rafforzare il ruolo del Paese sul palcoscenico internazionale. La candidatura potrebbe portare benefici economici significativi, con investimenti pubblici e privati che stimolano l'occupazione e la crescita di settori chiave, come l'immobiliare, la tecnologia e i servizi. Inoltre, un successo nella candidatura potrebbe migliorare la reputazione di Roma come meta di eventi internazionali, attrarre turismo e creare un impatto positivo sulla sua immagine globale. Tuttavia, il percorso non è facile: il dibattito tra le date possibili, come il 2036 o il 2040, richiede una pianificazione lungimirante, e la concorrenza con altre città, come Venezia, non permette di sottovalutare la necessità di un piano strategico. Per Gualtieri e per Roma, il futuro dipende da una combinazione di impegno politico, capacità organizzativa e capacità di rispondere alle aspettative di un pubblico globale. La strada è lunga, ma il potenziale di successo potrebbe essere enorme, se ogni passo sarà accompagnato da una visione chiara e una collaborazione senza precedenti.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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