11 mar 2026

Grafici per capire occupazioni e sfratti in Spagna

Il governo spagnolo affronta un'altra giornata delicata nel Congresso per cercare di approvare per la seconda volta lo scudo sociale, un provvedimento che si era già rivelato ostacolato da un decreto di riforma.

26 febbraio 2026 | 07:30 | 5 min di lettura
Grafici per capire occupazioni e sfratti in Spagna
Foto: El País

Il governo spagnolo affronta un'altra giornata delicata nel Congresso per cercare di approvare per la seconda volta lo scudo sociale, un provvedimento che si era già rivelato ostacolato da un decreto di riforma. La proposta, che mira a prolungare la moratoria sull'espulsione degli inquilini in condizioni di vulnerabilità, è stata nuovamente respinta da parte del Partito Popolare (PP), Vox e Junts, i medesimi partiti che avevano già rifiutato la versione precedente. La mancanza di supporto da parte di questi gruppi politici suggerisce che le misure relative alla casa, in particolare quelle legate al rafforzamento della protezione degli inquilini, potrebbero non superare il dibattito parlamentare. Il governo, che ha diviso il decreto legge precedente in diversi pacchetti normativi, ha tentato di concentrarli in un'unica proposta, ma il rischio di un nuovo fallimento sembra elevato. Questo scenario segna un ulteriore passo indietro per un provvedimento che, secondo il governo, è essenziale per salvaguardare migliaia di famiglie in difficoltà.

La misura più discussa è la proroga della moratoria antidesahucios, che prevede un'estensione di un anno, fino al 31 dicembre 2026. Questa salvaguardia, attiva dal 2020 durante la pandemia, è stata modificata in modo significativo: i proprietari che detengono una o due unità immobiliari non saranno più soggetti alla moratoria, il che significa che potranno procedere all'espulsione di inquilini in situazioni di precarietà nonostante non abbiano pagato l'affitto. Questo cambiamento, richiesto esplicitamente dal PNV, non ha convinto Junts, che rimane in disaccordo. Il governo difende la moratoria come un'alternativa necessaria per evitare che famiglie in difficoltà vengano espulse senza un'alternativa abitativa, ma la destra politica, in particolare, contesta l'idea di considerare gli inquilini in ritardo sui pagamenti come "inquilokupas", una categoria che, secondo le forze di destra, non ha diritti. Tuttavia, i dati mostrano che il 74,5% dei disoccupati è legato a problemi di pagamento, un dato che contraddice la visione di chi ritiene che la moratoria non sia giustificata.

La situazione delle famiglie in difficoltà in Spagna è drammatica e si riflette in numeri che parlano chiaro. Secondo l'Encuesta de Condiciones de Vida del Instituto Nacional de Estadística (INE), il 30% delle persone che vivono in affitto si trova in condizioni di rischio di povertà, un dato che non si è modificato negli ultimi anni. Inoltre, il numero di disoccupazioni per mancato pagamento dell'affitto è cresciuto del 3,4% nel 2024 rispetto al 2023, portando a 27.564 casi. Questa cifra, sebbene inferiore ai 60.000 del periodo post-crisi, rappresenta un aumento significativo rispetto al 2014, quando il 53% dei disoccupati era legato a problemi di pagamento. Le organizzazioni come la Plataforma de Afectados por la Hipoteca (PAH), il Sindicato de Inquilinas e Amnistía Internacional stanno sollecitando il governo a mantenere la moratoria, sostenendo che senza di essa 60.000 famiglie vulnerabili potrebbero essere costrette a lasciare le loro case. Il governo, però, si trova a fronteggiare un dibattito che non solo riguarda la protezione degli inquilini, ma anche la gestione di un mercato immobiliare in cui i prezzi sono quasi raddoppiati nel decennio.

La complessità della situazione si amplia quando si considerano i dati sull'occupazione illegale, un fenomeno che ha visto un aumento del 7,4% tra il 2023 e il 2024, portando a 16.426 casi. Questo incremento, il più elevato dal 2021, segna un ritorno a una tendenza che aveva visto un calo negli anni precedenti. Tuttavia, i dati non sono sempre precisi: il Ministero dell'Interno, la Fiscalía General del Estado e l'INE forniscono informazioni spesso parziali, poiché le definizioni legali delle occupazioni (usurpazione o allanamento di morada) non sempre si allineano con i dati effettivi. Il Codice Penale non distingue tra occupazione e usurpazione, ma considera l'ultimo come un reato grave, richiedendo un disoccupazione in 24 ore se il proprietario dimostra di possedere la casa. Questi dati, sebbene importanti, non permettono di quantificare con precisione il numero di famiglie colpite, soprattutto in un contesto in cui non esiste una base di dati aggiornata sulle unità in affitto.

Il dibattito sulle misure sociali e sulle politiche abitative in Spagna si colloca all'interno di un contesto più ampio, in cui il governo cerca di equilibrare le esigenze di protezione degli inquilini con quelle di gestione economica. La mancanza di dati aggiornati, l'incertezza sulle reali conseguenze delle modifiche legislative e la polarizzazione politica rendono il processo complesso. Le organizzazioni che difendono i diritti degli inquilini, come PAH e Amnistía Internacional, stanno mettendo in evidenza l'importanza di un'intervento immediato, mentre le forze di destra contestano l'idea di un'assistenza statale. La situazione, però, richiede una riflessione su come gestire un mercato immobiliare che non risponde alle esigenze delle famiglie in difficoltà, un tema che probabilmente non si risolverà facilmente. Il governo, con il suo tentativo di rilanciare il provvedimento, si trova a fronteggiare un dibattito che coinvolge non solo questioni economiche, ma anche questioni sociali e giuridiche, con impatti che potrebbero essere molto significativi nel lungo periodo.

Fonte: El País Articolo originale

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