11 mar 2026

Foro sul Thwaites: tracce del suo scioglimento

La scorsa settimana, un team internazionale di scienziati ha iniziato un'operazione senza precedenti per esplorare le profondità del ghiacciaio Thwaites, uno dei ghiacci più vasti e in rapida riduzione dell'Antartide.

31 gennaio 2026 | 00:09 | 4 min di lettura
Foro sul Thwaites: tracce del suo scioglimento
Foto: The New York Times

La scorsa settimana, un team internazionale di scienziati ha iniziato un'operazione senza precedenti per esplorare le profondità del ghiacciaio Thwaites, uno dei ghiacci più vasti e in rapida riduzione dell'Antartide. L'obiettivo della missione, condotta da ricercatori britannici e coreani, è comprendere il ruolo delle correnti marine calde nel degradare la parte sommersa del ghiacciaio, un fenomeno che potrebbe accelerare il ritiro del ghiaccio e contribuire al rialzo del livello del mare globale. L'azione si svolge nel cuore del continente antartico, dove le condizioni estreme e l'ambiente isolato rendono indispensabile un'approccio innovativo per raccogliere dati cruciali. La ricerca ha iniziato con la perforazione di un foro profondo, un'operazione che richiede tecnologie avanzate e una collaborazione internazionale per affrontare le sfide climatiche globali.

La perforazione del foro, realizzata utilizzando acqua calda a 80 gradi Celsius, rappresenta un passo chiave per superare le limitazioni delle attrezzature robotiche, che non possono esplorare le profondità sottomarine del ghiacciaio. L'operazione, condotta da un team di dieci ricercatori, si svolge in un ambiente estremo, dove le temperature si aggirano intorno ai -30 gradi Celsius e il vento può raggiungere velocità di oltre 200 chilometri orari. Gli scienziati, dopo settimane di preparazione in loco, hanno iniziato a testare il sistema di perforazione, che include una serie di tubi, pompe, generatori e serbatoi d'acqua. L'obiettivo è creare un canale attraverso lo strato di ghiaccio di mezzo miglio di spessore per posizionare strumenti che misurino le correnti oceaniche. La complessità dell'operazione è ulteriormente aumentata dall'esigenza di gestire il sistema di riuso dell'acqua, un'innovazione necessaria per ridurre il consumo di risorse in un ambiente dove ogni elemento è prezioso.

Il contesto della missione si inserisce all'interno di un quadro di crisi climatica globale, in cui il Thwaites Glacier è diventato un simbolo della vulnerabilità dei ghiacci polari. Questo ghiacciaio, che si estende per circa 400 chilometri e contiene abbastanza ghiaccio da alzare il livello del mare di almeno 1,5 metri, è stato identificato come un "ghiacciaio a rischio" a causa del suo rapido sbriciolamento. Studi precedenti hanno evidenziato come le correnti calde provenienti dall'oceano sottostante stiano erodendo la parte fluttuante del ghiacciaio, creando un effetto domino che potrebbe far scivolare il resto del ghiaccio verso l'oceano. L'operazione attuale rappresenta una delle prime strategie per monitorare direttamente queste dinamiche, un'azione necessaria per comprendere i meccanismi che alimentano il riscaldamento globale. La scelta di utilizzare la perforazione con acqua calda deriva da un'esperienza accumulata negli anni, quando la tecnologia ha permesso di esplorare altre zone remote del pianeta.

L'analisi dei dati raccolti durante la perforazione rivela una complessità che va al di là delle aspettative iniziali. Le immagini ottenute attraverso una telecamera immersa nel foro hanno rivelato una rete di crevasses profonde e estese, che indicano un movimento rapido del ghiaccio. Queste crevasses, che si estendono per centinaia di metri, sono il risultato di un processo di distensione e fratturazione causato dal calore delle correnti marine. Il team di scienziati, guidato da Won Sang Lee, ha espresso preoccupazione per il rischio che gli strumenti possano incontrare ostacoli in questi spazi, ma ha anche sottolineato l'importanza di comprendere la struttura interna del ghiaccio. Le informazioni ottenute potrebbero aiutare a prevedere l'impatto futuro del Thwaites Glacier sul livello del mare, un parametro cruciale per le politiche climatiche a livello mondiale. Inoltre, la tecnologia utilizzata per la perforazione ha dimostrato la sua efficacia, permettendo di perforare lo strato di ghiaccio a una velocità di circa trenta centimetri al minuto, un risultato che potrebbe essere replicato in altre regioni ghiacciate.

La missione si avvia verso un'importante fase successiva, con l'obiettivo di approfondire l'esplorazione del foro e raccogliere dati su una vasta area sottomarina. Il team, che ha già testato il sistema di recupero dell'acqua, sta pianificando di continuare la perforazione per raggiungere livelli più profondi, dove le correnti marine potrebbero influenzare direttamente il comportamento del ghiaccio. L'operazione non solo rappresenta un passo avanti nella comprensione del cambiamento climatico, ma anche un esempio di cooperazione internazionale in un contesto di sfide ambientali crescenti. La ricerca continua a svelare l'interconnessione tra gli ecosistemi polari e il sistema climatico globale, evidenziando l'urgenza di azioni coordinate per mitigare gli effetti del riscaldamento. Con la tecnologia e la determinazione dei ricercatori, il Thwaites Glacier potrebbe diventare un laboratorio chiave per la scienza climatica, contribuendo a definire il futuro del pianeta.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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