11 mar 2026

Federica Brignone: Credo nel lavoro, affronterò la paura

Federica Brignone, la leggendaria sciatrice italiana, si appresta a vivere un momento cruciale della sua carriera dopo un lungo periodo di recupero da un grave infortunio subito durante i campionati italiani.

30 gennaio 2026 | 04:52 | 5 min di lettura
Federica Brignone: Credo nel lavoro, affronterò la paura
Foto: Repubblica

Federica Brignone, la leggendaria sciatrice italiana, si appresta a vivere un momento cruciale della sua carriera dopo un lungo periodo di recupero da un grave infortunio subito durante i campionati italiani. La 35enne, notata per la sua determinazione e resilienza, torna a confrontarsi con la competizione dopo aver superato un periodo di estrema sofferenza fisica e psicologica. La sua partecipazione alla prima prova cronometrata sulla pista delle Tofane di Cortina, in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina, segna un passo fondamentale nella sua volontà di riconquistare il ruolo di atleta di punta. Dopo aver conquistato la sua prima coppa di specialità in discesa a 35 anni, Brignone si trova ora nel pieno di una fase di adattamento al ritmo della gara, in un contesto che mescola la nostalgia del passato con l'ambizione di un futuro che sembra ormai a portata di mano. La sua strada è segnata da un mix di sfide tecniche, psicologiche e fisiche, ma il suo spirito non ha mai smesso di brillare.

La preparazione per la prova di Crans-Montana, che si svolgerà in un clima di nebbia e neve, rappresenta un banco di prova per Brignone, che ha scelto di affrontare l'evento con una strategia di riconquista piuttosto che di conquista. La sciatrice ha espresso un'ottimistica ma realistica visione del suo stato di forma, sottolineando come la sua motivazione sia nata soprattutto dal desiderio di "rimettersi in gioco" dopo un anno di sofferenza. "Per me questa discesa è un allenamento, un modo per indossare il pettorale, rimettermi in gioco, riuscire a fare un passo in più e prendere fiducia", ha dichiarato, rivelando un atteggiamento di prudenza ma anche di fiducia in se stessa. La sua collaborazione con il fratello Davide, che funge da allenatore, è stata un elemento chiave nel suo percorso di recupero, con il quale ha condiviso momenti di entusiasmo e di frustrazione. La sfida, però, non è solo tecnica: Brignone ha riconosciuto come la discesa richieda una gestione diversa rispetto agli altri eventi, specialmente dopo un trauma che ha messo a dura prova la sua capacità di reagire.

L'incidente che ha segnato la sua vita sportiva, avvenuto a fine aprile del 2022 durante i campionati italiani, ha rappresentato un punto di non ritorno per la sua carriera. L'impatto con il terreno ha causato gravi lesioni, obbligandola a interrompere le competizioni e a concentrarsi su un lungo processo di riabilitazione. Per Brignone, il periodo di convalescenza è stato un momento di riflessione, in cui ha dovuto rivedere le sue priorità e riallineare i suoi obiettivi. "Sto vivendo nel 'qui e ora', come dice Velasco", ha confidato, sottolineando come la sua mente non si sia mai distolta dal presente. La sua determinazione a tornare sui sci è stata alimentata da un'idea chiara: non solo riprendersi, ma anche dimostrare che la sua forza non era mai diminuita. La capacità di recuperare, però, è stata resa possibile da un lavoro costante e da un ambiente di supporto che ha sostenuto ogni passo del suo ritorno.

Il contesto del suo ritorno è legato a un contesto più ampio: il mondo dello sci è in costante evoluzione, e le aspettative per le Olimpiadi di Milano Cortina sono elevate. Brignone, però, non si è mai distaccata dalle sue radici, scegliendo di integrare la sua passione per lo sport con un impegno sociale. Tra i suoi progetti, infatti, c'è il "Traiettorie Liquide", un iniziativa di sostenibilità ambientale che mira a ridurre l'impatto delle attività sportive sulle montagne. "Non me ne sono dimenticata nemmeno durante i mesi a Torino", ha sottolineato, rivelando come la sua carriera non sia mai stata solo un'esperienza personale, ma un modo per dare un contributo al mondo. Questo spirito di inclusione e di responsabilità è diventato un elemento distintivo del suo profilo, tanto quanto la sua abilità tecnica. La sua partecipazione alle Olimpiadi non è solo una vittoria personale, ma anche un simbolo di riconoscimento per una disciplina che si evolve con il tempo.

L'impatto del suo ritorno è stato immediato, non solo per le sue prestazioni, ma anche per il messaggio di forza che ha trasmesso. Brignone ha sottolineato come il suo percorso sia stato un esempio di resilienza, un'esperienza che ha sconvolto le sue convinzioni ma non le ha mai abbandonate. La sua determinazione a tornare in gara, nonostante le difficoltà, è diventata un punto di riferimento per tanti atleti che si trovano a fronteggiare sfide simili. Per lei, però, il successo non è mai stato un traguardo definitivo, ma un passo verso un futuro che continua a costruirsi giorno dopo giorno. "Non c'è niente di immateriale, voglio dire", ha ripetuto, rafforzando l'idea che il suo lavoro e la sua capacità di agire siano i pilastri su cui si basa la sua carriera. La sua storia, quindi, non è solo un racconto di vittoria, ma un'esperienza che sottolinea l'importanza di perseverare anche quando il cammino sembra bloccato. La sua prossima sfida, il ruolo di portabandiera alle Olimpiadi, rappresenta un'ulteriore testimonianza del suo impegno, un simbolo di un'atleta che non si arrende mai.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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