Ex dirigente CNIO rompe il silenzio: 'Depravazione per estorcere l'ultimo centesimo
Un centro di ricerca oncologica europeo è accusato di un'ampia trama di corruzione che avrebbe sottratto 30 milioni di euro. L'ex direttore José Manuel Bernabé ha rivelato il ruolo di Juan Arroyo e l'inchiesta continua.
Per almeno quindici anni, il più importante centro di ricerca contro il cancro d'Europa è stato teatro di una complessa e ampiamente diffusa trama di corruzione, che avrebbe sottratto fino a 30 milioni di euro di fondi pubblici manipolando contratti e distorcendo la gestione amministrativa. È questa la situazione rivelata dal recente ex direttore del Centro Nazionale di Ricerche Oncologiche (CNIO), José Manuel Bernabé, che ha lasciato il ruolo dopo un'indagine incompleta per presunte molestie. Bernabé ha condiviso dettagli su come si fosse sviluppata questa presunta trama, supportati da decine di documenti analizzati da un quotidiano. Il caso, per ampiezza e gravità, rappresenterebbe il più grande episodio di corruzione in un ente scientifico nella storia recente.
La figura centrale della trama è Juan Arroyo, che aveva guidato il CNIO dal 2009 al suo allontanamento nel 2025. Bernabé ha parlato di malversazione, documenti falsi, traffico di influenza e di dipendenti assunti con fondi pubblici che agivano come servitori personali del capo della trama. Questi indizi si aggiungono a quelli già segnalati da un ex alto funzionario del CNIO, che aveva iniziato un'indagine della Procura Anticorrupzione nel novembre scorso. Bernabé ha rivelato che, nonostante le sue iniziative, la struttura del CNIO era un caos deliberato, progettato per nascondere informazioni cruciali. La mancanza di digitalizzazione e l'incapacità di trovare documenti o fatture rendevano la gestione del centro estremamente complessa.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un sistema amministrativo pubblico che, negli anni, ha visto il CNIO diventare un simbolo di inefficienza e corruzione. Il centro, destinato a promuovere la ricerca sul cancro, è stato per decenni un'istituzione che ha affrontato conflitti interni e accuse di gestione non trasparente. La nomina di Bernabé, nel settembre 2024, era stata vista come un'opportunità per rinnovare il CNIO, con il sostegno del ministero della Scienza, dell'Innovazione e dell'Università. Tuttavia, il suo arrivo ha rivelato una realtà completamente diversa: un ambiente in cui le pratiche illegali erano integrate nella routine. Bernabé ha sottolineato che, per affrontare la situazione, sarebbe stato necessario un team multidisciplinare, non solo un direttore.
L'analisi dei dati e delle operazioni illegali rivela una vasta rete di frodi che coinvolgeva diversi aspetti della gestione del CNIO. Tra le accuse, il caso più significativo riguarda i contratti con Eiffage Energía Sistemas, filiale spagnola di una multinazionale francese. Un contratto di 1,3 milioni di euro prevedeva la fornitura di 19 operai di manutenzione, ma Bernabé ha scoperto che solo 12 erano effettivamente presenti. La scoperta ha portato a un interrogatorio con il responsabile della gestione tecnica, Javier de Dios, che ha rivelato che il sistema era stato utilizzato per pagare salari extra a dipendenti non esistenti. Secondo Bernabé, parte dei fondi rubati sarebbero finiti in proprietà immobiliari del capo della trama, Juan Arroyo, e in un'operazione di corruzione che coinvolgeva anche altri funzionari.
La chiusura del caso è in corso, con le indagini della Procura Anticorrupzione e della UDEF che continuano a esaminare i dettagli. Bernabé ha rivelato che almeno 9,5 milioni di euro potrebbero provenire da contratti non eseguiti, mentre altri 10 milioni di euro sono associati a servizi non prestati. La gestione immobiliare del CNIO, donata da privati attraverso testamenti, è stata anche oggetto di sospetti. Bernabé ha rifiutato di vendere una casa in Galizia, che era valutata a 300.000 euro, ma che il gruppo di Arroyo aveva cercato di vendere a un prezzo ridotto. L'ultimo passo è stato il trasferimento della gestione immobiliare a Segipsa, una società statale, con il consenso del patronato del CNIO. Nonostante le accuse, la figura di Arroyo e dei suoi collaboratori non ha rilasciato dichiarazioni, mentre Bernabé continua a monitorare i movimenti dietro le spalle del sistema amministrativo. La verità, però, sembra essere sempre più vicina a emergere, con conseguenze che potrebbero influenzare non solo il CNIO, ma anche la credibilità del sistema pubblico in generale.
Fonte: El País Articolo originale
Articoli Correlati
Torvajanica simile a Ostia: mare inghiotte spiaggia, fondi stanziati per emergenza
4 giorni fa
Massima stagione per osservare gli uccelli migratori, il nostro feeder è in offerta
5 giorni fa
Europa affronta morte di alberi senza precedenti per incendi e plaghe
5 giorni fa