Espansa chirurgia oncologica Ifo Regina Elena e San Gallicano: nuovo blocco da 2,2 milioni
Il presidente Rocca ha inaugurato un'espansione del blocco operatorio oncologico al Regina Elena, con 2 nuove sale e investimenti di 2,2 milioni, riducendo liste d'attesa e migliorando cure. Tecnologie avanzate e personale qualificato aumentano la capacità produttiva, garantendo sicurezza e innovazione.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha inaugurato oggi al centro congressi degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) Regina Elena e San Gallicano una significativa espansione del blocco operatorio dedicato alla chirurgia oncologica di alta complessità. L'evento, che ha visto la partecipazione di autorità regionali e ospedaliere, segna un passo importante nella riqualificazione dei servizi sanitari lombardi, con un investimento complessivo di oltre 2,2 milioni di euro. L'ampliamento, che si sviluppa su una superficie di 600 metri quadrati, ha permesso l'attivazione di due nuove sale operatorie, portando il numero totale a dieci, tutte digitalmente integrate e collegate alla cartella clinica elettronica. Questo intervento, che rappresenta un'importante novità per la sanità regionale, mira a ridurre le liste d'attesa per le patologie oncologiche e a garantire standard elevati di qualità e sicurezza per i pazienti. La decisione è stata resa pubblica durante una cerimonia in cui Rocca ha sottolineato l'importanza di rafforzare la rete oncologica pubblica, un impegno che si concretizza in un progetto che unisce innovazione tecnologica, espansione strutturale e aumento del personale qualificato.
L'espansione del blocco operatorio ha visto l'implementazione di nuove tecnologie e strumenti avanzati, che hanno reso possibile un incremento della capacità produttiva e un miglioramento della continuità assistenziale. Tra le novità più significative, il rafforzamento del personale con l'assunzione a tempo indeterminato di 17 anestesisti e 27 infermieri dedicati esclusivamente al blocco operatorio. Questo incremento del personale, insieme all'aggiornamento delle strutture, ha permesso di gestire un volume maggiore di interventi chirurgici, con un impatto diretto sulle aspettative dei pazienti. I dati forniti dalla Regione indicano che nel 2025 sono stati eseguiti 7.377 interventi chirurgici, tra regime ordinario e day surgery, con una crescita del 55% negli ultimi cinque anni. Tra questi, 1.468 interventi di chirurgia robotica multi-port e single-port, svolta grazie a tre sistemi robotici multi-port e un sistema single-port, nonché a sette colonne laparoscopiche 3D/4K. Queste tecnologie, insieme a applicazioni di chirurgia guidata da fluorescenza, permettono una maggiore precisione e un recupero post-operatorio più rapido, riducendo i rischi per i pazienti.
La decisione di investire in un'espansione del blocco operatorio non è casuale, ma parte di un piano più ampio per migliorare l'offerta di cure oncologiche in regione. L'Ifo, che ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la chirurgia complessa, ha affrontato nel recente passato sfide legate a una scarsa dotazione di risorse e a un eccessivo carico di lavoro. Il piano di rafforzamento, che si inserisce nel contesto dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e degli investimenti in edilizia sanitaria, mira a recuperare la piena centralità di questa struttura, che oggi vanta un'offerta di servizi diagnostici e terapeutici di alto livello. La Medicina nucleare, ad esempio, ha effettuato nel 2025 6.390 tomografie a emissione di positroni, mentre la Radiologia dispone di tecnologie di ultima generazione, tra cui un mammografo digitale 3D con tomosintesi. Questi strumenti permettono una diagnosi precoce e un trattamento personalizzato, fattori chiave per migliorare i tassi di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti.
L'impatto di questa espansione va ben oltre la semplice incremento delle capacità operative: si tratta di un cambiamento strutturale che influenzerà in modo significativo l'accesso alle cure e la gestione delle patologie oncologiche. La riduzione delle liste d'attesa, in particolare per interventi di alta complessità, rappresenta un obiettivo chiave per il sistema sanitario lombardo, che ha sempre dovuto confrontarsi con la crescente domanda di servizi. L'attivazione di nuove sale operatorie, unite a un rafforzamento del personale, permette di gestire un numero maggiore di interventi senza compromettere la qualità dei servizi. Inoltre, l'integrazione digitale delle strutture e la connessione con la cartella clinica elettronica facilitano la gestione delle informazioni e la coordinazione tra i diversi settori sanitari. Questi aspetti, insieme all'adozione di tecnologie avanzate, contribuiscono a un modello di assistenza che punta su efficienza, sicurezza e innovazione, elementi essenziali per il futuro della sanità pubblica.
Il presidente Rocca ha sottolineato come il progetto rappresenti un risultato concreto del lavoro svolto negli ultimi anni per rafforzare la rete oncologica regionale. L'investimento complessivo, che raggiunge i 101 milioni di euro tra Pnrr e interventi di edilizia sanitaria, ha permesso di dare forma a una visione che mira a garantire cure di alta qualità a chi si confronta con la malattia oncologica. L'Ifo, che ha sempre svolto un ruolo chiave nel trattamento di patologie complesse, ora si presenta come un esempio di come l'innovazione tecnologica e l'aggiornamento delle strutture possano contribuire a migliorare i servizi sanitari. Per le famiglie coinvolte in questo difficile percorso, l'impegno della Regione rappresenta un segnale di speranza e di fiducia, dimostrando che la sanità pubblica è in grado di offrire cure di eccellenza. Il futuro di questa struttura sembra promettente, con un piano che punta a consolidare il ruolo di leader nazionale nella chirurgia oncologica e a garantire un accesso equo e tempestivo alle cure.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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