11 mar 2026

Equipe di Parità: riduzione drastica ore lavoro ostacola protocollo anti-mobbing

La UCM ha visto dimettersi i team di parità e politiche sociali a causa di tagli alle ore di lavoro, riducendo le risorse per politiche di inclusione. La decisione segna una protesta contro l'abbandono istituzionale di questi temi.

01 marzo 2026 | 14:05 | 4 min di lettura
Equipe di Parità: riduzione drastica ore lavoro ostacola protocollo anti-mobbing
Foto: El País

La Universidad Complutense de Madrid (UCM) ha registrato un episodio significativo nel campo dell'equità e delle politiche sociali, con l'intero team della Delegación del Rector per Igualdad e la Delegación per le Políticas Sociales che ha annunciato il proprio licenziamento a seguito di un taglio alle ore dedicate al lavoro. La decisione, annunciata su un comunicato pubblicato sulla pagina web della struttura, è stata motivata da una riduzione delle ore di dedicazione al lavoro, che in alcuni casi è arrivata a ridursi della metà. Questo ha reso difficoltoso l'applicazione di protocolli come quelli contro il mobbing e ha portato alla dimissione di entrambi i team il 17 febbraio. L'evento ha suscitato un dibattito su come l'università gestisca le politiche di inclusione e diversità, nonché sull'importanza di un impegno istituzionale verso questi temi.

La riduzione delle ore è parte di un piano di taglio ai budget approvato nel luglio 2024, che ha portato alla restituzione di 34,5 milioni di euro alla Comunità di Madrid. Questo fondo era necessario per coprire gli stipendi a causa di una crisi finanziaria. Il team delle Políticas Sociales ha spiegato che la decisione non era legata a questioni personali o conflitti individuali, ma a un contesto istituzionale in cui il lavoro per la diversità e l'inclusione non è stato riconosciuto. Il comunicato ha sottolineato come l'incapacità di riconoscere l'importanza di queste iniziative abbia portato a una situazione di abbandono strutturale. L'equipe ha ritenuto che la mancanza di supporto istituzionale rendesse impossibile il mantenimento di un impegno significativo.

Il contesto di questa vicenda è radicato in anni di tensioni tra la UCM e le istituzioni locali. La riduzione dei fondi ha messo in evidenza una contraddizione tra le esigenze di una università di grandi dimensioni e la capacità di gestire le spese. La UCM, con una popolazione complessiva superiore a quella di molte città, ha un'ampia varietà di studenti, personale e utenti, tra cui circa 70.000 studenti e 9.000 membri del PDI (personale docente e ricercatore). Questo ha reso indispensabile un'organizzazione efficiente delle politiche di inclusione, ma le risorse disponibili non sono state sufficienti. La riduzione delle ore di dedicazione ha aggravato un problema che si era già manifestato in precedenza, con un progressivo indebolimento delle attività di sensibilizzazione e intervento.

Le implicazioni di questa decisione sono profonde. L'equità e la lotta contro le discriminazioni sono temi che richiedono un impegno costante e risorse dedicate. La riduzione delle ore ha reso più complesso il lavoro sulle politiche di prevenzione e intervento, compromettendo la capacità di gestire casi di mobbing o violenze. Le delegazioni, composte da tre membri, avevano un ruolo cruciale nel garantire il rispetto dei diritti, ma la mancanza di supporto istituzionale ha reso impossibile il loro lavoro. Le delegatrici, Isabel Tajahuerce e María José Barahona, hanno espresso preoccupazione per il progressivo abbandono di questi temi, che rischiano di diventare prioritari solo in momenti di emergenza. La loro decisione di dimettersi è stata vista come un atto di protesta, ma anche un segnale di allarme per una università che non riconosce la sua responsabilità sociale.

La situazione potrebbe migliorare con un accordo di finanziamento in arrivo tra la Comunità di Madrid e le università. Tuttavia, il dibattito sull'allocazione delle risorse rimane aperto. Le delegazioni hanno ribadito che la gestione di un'istituzione come la UCM richiede un impegno totale, non solo in termini di tempo ma anche di risorse. La mancanza di dedicazione completa ha reso impossibile il raggiungimento degli obiettivi di inclusione, come il rispetto dei diritti di discriminazione e l'implementazione di protocolli efficaci. Le esperte hanno sottolineato che la riduzione delle ore non è solo un problema di tempo, ma un segnale di disinteresse per una cultura universitaria inclusiva. Il futuro della UCM dipenderà da come riuscirà a trovare un equilibrio tra le esigenze finanziarie e la sua missione sociale, che richiede un impegno costante e un'organizzazione efficiente.

Fonte: El País Articolo originale

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