11 mar 2026

El Hilali accusa Rafa Mir di avergli detto di essere arrivato in patera, attivando protocollo antirazzista

L'incidente di razzismo che ha scosso il calcio spagnolo si è verificato durante il match tra Espanyol e Elche, giocato il 18 ottobre scorso al campo di Elche.

01 marzo 2026 | 18:14 | 4 min di lettura
El Hilali accusa Rafa Mir di avergli detto di essere arrivato in patera, attivando protocollo antirazzista
Foto: El País

L'incidente di razzismo che ha scosso il calcio spagnolo si è verificato durante il match tra Espanyol e Elche, giocato il 18 ottobre scorso al campo di Elche. Il difensore del Espanyol, Omar El Hilali, ha denunciato che il centravanti del Elche, Rafa Mir, gli ha rivolto un'epiteto razzista, definendolo "en patera", un termine che in spagnolo significa "barca di pesci", ma in contesto calcistico è spesso usato per indicare migranti o persone di origine non europea. L'episodio, non udito da nessuno dei componenti dell'arbitrato, ha scatenato l'attivazione del protocollo antirazzismo da parte del referee Iosu Galech Azpeitia, che ha interrotto il gioco per circa tre minuti. L'episodio ha suscitato ampie reazioni sia nel mondo del calcio che nel pubblico, segnando un momento di tensione e riflessione sul tema del razzismo in campo.

L'incidente ha avuto origine durante il minuto 78 del match, quando El Hilali ha riferito all'arbitro che Mir aveva usato un linguaggio offensivo. Secondo l'atto del match, l'arbitro ha spiegato che la frase non era stata udita da nessun membro del team arbitrale, ma la sua reazione ha comunque portato all'attivazione del protocollo. L'arbitro, Iosu Galech Azpeitia, ha sottolineato che l'incidente ha richiesto un intervento immediato, nonostante non fosse stata registrata una segnalazione formale da parte di un giocatore. L'arresto del gioco ha permesso ai responsabili della federazione di valutare l'episodio, ma l'assenza di prove concrete ha alimentato dibattiti su come gestire tali situazioni. El Hilali, nato a L'Hospitalet del Llobregat, ha sottolineato la sua doppia nazionalità spagnola e marocchina, un elemento che ha reso l'episodio ancora più significativo per il dibattito sulle identità e le origini dei calciatori.

Il contesto dell'incidente si colloca all'interno di un quadro più ampio di tensioni legate al razzismo nel calcio spagnolo. Non è la prima volta che episodi simili si verificano: un caso precedente risale al 2021, quando durante un match tra Real Madrid e Benfica, il portiere argentino Álvaro Pereira è stato insultato con l'epiteto "mono" da un tifoso, e l'arbitro ha interrotto il gioco per attivare il protocollo antirazzismo. L'episodio di Espanyol e Elche è quindi parte di una serie di incidenti che mettono in luce i limiti della reazione istituzionale al razzismo. La Federazione Andalusa del Calcio ha espresso preoccupazione, richiamando l'importanza di una cultura sportiva inclusiva e il ruolo delle istituzioni nell'evitare che tali episodi si ripetano.

L'analisi dell'incidente rivela le complessità nella gestione del razzismo in campo. Sebbene il protocollo antirazzismo sia stato attivato, la mancanza di prove concrete ha sollevato critiche su come le autorità possano intervenire in modo efficace. L'arbitro, pur non avendo udito la frase, ha ritenuto necessario interrompere il gioco, un gesto che ha suscitato apprezzamenti per la sua reattività. Tuttavia, alcuni esperti di calcio sostengono che il sistema attuale non è sufficientemente strutturato per prevenire episodi simili. L'incidente ha anche acceso un dibattito sui diritti dei calciatori, soprattutto quelli con origini non europee, che spesso sono i bersagli di discriminazioni. Per il tecnico del Espanyol, Manolo González, è fondamentale combattere non solo il razzismo ma anche gli insulti di ogni genere, sottolineando che il calcio deve essere un ambiente libero da ogni forma di discriminazione.

La chiusura del tema richiama l'importanza di un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti nel calcio. L'episodio tra Espanyol e Elche non solo ha messo in luce le sfide del razzismo, ma anche le responsabilità dei giocatori, degli arbitri e delle federazioni. Per il futuro, è necessario un approccio più proattivo, che includa campagne educative, sanzioni più severe e un dialogo aperto tra le parti. L'incidente ha anche sottolineato la necessità di una maggiore sensibilità da parte del pubblico e del mondo dello sport, che deve riconoscere l'importanza di un ambiente inclusivo. L'attenzione su eventi simili potrebbe contribuire a creare un calcio più equo, dove ogni calciatore, indipendentemente dall'origine, possa giocare senza timore di discriminazioni.

Fonte: El País Articolo originale

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