11 mar 2026

Direttore dell'N.I.H. prende temporaneamente il controllo del C.D.C. in un sconvolgimento del potere

La nomina di Bhattacharya, che ha lasciato l'Università di Stanford per unirsi al governo di Trump, ha suscitato reazioni contrastanti.

18 febbraio 2026 | 21:34 | 5 min di lettura
Direttore dell'N.I.H. prende temporaneamente il controllo del C.D.C. in un sconvolgimento del potere
Foto: The New York Times

La nomina di Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health (NIH), come sostituto provvisorio del direttore del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ha segnato un importante spostamento nella gestione della salute pubblica negli Stati Uniti. L'annuncio, reso pubblico da funzionari del governo il 3 ottobre, ha svelato che il medico e economista, noto per le sue posizioni contrarie alle misure di lockdown durante la pandemia, assumerà il ruolo di direttore interinale del CDC fino a quando il presidente Donald Trump non nominerà un dirigente permanente, un processo che richiederà l'approvazione del Senato. La decisione si inserisce in un contesto di rinnovamento della leadership del Dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali (HHS), guidato da Robert F. Kennedy Jr., il quale ha avviato un processo di ridisegno delle strutture amministrative e delle politiche sanitarie. Questo cambio di rotta non solo rappresenta una mossa strategica per rafforzare l'immagine del governo, ma anche per preparare il terreno per il dibattito politico in vista delle elezioni midterm del 2022.

La nomina di Bhattacharya, che ha lasciato l'Università di Stanford per unirsi al governo di Trump, ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il suo ruolo come coautore del "Great Barrington Declaration" ha reso noto il suo impegno a favore di una gestione meno restrittiva della pandemia, un approccio che ha suscitato critica da parte di esperti sanitari e istituzioni scientifiche. Dall'altro, la sua ascesa al CDC è stata vista come un segno di riconciliazione tra le posizioni conservatrici e quelle più liberali nel campo della sanità. La sua nomina, però, non è arrivata senza ostacoli. Il CDC, infatti, ha attraversato un periodo di instabilità dopo che il direttore precedente, Susan Monarez, fu licenziata da Kennedy Jr. per aver rifiutato di sostenere alcune proposte di politica vaccinale, senza averne valutato la base scientifica. Questo episodio ha evidenziato una profonda tensione tra la leadership del CDC e i vertici del governo, con l'ultimo direttore, Jim O'Neill, che ha lasciato la carica per unirsi al National Science Foundation.

Il contesto di questa nomina si colloca all'interno di un più ampio sforzo del governo Trump per ridisegnare la governance della salute pubblica. Da quando Kennedy Jr. è diventato segretario del HHS, ha avviato un programma di ristrutturazione delle agenzie federali, mirando a ridurre l'incidenza del CDC e a concentrare le risorse su temi più popolari, come l'alimentazione e la salute dei cittadini. Questo piano ha incluso la chiusura di molte sedi del CDC e la redistribuzione delle funzioni a un'organizzazione chiamata "Administration for a Healthy America", che ha visto il licenziamento di centinaia di ricercatori. Tra le vittime di questa ristrutturazione ci sono stati anche importanti leader del CDC, tra cui Debra Houry, Demetre Daskalakis e Daniel Jernigan, che hanno lasciato le loro posizioni dopo la rimozione di Monarez. Questi cambiamenti hanno suscitato preoccupazioni tra gli esperti, che temono un impatto negativo sulla ricerca e sulla capacità del CDC di rispondere a emergenze sanitarie.

L'impatto di queste decisioni si estende oltre le semplici questioni di amministrazione. La nomina di Bhattacharya al CDC non solo riflette una divisione ideologica all'interno del governo, ma anche un tentativo di riconciliare le diverse correnti di pensiero sull'approccio alla salute pubblica. Tuttavia, la sua leadership è stata meticolosamente monitorata, soprattutto in vista delle elezioni midterm, dove la salute è diventata un tema centrale. La scelta di far assumere a O'Neill il ruolo di direttore del National Science Foundation, invece di mantenerlo al CDC, sembra indicare una strategia per ridurre la visibilità del CDC in un contesto politico sempre più polarizzato. Al tempo stesso, il presidente Trump ha cercato di rafforzare la sua immagine come leader in grado di gestire la salute nazionale, sostenendo una politica che privilegia l'efficienza e la riduzione dei costi, come evidenziato dall'ascesa di Chris Klomp, un alto funzionario del Centers for Medicare and Medicaid Services, al ruolo di capo di staff di Kennedy.

Le conseguenze di questa ristrutturazione potrebbero essere significative per il futuro del CDC e della politica sanitaria americana. Sebbene il governo abbia dichiarato di voler migliorare l'efficienza delle istituzioni, molti osservatori ritengono che il focus su temi più popolari, come la dieta e la prevenzione, possa indebolire la capacità del CDC di affrontare crisi sanitarie complesse, come quelle legate alle malattie infettive o alle disuguaglianze nell'accesso ai servizi. Inoltre, la rimozione di Monarez e la nomina di Bhattacharya segnano un cambiamento radicale nella direzione del CDC, con conseguenze che potrebbero influenzare la risposta futura alle emergenze sanitarie. Per il momento, il governo sembra concentrarsi su una strategia di comunicazione mirata a rafforzare la sua immagine, ma il bilancio tra efficienza e competenza resterà un tema di dibattito. La politica sanitaria degli Stati Uniti, quindi, si trova in un momento di transizione, con scelte che potranno definire non solo il ruolo del CDC, ma anche l'orientamento del governo nei prossimi anni.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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