Decessi in costruzione salgono del 22%, nonostante miglioramento 2025
L'anno 2025 ha registrato un calo del 1,3% rispetto al 2024 nel numero di incidenti sul lavoro che hanno causato l'assenza obbligatoria del dipendente, portando il totale dei soggetti colpiti a 620.386.
L'anno 2025 ha registrato un calo del 1,3% rispetto al 2024 nel numero di incidenti sul lavoro che hanno causato l'assenza obbligatoria del dipendente, portando il totale dei soggetti colpiti a 620.386. Questo dato, fornito dal Ministero del Lavoro in un primo avanzamento delle statistiche, segna un calo di circa 8.000 casi rispetto al 2024, ma non ha mascherato un aumento significativo nel settore della costruzione, dove sono morte 29 persone, un incremento del 22% rispetto all'anno precedente. Il dato complessivo dei decessi per incidenti sul lavoro si è ridotto del 7,9%, con 735 morti nel 2025 contro le 796 del 2024. Nonostante questo miglioramento generale, i sindacati e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione, sottolineando che i numeri rimangono "intollerabili" e che il Paese non può accettare tali livelli di sofferenza. L'obiettivo è stato di mettere in luce la situazione complessiva, ma anche di evidenziare le disuguaglianze tra i settori, soprattutto in quelli ad alto rischio come la costruzione.
Il calo complessivo dei sinistri sul lavoro ha visto una riduzione del 1,3% rispetto all'anno precedente, ma la situazione non è uniforme per tutti i settori. Il numero di decessi è diminuito del 7,9%, con un totale di 735 morti nel 2025, un valore inferiore rispetto alle 796 del 2024. Tuttavia, il settore della costruzione ha registrato un aumento del 22% nel numero di vittime, portando il totale a 29 decessi. Questo dato è stato sottolineato dal sindacato CCOO, che ha espresso preoccupazione per il fatto che il settore della costruzione continui a essere uno dei più pericolosi. Allo stesso tempo, la riduzione del 22% nei decessi nel settore è stata contrastata da un aumento del 3% nei sinistri che si verificano durante il tragitto verso il lavoro, noti come "in itinere". Questi incidenti, pur non essendo legati direttamente al posto di lavoro, rappresentano un problema crescente, specialmente in contesti urbani dove i trasporti pubblici e le infrastrutture non sono sempre in grado di garantire la sicurezza.
Il contesto economico del Paese gioca un ruolo cruciale nello studio dei dati sulle infortunietà sul lavoro. Nonostante il Paese abbia registrato un aumento significativo dell'occupazione negli ultimi anni, con un incremento del 2% annuo, il numero di incidenti è rimasto stabile o addirittura in calo. Questo fenomeno contraddice la tendenza generale, in cui un aumento del tasso di occupazione solitamente si accompagna a un aumento dei sinistri. Per una valutazione più precisa, i dati vengono confrontati con l'indice di incidenza, che calcola il numero di incidenti o decessi per ogni 100.000 lavoratori esposti a rischi. Questo indice ha registrato un calo del 4% nel 2024 rispetto al 2023, portando il numero di incidenti con assenza obbligatoria a 2.547 per 100.000 lavoratori. Per quanto riguarda i decessi, l'indice si è ridotto del 11,6%, passando da 3,2 a 2,8 per 100.000 lavoratori. Questi dati, sebbene positivi, non nascondono le disparità tra i settori, con la costruzione che registra un aumento del 18% nel tasso di mortalità.
L'analisi dei dati rivela una situazione complessa, in cui alcuni settori mostrano un miglioramento significativo, mentre altri, come la costruzione, segnano un incremento preoccupante. Il settore agricolo ha visto una riduzione del 31% nel tasso di mortalità, con 6,7 decessi per 100.000 lavoratori, mentre il settore dei servizi ha registrato un calo del 21,6%, con 1,6 decessi per 100.000. La produzione industriale ha visto un calo del 6,7%, con 4,5 decessi per 100.000 lavoratori. Tuttavia, il settore della costruzione ha registrato un aumento del 18%, con 11,3 decessi per 100.000 lavoratori. Questi dati evidenziano una discrepanza tra i settori, in cui alcuni mostrano una riduzione significativa, mentre altri, come la costruzione, continuano a rappresentare un rischio elevato. I sindacati, come UGT, hanno espresso preoccupazione, sottolineando che i dati provvisori potrebbero non rappresentare la situazione reale e che i numeri definitivi potrebbero mostrare un aumento ulteriore. Questo fenomeno ha portato a chiedere una maggiore attenzione alle normative e a un incremento dei controlli da parte dell'Autorità di Vigilanza sul Lavoro.
La situazione dei sinistri sul lavoro nel 2025 mette in luce una realtà complessa, in cui i dati complessivi mostrano un miglioramento, ma le disparità tra i settori rimangono evidenti. L'incremento del 22% nel numero di decessi nel settore della costruzione rappresenta un problema urgente che richiede un intervento immediato. I sindacati e i rappresentanti del mondo del lavoro continuano a chiedere un aggiornamento delle normative, una maggiore attenzione alle misure di sicurezza e un incremento dei controlli da parte delle autorità competenti. L'obiettivo è quello di ridurre il numero di incidenti, soprattutto in settori ad alto rischio, e di garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti i lavoratori. La situazione richiede una collaborazione tra governo, aziende e sindacati per affrontare le sfide emergenti e prevenire futuri incidenti. La strada per una riduzione significativa dei decessi e degli infortuni sul lavoro passa attraverso politiche mirate, una maggiore formazione e un controllo rigoroso delle normative. Questo è un passo necessario per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori in un Paese che ha registrato un aumento del tasso di occupazione ma non ha visto un calo corrispondente dei sinistri.
Fonte: El País Articolo originale
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