Controversia sul centro sportivo di via degli Alberini, ASD Tor Sapienza cancella la sua storia
Il IV Municipio ha affidato il centro sportivo di Colli Aniene all'III Municipio ASD, suscitando critiche per l'evicto dell'ASD Tor Sapienza, che aveva formato centinaia di atleti. Bonessio denuncia un danno sociale e una gestione inadeguata del patrimonio sportivo pubblico.
Il centro sportivo di via degli Alberini, a Colli Aniene, ha trovato un nuovo gestore dopo un lungo periodo di incertezze, ma la decisione ha suscitato critiche e preoccupazioni da parte del presidente della commissione Sport di Roma, Nando Bonessio. L'impianto, che era stato gestito per anni dall'ASD Tor Sapienza, è stato affidato alla società III Municipio ASD per i prossimi 10 anni. Tuttavia, il consigliere di AVS ha espresso un giudizio severo, sostenendo che la scelta del IV municipio ha cancellato una storia sportiva e sociale importante. L'ASD Tor Sapienza, una realtà radicata nel quartiere da decenni, ha subito un grave impatto dopo lo sfratto avvenuto a maggio 2024, che ha interrotto l'attività dell'impianto e causato la dispersione di centinaia di giovani atleti. La decisione del municipio, presa su indicazione dell'avvocatura, ha messo in discussione non solo la continuità del progetto sportivo, ma anche il valore sociale e educativo dell'esperienza di base che la società aveva costruito nel tempo. Bonessio ha sottolineato che la vicenda rappresenta una delle pagine più amare della gestione del patrimonio sportivo pubblico, un tema che richiede una riflessione approfondita per evitare ripetizioni di errori.
La scelta del IV municipio di revocare la concessione all'ASD Tor Sapienza ha avuto conseguenze devastanti per la società, che aveva investito risorse significative per rinnovare l'impianto e garantire la continuità delle attività. L'abuso edilizio relativo ai container adibiti a spogliatoi, contestato in precedenza, aveva bloccato il prolungamento della concessione, un passaggio necessario per rientrare degli investimenti effettuati. La scadenza della convenzione originale, che avrebbe dovuto arrivare al 2037, era stata vista come un termine di riferimento per il progetto, ma il blocco legale ha portato a un'accelerazione inaspettata. A maggio 2024, dopo una serie di solleciti dell'avvocatura capitolina, è arrivato lo sfratto, una decisione che Bonessio ha definito inopportuna e potenzialmente evitabile. L'ASD Tor Sapienza, che aveva costruito una scuola calcio di successo in 9 anni, ha perso gran parte del suo zoccolo duro, con un impatto devastante su una comunità che contava su quel presidio per la formazione di atleti e famiglie. La perdita di questa struttura ha creato un vuoto che non è stato immediatamente colmato, con conseguenze economiche e sociali che si fanno sentire nel quartiere.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un quadro più ampio delle tensioni tra amministrazioni locali e realtà sportive di base. Il centro sportivo di Colli Aniente è stato un punto di riferimento per il quartiere, offrendo opportunità di crescita non solo ai giovani, ma anche a famiglie e atleti che si sono costruiti una comunità intorno all'impianto. L'ASD Tor Sapienza, nata nel 2015, aveva riuscito a creare un'infrastruttura completa, con spogliatoi, campi e un sistema di formazione che ha formato centinaia di atleti. Tuttavia, la gestione del municipio ha ritenuto necessario interrompere questa collaborazione, anche se le motivazioni legali non sembrano aver coperto tutti gli aspetti della situazione. La decisione di non rinnovare la concessione ha creato un vuoto che ha portato l'ASD Tor Sapienza a cercare alternative, ma senza trovare un'alternativa adeguata. Il consiglio direttivo della società aveva investito risorse proprie, fino a contrarre mutui garantiti da beni personali, in attesa di un rapporto collaborativo con l'amministrazione. La mancanza di una regolarizzazione delle difformità edilizie, invece di una soluzione alternativa, ha portato a un esito tragico per la comunità sportiva.
L'analisi della situazione evidenzia le conseguenze profonde della decisione del IV municipio, che ha penalizzato non solo il progetto sportivo, ma anche il tessuto sociale del quartiere. La chiusura dell'impianto per quasi due anni ha creato un vuoto che ha interrotto la formazione di atleti e la continuità educativa per centinaia di famiglie. L'ASD Tor Sapienza, che aveva costruito un'esperienza unica, ha visto la sua attività ridotta a un'eco di quanto era stato, con un impatto economico che ha messo in difficoltà la società. Bonessio ha sottolineato come la scelta del municipio, seguita pedissequamente dalle indicazioni dell'avvocatura, abbia portato a un esito che non solo ha danneggiato il settore sportivo, ma ha anche indebolito la comunità locale. La mancanza di una regolarizzazione delle difformità, come avvenuto in altre situazioni analoghe, ha reso la decisione incomprensibile, soprattutto alla luce delle implicazioni sociali e economiche. L'esperienza dell'Ostia Mare, dove l'assessorato allo Sport ha scelto una via diversa, ha mostrato come è possibile trovare un equilibrio tra regolamentazione e sostenibilità del progetto. Questo approccio, però, non è stato adottato a Colli Aniene, portando a una conseguenza che Bonessio definisce "difficilmente comprensibile".
La chiusura della vicenda non segna la fine delle preoccupazioni, ma apre un dibattito su come gestire in futuro i progetti sportivi di base in Roma. Bonessio ha chiesto a tutta l'amministrazione di analizzare la situazione e di farne un elemento di riflessione, in modo da evitare errori simili. La decisione di affidare l'impianto a un'ASD esterna al territorio, senza un periodo di transizione, ha reso la prosecuzione del progetto un processo lungo e complesso. L'ASD Tor Sapienza, sebbene abbia trovato una nuova sede, dovrà ricostruire un'identità e un'esperienza che ha lasciato un segno profondo nel quartiere. Per Bonessio, il valore dello sport non deve essere ridotto a un impianto da assegnare, ma deve essere visto come un elemento chiave per il tessuto sociale e la crescita dei giovani. La sua denuncia, sebbene arrivata in ritardo, rappresenta un appello per un approccio più inclusivo e responsabile, in linea con l'art. 33 della Costituzione, che riconosce il valore umano, educativo e sociale dello sport. La sfida per Roma è ora trovare un equilibrio tra regole legali e investimenti nella comunità, per garantire che le esperienze come quelle della Tor Sapienza non scompaiano mai più.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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