11 mar 2026

Cometa ha smesso di ruotare, poi ha iniziato a ruotare in senso inverso.

Comet 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák, un asteroide ghiacciato che orbita tra le estremità del sistema solare, ha sconvolto gli astronomi con un evento unico nel suo genere.

12 febbraio 2026 | 07:17 | 5 min di lettura
Cometa ha smesso di ruotare, poi ha iniziato a ruotare in senso inverso.
Foto: The New York Times

Comet 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák, un asteroide ghiacciato che orbita tra le estremità del sistema solare, ha sconvolto gli astronomi con un evento unico nel suo genere. Nove anni fa, mentre si avvicinava al sole, questa cometa ha subito una rotazione così drastica da invertire la sua direzione di giro. La scoperta, pubblicata da David Jewitt dell'Università di California a Los Angeles, è emersa attraverso osservazioni effettuate dal telescopio Hubble nello scorso anno. La cometa, che ha un diametro stimato intorno a 1,6 chilometri, ha visto la sua rotazione ridursi da 20 a 46 ore al giorno, fino a fermarsi quasi del tutto e poi invertire il senso di rotazione. Questo fenomeno, che ha suscitato enorme interesse nel mondo scientifico, rappresenta un caso raro e estremo di modifiche alla dinamica di un corpo celeste. La sua importanza risiede nel fatto che potrebbe rivelare nuovi aspetti sulla vita e sulla fine delle comete, spesso considerate fragili e vulnerabili a processi distruttivi.

L'evento si è verificato nel 2017, quando la cometa, in rotta verso il sole, ha iniziato a mostrare segni di una rotazione anomala. Gli astronomi, tra cui Dennis Bodewits dell'Auburn University, hanno utilizzato il telescopio Swift per monitorare la sua evoluzione. Le osservazioni hanno rivelato che la rotazione della cometa, che si era già ridotta nei mesi precedenti, ha subito un arresto quasi completo tra marzo e maggio dello stesso anno. Questo periodo coincideva con la sua vicinanza al sole, a una distanza simile a quella della Terra. La velocità di rotazione, che era passata da 20 a 46 ore, ha seguito un modello che non era mai stato osservato prima. Gli scienziati hanno sottolineato che tale variazione, che ha coinvolto un cambio di direzione, è estremamente rara e potrebbe indicare un meccanismo di interazione tra la cometa e le forze esterne. Il fenomeno ha suscitato meraviglia non solo per la sua intensità, ma anche per il fatto che la cometa, dopo un periodo di inattività, ha ripreso a ruotare in senso opposto, raggiungendo un periodo di circa 14 ore.

Le comete, come 41P, sono composte da rocce e ghiaccio e si formano nei confini estremi del sistema solare. Quando si avvicinano al sole, la loro superficie si riscalda, il ghiaccio si vaporizza e si formano coda spettacolari visibili dall'orbita terrestre. Tuttavia, alcuni processi fisici, come la liberazione di materiali in forma di getti simili a fontane, possono alterare la rotazione di queste entità celesti. I getti, che si generano quando il ghiaccio sublima, esercitano una forza sufficiente a modificare la velocità di rotazione. In caso di intensità estrema, possono portare a un arresto completo o a un'inversione. Questo fenomeno, però, è stato raramente osservato fino ad oggi. Nella cometa 41P, il processo è stato estremo: la rotazione è andata da un periodo di 20 ore a uno di 46, poi si è fermata e ha iniziato a ruotare in senso opposto. La causa è probabilmente legata a una combinazione di forze generate dai getti di materiale espulso, che potrebbero agire come una sorta di motore interno. Tuttavia, i dettagli esatti del processo rimangono ancora misteriosi, anche se gli scienziati hanno ipotizzato che la velocità di espulsione del materiale potrebbe influenzare in modo significativo la dinamica rotazionale.

L'importanza della scoperta risiede nel fatto che potrebbe aiutare a comprendere il destino delle comete, spesso considerate vulnerabili a processi distruttivi. David Jewitt ha sottolineato che le comete, soprattutto quelle più piccole, potrebbero non vivere molto a causa della loro struttura fragile e della tendenza a rompersi sotto l'effetto delle forze di rotazione. Il caso di 41P potrebbe rappresentare un esempio di come alcuni meccanismi, come la rotazione estrema, possano accelerare il processo di disintegrazione. Inoltre, la scoperta ha rivelato che le comete potrebbero subire modifiche radicali durante le loro orbite, rendendo difficile prevedere il loro comportamento a lungo termine. Gli scienziati hanno anche ipotizzato che la rotazione potrebbe essere un fattore chiave nella determinazione della durata della vita di una cometa, poiché una velocità troppo elevata potrebbe causare la rottura del nucleo. Questo fenomeno, se confermato, potrebbe avere implicazioni significative per la comprensione del ciclo vitale delle comete e per la loro interazione con il sistema solare.

La cometa 41P tornerà a passare vicino al sole nel 2028, un evento che potrebbe offrire nuove opportunità per osservare ulteriori cambiamenti. Gli scienziati, però, sanno che ci sono altre comete che potrebbero subire processi simili, ma non ancora rilevati. L'avvento di telescopi avanzati, come il Vera C. Rubin Observatory in Cile, potrebbe portare a un aumento significativo delle osservazioni, permettendo di scoprire nuovi fenomeni. David Jewitt ha espresso l'idea che, con l'espansione delle ricerche, si potranno raccogliere dati su un numero maggiore di comete, aumentando la possibilità di trovare eventi simili a quello osservato su 41P. Questo potrebbe portare a una maggiore comprensione degli meccanismi che governano la vita e la fine delle comete, contribuendo a una visione più completa del sistema solare. La scoperta di 41P non solo ha sconvolto le teorie esistenti, ma ha anche aperto nuove porte per la ricerca astronomica, rendendo più urgente l'analisi di fenomeni simili in altri corpi celesti.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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