Científicos CNIO sostengono il nuovo direttore accusati di acoso, denunciano discredito
La crisi al CNIO vede il direttore Bernabé accusato di corruzione, con indagini che rivelano 20 milioni di euro sottratti e il ministro che chiede il suo licenziamento, nonostante la difesa dei ricercatori.
La situazione all'interno del Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO) si complica ulteriormente a causa di un conflitto tra il direttore attuale, José Manuel Bernabé, e un gruppo di dipendenti che lo accusano di essere vittima di una strategia volta a rimuoverlo. I ricercatori del CNIO hanno firmato un documento in cui si difendono Bernabé, accusandolo di essere oggetto di una campagna per impedirgli di proseguire l'indagine sulla presunta corruzione interna al centro. L'indagine, avviata dalla Procura Anticorrupción, ha già portato alla luce presunti reati che potrebbero aver comportato un sottrazione di circa 20 milioni di euro attraverso contratti fraudolenti. Il ministro della Scienza, dell'Innovazione e dell'Università, Diana Morant, ha annunciato che il ministero chiederà il licenziamento di Bernabé dopo aver ricevuto una denuncia interna presentata da Laura Muñoz, una dipendente che aveva accusato il direttore di comportamenti di acoso. Muñoz, insieme a due altri collaboratori, era stata licenziata di punto in bianco dal patronato, un gesto che ha suscitato molte perplessità tra i ricercatori. La denuncia di Muñoz, presentata il 25 novembre 2025, ha rivelato accuse di comportamenti personali da parte di Bernabé, che ha già presentato cinque rapporti alla Procura, rivelando irregolarità che potrebbero compromettere la reputazione del CNIO.
La crisi interna al CNIO si intreccia con un contesto di accuse di corruzione che coinvolgono personaggi chiave del passato. Juan Arroyo, ex direttore del CNIO per decenni, è al centro di un'inchiesta per presunti reati legati a contratti fraudolenti con aziende legate a lui o a personaggi vicini, come Gedosol, un fornitore ricorrente del centro. La Procura Anticorrupción ha avviato l'indagine nel novembre 2025, e Bernabé ha collaborato attivamente per chiarire le situazioni irregolari. Tuttavia, la denuncia di Muñoz ha messo in discussione la sua gestione, nonostante i ricercatori lo sostengano per la sua trasparenza e la sua azione per il rispetto delle norme. Muñoz, che aveva lavorato al CNIO dal 2013 al 2025, ha presentato la sua denuncia prima di essere licenziata, temendo possibili ritorsioni. La sua vicenda è diventata un simbolo della tensione tra il gruppo di lavoro attuale e le vecchie élite, accusate di aver distorto la gestione del centro per interessi personali.
Il contesto della crisi si estende alle figure chiave del passato, tra cui José Ignacio Fernández Vera, ex adjunto a Bernabé, che aveva già dimesso nel 2017 per motivi personali, ma era stato coinvolto in accuse di spese inappropriate. Fernández Vera, che aveva gestito la Fundación Española para la Ciencia y la Tecnología, aveva speso quasi 25.000 euro per noleggiare auto di lusso con autista per spostarsi tra Madrid e Salamanca, sua città natale. Queste accuse, rivelate da El País, hanno sconvolto la reputazione del CNIO, che si è trovato a dover gestire un'immagine danneggiata da anni di presunte irregolarità. La Procura Anticorrupción, che ha iniziato a indagare nel novembre 2025, ha chiuso un cerchio tra le accuse di corruzione e le tensioni interne, che ora si sono intensificate con la denuncia di Muñoz. Bernabé, che ha sempre sostenuto la trasparenza, ha ritenuto che la sua azione di collaborazione con le autorità fosse un atto di responsabilità, ma il patronato ha scelto di licenziarlo, alimentando il sospetto che la sua posizione fosse minacciata da forze interne.
Le implicazioni di questa crisi sono profonde, non solo per il CNIO ma anche per l'immagine della scienza in Spagna. I ricercatori, che si sentono minacciati da una campagna di discredito, hanno chiesto al ministero di garantire un'indagine indipendente e di rimuovere qualsiasi influenza del passato. Bernabé, che era stato appoggiato da una parte significativa del personale per la sua competenza e la sua capacità di gestire la crisi, ora si trova in una posizione di conflitto con chi aveva preceduto la sua gestione. La sua decisione di collaborare con le autorità, purtroppo, ha creato tensioni che hanno portato al suo licenziamento, anche se la sua azione era stata vista come un atto di responsabilità. La Procura Anticorrupción, che ha già ricevuto cinque rapporti, potrebbe rivelare ulteriori dettagli sull'ambiente interno del CNIO, ma il rischio è che la crisi si estenda a livello nazionale, coinvolgendo la gestione dello stato e la reputazione del sistema scientifico spagnolo.
Il prossimo passo è la riunione del patronato del CNIO, il cui presidente d'onore è Diana Morant, che dovrà decidere sul destino di Bernabé e sulle misure da adottare per gestire la crisi. Il patronato, composto da rappresentanti del governo, quattro regioni autonome e patroni privati, dovrà affrontare una situazione complessa, dove la trasparenza e la lotta alla corruzione sono prioritari. La decisione del ministero, che ha già espresso il desiderio di licenziare Bernabé, potrebbe avere conseguenze a lungo termine per il CNIO, un istituto che si è sempre visto come un punto di riferimento per la ricerca oncologica in Spagna. La crisi, che si è sviluppata tra accuse interne e esterne, mette in evidenza le sfide di gestire un'istituzione che deve mantenere l'integrità, nonostante le pressioni di gruppi interni e di figure passate. Il CNIO, che ha sempre sostenuto la ricerca, ora dovrà affrontare un momento di verifica, in cui la sua capacità di gestire le tensioni e di mantenere la credibilità sarà messa alla prova. La decisione del ministero e del patronato potrebbe definire il futuro del centro, ma la strada sarà lunga e piena di incognite.
Fonte: El País Articolo originale
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