11 mar 2026

Casa impossibile: Campidoglio prepara regolamento contro salasso affitti brevi

Roma si trova di fronte a una crisi immobiliare senza precedenti, con quartieri già saturi di affitti brevi e altri che rischiano di diventare simili, a causa dell'espansione del fenomeno delle "case vacanze".

01 marzo 2026 | 15:24 | 4 min di lettura
Casa impossibile: Campidoglio prepara regolamento contro salasso affitti brevi
Foto: RomaToday

Roma si trova di fronte a una crisi immobiliare senza precedenti, con quartieri già saturi di affitti brevi e altri che rischiano di diventare simili, a causa dell'espansione del fenomeno delle "case vacanze". La questione ha trovato un'importante occasione di dibattito sabato 28 febbraio, quando il Campidoglio ha ospitato un incontro organizzato dal "Gruppo romano regolamentazione affitti brevi", un'associazione che da anni lotta contro la proliferazione degli affitti turistici a breve termine. L'evento, denominato "Non è un B&B, è Roma", ha visto la partecipazione di rappresentanti delle associazioni cittadine, dell'amministrazione locale e di esperti, con l'obiettivo di presentare dati, analisi e proposte per risolvere un problema che mette a rischio la vivibilità di quartieri storici e la tutela del diritto alla casa. L'iniziativa ha messo in luce come l'incremento del turismo di massa, spinto dal mercato delle piattaforme online, abbia radicalmente modificato il mercato immobiliare romano, creando un equilibrio fragile tra bisogni abitativi e interessi economici.

La discussione è stata resa più incisiva da una recente indagine condotta dall'Università di Roma "La Sapienza", che ha analizzato in modo approfondito la diffusione delle strutture ad uso ricettivo. I dati rivelano una pressione ricettiva estremamente elevata in aree come il Tridente e i Monti, dove il rapporto tra posti letto dedicati al turismo e la popolazione residente è diventato insostenibile. Per esempio, in alcuni quartieri, il numero di unità immobiliari utilizzate per affitti brevi supera di oltre il 300% la capacità di ospitalità per i residenti. La ricerca ha anche evidenziato un progressivo coinvolgimento di quartieri periferici, che fino a pochi anni fa erano quasi del tutto esclusi da questa dinamica. Questo fenomeno ha portato a un aumento significativo dei prezzi degli affitti a lungo termine, con conseguenze dirette sulle famiglie che vivono in città. L'analisi ha inoltre sottolineato come la mancanza di regolamentazione abbia permesso una crescita senza controllo, spesso a scapito della qualità della vita dei residenti.

Il contesto del dibattito si colloca all'interno di un quadro più ampio, in cui il turismo è diventato un motore economico chiave per Roma, ma la sua espansione ha generato tensioni tra gli interessi delle imprese e i diritti dei cittadini. Negli ultimi anni, la diffusione delle piattaforme di booking ha facilitato la trasformazione di abitazioni in strutture a uso ricettivo, spesso senza rispettare le normative locali. Questo ha portato a una scarsità di alloggi disponibili per i residenti, con conseguenze sociali e economiche. Le associazioni che hanno promosso l'incontro, tra cui il "Grup di Roma per la Tutela della Casa", hanno sottolineato come il problema non sia solo un'emergenza immobiliare, ma un tema che tocca la sicurezza, la mobilità e la sostenibilità urbana. La crescente domanda di alloggi per turisti ha infatti ridotto la disponibilità di immobili per l'abitazione, aumentando la pressione sulle famiglie e creando una situazione di insostenibilità per i quartieri più vulnerabili.

L'analisi delle implicazioni del fenomeno rivela una situazione complessa, in cui l'equilibrio tra turismo e vivibilità urbana è sempre più fragile. Le associazioni che hanno partecipato all'incontro hanno chiesto un intervento immediato da parte dell'amministrazione comunale, che includa una moratoria temporanea sulle nuove concessioni di affitti brevi, il blocco di aree già saturate e limitazioni per quelle a rischio. Tra le proposte più significative, c'è la richiesta di un regime autorizzativo rigoroso, accompagnato da sistemi di controllo adeguatamente finanziati e sanzioni per le irregolarità. Inoltre, è stato sottolineato l'importanza di incentivare il ritorno degli immobili all'affitto a lungo termine, per garantire un equilibrio tra le esigenze del turismo e quelle degli abitanti. La mancanza di una regolamentazione chiara ha permesso una crescita anarchica, che ha messo a rischio la stabilità economica e sociale della città.

La chiusura del dibattito ha visto un accordo tra le parti per accelerare la redazione di un regolamento che possa risolvere il problema. Il presidente della commissione patrimonio e politiche abitative, Yuri Trombetti, ha dichiarato che la bozza del provvedimento sarà pronta entro la fine di marzo o l'inizio di aprile, con l'obiettivo di avviare un tavolo di confronto con le associazioni e le imprese. L'obiettivo è creare un insieme di norme che non siano punitive, ma che siano in grado di contenere il fenomeno senza danneggiare l'industria turistica. La sfida è dunque quella di trovare un equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle degli operatori economici, in un contesto in cui la città deve affrontare una transizione necessaria per preservare la sua identità e la sua vitalità. La discussione ha evidenziato come il problema non sia solo un'emergenza immobiliare, ma un tema che richiede un approccio multidisciplinare e una collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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