Casa a Roma diventa miraggio: il 9% dei single può permetterselo
L'accesso al mercato immobiliare a Roma si è ulteriormente complicato nel 2025, con i prezzi in aumento e la scarsità di offerte che mettono in difficoltà soprattutto chi vive da solo o appartiene a famiglie con un solo reddito.
L'accesso al mercato immobiliare a Roma si è ulteriormente complicato nel 2025, con i prezzi in aumento e la scarsità di offerte che mettono in difficoltà soprattutto chi vive da solo o appartiene a famiglie con un solo reddito. Secondo la prima edizione del "Market Monitor" di Immobiliare.it Insights, il costo di un immobile nella Capitale ha registrato un incremento significativo, rendendo sempre più difficile per i nuclei economicamente svantaggiati trovare una soluzione abitativa. La situazione è particolarmente critica per gli ultimi, che si trovano esclusi da una realtà in cui il settore immobiliare mostra segni di crescita, ma la sua dinamica non risponde alle esigenze di chi non ha risorse sufficienti. La crisi abitativa, un tema centrale per le grandi città italiane, assume a Roma un'ampiezza particolare, con dati che mettono in luce una situazione di squilibrio tra domanda e offerta, e un gap crescente tra chi possiede capacità economiche elevate e chi si trova costretto a fare i conti con un mercato che sembra non volerlo accogliere.
La crescita del mercato immobiliare romano nel 2025 si è manifestata in modo netto, con un aumento del 7% sulle compravendite e del 9% sui canoni di affitto rispetto all'anno precedente. I prezzi, che hanno raggiunto un livello di 3.646 euro al metro quadro per le vendite, hanno portato Roma al quarto posto tra i mercati metropolitari più costosi d'Italia, dietro Milano, Firenze e Bologna. Per quanto riguarda l'affitto, i canoni medi si sono attestati sui 17,9 euro al metro quadro, un valore che colloca la città al fondo del podio, con Milano e Firenze che mantengono il primato. Tuttavia, le proiezioni per il 2026 indicano un rallentamento, con un incremento previsto del 3,3% per le vendite e del 2,8% per le locazioni. Questo scenario, pur mostrando una stabilità, non scompagina il problema fondamentale: il costo elevato degli immobili rende sempre più difficile per chi non ha un reddito elevato trovare un tetto.
Il contesto economico e sociale di Roma, in cui vivono milioni di persone, è stato ulteriormente complicato da un aumento della domanda e una riduzione dell'offerta. Secondo il report, nel 2025 la pressione di domanda, intesa come media di contatti per ogni annuncio pubblicato, è cresciuta del 22,3% rispetto al 2024, un incremento che ha un doppio effetto: da una parte stimola l'interesse per l'acquisto, dall'altra mette in evidenza la scarsità di immobili disponibili. L'offerta, infatti, è diminuita del 8,2% in un anno, un dato che riflette una situazione di squilibrio tra richieste e disponibilità. Questo fenomeno si rafforza nel comparto delle locazioni, dove lo stock disponibile ha ripreso a crescere nel 2025 (+24,3%) dopo una diminuzione costante dal 2021, ma la pressione di domanda è rimasta la più elevata tra i mercati metropolitari analizzati, con un calo del 16,7% rispetto al 2024. Tuttavia, anche con questa evoluzione, il problema dell'accessibilità persiste, soprattutto per chi non ha margini finanziari sufficienti.
L'analisi dei dati rivela una profonda disoccupazione del mercato per chi appartiene a fasce economiche marginali. Secondo il report, il 9,4% delle case in vendita e il 2,3% di quelle in affitto sono accessibili per i nuclei monoreddito, dati che si confrontano con il 42,5% e il 40% delle opportunità disponibili per le famiglie bi-reddito. Questa differenza sottolinea una frattura sociale che si estende al settore immobiliare, dove i vantaggi economici si traducono in una maggiore libertà di scelta. La scarsità di immobili non solo limita le possibilità di accesso, ma anche la capacità di rispondere alle esigenze di chi non ha la possibilità di investire in proprietà. Inoltre, il mercato non sembra offrire alternative praticabili per chi non possiede risorse significative, un problema che si ripercuote su una popolazione che rappresenta una parte non trascurabile della popolazione romana.
Le prospettive per il 2026 segnalano un'evoluzione moderata del mercato, con un aumento del 3,3% per le compravendite e del 2,8% per le locazioni. Tuttavia, le previsioni non eliminano il rischio di un ulteriore incremento dei prezzi, che potrebbe aggravare la situazione di chi non ha margini finanziari per acquistare o affittare. Il tema dell'accessibilità abitativa rimane quindi centrale, non solo per Roma ma per le altre grandi città italiane, dove la crescita del settore immobiliare non sembra rispondere alle esigenze di una parte della popolazione. Per risolvere questa crisi, sarà necessario un intervento strutturale, che possa bilanciare la domanda e l'offerta, e offrire soluzioni che siano accessibili a tutti. Solo in questo modo si potrebbe evitare un aumento del divario sociale e garantire un accesso equo al mercato immobiliare.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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