11 mar 2026

Bercy promuove la filiera francese per cattura e stoccaggio del carbonio

Il governo francese ha annunciato un ambizioso progetto per sviluppare una filiera dedicata alla cattura, al stoccaggio e alla valorizzazione del carbonio (CCUS), una tecnologia cruciale per la decarbonizzazione dell'industria.

09 febbraio 2026 | 10:00 | 5 min di lettura
Bercy promuove la filiera francese per cattura e stoccaggio del carbonio
Foto: Le Monde

Il governo francese ha annunciato un ambizioso progetto per sviluppare una filiera dedicata alla cattura, al stoccaggio e alla valorizzazione del carbonio (CCUS), una tecnologia cruciale per la decarbonizzazione dell'industria. L'iniziativa, presentata durante un incontro tenutosi a L'Isle-d'Abeau (Isère) il 9 febbraio, ha visto la partecipazione di rappresentanti del settore e del ministero della Transizione Ecologica, guidato da Mathieu Lefèvre. L'obiettivo è creare una rete di eccellenza in grado di ridurre le emissioni di CO₂, pur riconoscendo che questa tecnologia non è una soluzione completa per eliminare del tutto le emissioni. Il progetto, che si concentra su un'azienda leader come Vicat, rappresenta un passo significativo verso l'obiettivo nazionale di neutralità carbonica entro il 2050. Il piano prevede la cattura di 1,2 milioni di tonnellate di CO₂ all'anno, un traguardo che richiede investimenti straordinari e una collaborazione tra settori industriali, tecnologici e governativi. Questo progetto, se realizzato, potrebbe diventare un modello per l'Europa, dove la transizione energetica richiede soluzioni innovative per ridurre l'impronta carbonica delle industrie.

Il progetto di Vicat, in particolare, si svolge lungo la valle del Rodano, un'area strategica per la concentrazione di impianti industriali. La cattura del CO₂ avviene attraverso un processo criogenico sviluppato da Air Liquide, un'azienda leader nel settore. Questa tecnologia permette di separare il carbonio dall'aria o dai processi industriali, trasformandolo in una forma liquida che può essere trasportata. Il CO₂ catturato viene poi immagazzinato in un "carboduc", un sistema di tubazioni progettato per il trasporto di gas in grandi quantità. Queste tubazioni si estendono lungo la valle del Rodano, raggiungendo Fos-sur-Mer (Bouches-du-Rhône), dove il gas viene caricato su navi per essere trasportato in un deposito geologico al fondo del mare Adriatico. Questo tipo di stoccaggio, noto come "storaggio geologico", è considerato una delle opzioni più sicure per il sequestro del carbonio a lungo termine. L'idea è di utilizzare lo spazio sottomarino per immagazzinare milioni di tonnellate di CO₂, riducendo così l'impatto sull'atmosfera.

Il progetto di Vicat non è solo un esperimento tecnologico, ma un esempio concreto di come le aziende possano contribuire attivamente alla lotta al cambiamento climatico. La cimenteria di Montalieu-Vercieu, che ha lanciato l'iniziativa, rappresenta un settore industriale che ha sempre emesso elevate quantità di CO₂. Con questo progetto, l'azienda mira a ridurre le sue emissioni del 60% entro il 2030, un traguardo ambizioso che richiede un investimento di oltre 2 miliardi di euro. Il piano prevede anche la creazione di un ecosistema collaborativo, in cui altre aziende del Rodano si uniscano al progetto, condividendo tecnologie, risorse e costi. Questo approccio, detto "decarbonizzazione a catena", è visto come una soluzione chiave per rendere il processo di transizione più efficiente e sostenibile. Le aziende interessate, tra cui produttori di acciaio, chimici e energetici, sono state invitate a partecipare al progetto, con l'obiettivo di creare un modello replicabile in altre regioni.

L'importanza di questa iniziativa si colloca all'interno di un contesto globale in cui la cattura del carbonio è diventata una delle strategie principali per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. L'Europa, in particolare, ha sottolineato la necessità di investire in tecnologie come la CCUS per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dagli accordi di Parigi. In Francia, il governo ha riconosciuto che il settore industriale rappresenta circa il 20% delle emissioni nazionali, un dato che richiede interventi mirati. Il progetto di Vicat, quindi, non solo è un esempio di innovazione tecnologica, ma anche un'opportunità per ridurre l'impatto ambientale di un'industria fondamentale per l'economia del paese. Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipende da diversi fattori, tra cui il sostegno finanziario, la cooperazione tra aziende e il rispetto delle normative ambientali. Inoltre, la complessità tecnica e i costi elevati associati alla cattura e allo stoccaggio del CO₂ rappresentano sfide significative che devono essere affrontate per rendere il progetto sostenibile a lungo termine.

Il progetto di Vicat potrebbe avere ripercussioni non solo economiche, ma anche geopolitiche, poiché la Francia si posiziona come un leader nell'innovazione climatica. L'immagazzinamento del CO₂ nel mare Adriatico, in particolare, potrebbe aprire nuove opportunità di cooperazione internazionale, con Paesi europei e extraeuropei interessati a seguire un modello simile. Tuttavia, il successo del progetto dipende anche da una serie di condizioni, tra cui la disponibilità di fondi pubblici e privati, la tecnologia adatta e la capacità di gestire i rischi legati all'immagazzinamento. Il governo francese, riconoscendo l'importanza di questo settore, ha messo a disposizione risorse significative per sostenere l'innovazione e la collaborazione tra i settori industriali. Se il progetto riuscirà a superare le sfide iniziali, potrebbe diventare un esempio di come le aziende e il governo possano lavorare insieme per ridurre l'impronta carbonica. La prossima fase del progetto, che prevede la realizzazione di un prototipo e la valutazione degli effetti sull'ambiente, rappresenta un passo cruciale per il futuro della decarbonizzazione in Francia e in Europa.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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