11 mar 2026

Autorità Olimpiche Indicano Sanzioni Russia Sport Potrebbero Finire

Dopo una decennale esclusione dal mondo dello sport internazionale, la Russia, una volta potenza sportiva globale, sembra stia tornando a una fase di integrazione nel contesto internazionale.

07 febbraio 2026 | 07:54 | 5 min di lettura
Autorità Olimpiche Indicano Sanzioni Russia Sport Potrebbero Finire
Foto: The New York Times

Dopo una decennale esclusione dal mondo dello sport internazionale, la Russia, una volta potenza sportiva globale, sembra stia tornando a una fase di integrazione nel contesto internazionale. La notizia si svela durante un incontro di due giorni del Comitato Olimpico Internazionale (COI) a Milano, poco prima dell'inizio dei Giochi Invernali. Il dibattito ha visto i membri del COI esprimere un'apertura verso la Russia, nonostante le sanzioni e le sospensioni imposte a causa del programma dopante dello Stato e dell'invasione dell'Ucraina. La presidente del COI, Kirsty Coventry, ha sottolineato che l'organizzazione si concentra sull'atleta e non sulle politiche estere, affermando che lo sport deve rimanere un terreno neutrale. Queste dichiarazioni hanno alimentato una crescente sensazione di movimento verso un ritorno della Russia nel contesto sportivo globale, nonostante la guerra in Ucraina abbia ormai superato i tre anni e non ci siano segnali chiari di una risoluzione del caso doping.

Il dibattito si è intensificato con l'intervento di Gianni Infantino, presidente della FIFA, che ha espresso la sua volontà di rimuovere il divieto su squadre russe e bielorusse, sostenendo che le sanzioni non abbiano prodotto risultati tangibili. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha accolto positivamente le parole di Infantino, mentre il portavoce dell'Ucraina, Heorhii Tykhyi, ha respinto l'idea di un ritorno degli atleti russi o bielorussi ai Giochi olimpici, affermando che le sanzioni non dovrebbero essere revocate finché la guerra non si risolverà. Questo scenario ha visto anche la fine delle restrizioni su Russia e Bielorussia in alcuni sport come judo e taekwondo, permettendo agli atleti di competere sotto la bandiera nazionale in competizioni internazionali. L'I.O.C. ha inoltre raccomandato la partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Gioche Olimpiche Giovanili in Senegal, creando un percorso per un graduale rientro nel mondo sportivo.

La situazione si colloca in un contesto storico complesso, segnato da anni di sanzioni internazionali. La Russia è stata sospesa dal COI nel 2023 per il suo atteggiamento nei confronti delle aree occupate in Ucraina, ma la sua presenza negli sport è stata limitata sin dal 2016, quando il WADA ha rivelato un vasto sistema di doping statalizzato che ha coinvolto oltre mille atleti tra il 2011 e il 2015. Questo scandalo ha portato a sanzioni severe, tra cui l'esclusione della squadra di atletica leggera dagli Giochi di Rio 2016 e la sospensione del Comitato Olimpico Russo (COR) dagli Giochi di Pyeongchang 2018. Dopo i Giochi di Pechino 2022, dove la Russia ha partecipato sotto il nome di COR, l'invasione dell'Ucraina ha scatenato un'ondata di sanzioni, con l'I.O.C. che ha raccomandato il divieto di partecipazione agli atleti russi e bielorussi. La stessa procedura è stata applicata ai Giochi di Parigi 2024, dove solo 15 atleti russi hanno potuto partecipare, causando un forte dissenso tra i dirigenti russi.

La possibilità di un ritorno della Russia nel contesto sportivo internazionale solleva interrogativi su come potrebbe avvenire. L'I.O.C. dovrebbe revocare la sospensione del COR, mentre le federazioni sportive internazionali dovrebbero approvare il rientro degli atleti russi. Tuttavia, alcuni organismi potrebbero mantenere le proprie restrizioni, complicando ulteriormente il processo. Il portavoce del COI, Johan Eliasch, ha chiesto linee guida chiare per evitare discriminazioni, riferendosi anche ad altri conflitti globali come l'intervento statunitense in Venezuela e la guerra israeliano-palestinese. Allo stesso tempo, il Comitato Paralimpico ha rimosso il divieto su Russia, ma gli atleti non potranno rappresentare il Paese alle Paralimpiadi invernali a Milano a causa di restrizioni residue. Questa situazione ha suscitato critiche, con Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico, che ha sottolineato che le sanzioni penalizzano solo gli atleti, senza risolvere alcun problema.

Per il momento, la Russia può partecipare ai Giochi Invernali solo come "atleti neutrali", senza bandiera nazionale, senza inno e senza posizione nella classifica. Trenta atleti russi sono qualificati per i Giochi in Italia, il numero più basso da quando i Giochi si sono svolti a Londra nel 1908. La Russia non ha inviato una squadra completa dagli Giochi di Sochi 2014, dove ha vinto il maggior numero di medaglie, ma l'episodio è seguito da un'indagine sull'uso di sostanze dopanti che ha rivelato un sistema statalizzato. Queste sanzioni hanno limitato la partecipazione russa fino ai Giochi di Pechino 2022, ma l'invasione dell'Ucraina ha spinto l'I.O.C. a introdurre ulteriori restrizioni. La partecipazione ai Giochi di Parigi 2024, con solo 15 atleti, ha suscitato un forte dissenso tra i dirigenti russi, che hanno visto nel divieto una umiliazione. La stessa procedura è stata adottata per i Giochi in Italia, dove il numero di atleti russi qualificati è stato più elevato rispetto a Parigi, segnando un cambiamento di atteggiamento. Gli atleti russi, come Adeliia Petrosian, si concentrano sulle loro prestazioni personali, mentre il pubblico interno sembra mostrare un interesse crescente per la partecipazione ai Giochi, indicando un possibile rientro nel contesto sportivo internazionale.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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