11 mar 2026

Aspettative per le Apertura Olimpica, Dalla mente che ha creato

Marco Balich, il creativo principale del team responsabile della cerimonia d'apertura dei 25 gradi Giochi Invernali in Italia, ha svelato le sfide e le ambizioni di un evento che unirà la tradizione e l'innovazione.

06 febbraio 2026 | 12:17 | 5 min di lettura
Aspettative per le Apertura Olimpica, Dalla mente che ha creato
Foto: The New York Times

Marco Balich, il creativo principale del team responsabile della cerimonia d'apertura dei 25 gradi Giochi Invernali in Italia, ha svelato le sfide e le ambizioni di un evento che unirà la tradizione e l'innovazione. Dopo aver guidato 16 cerimonie in sette edizioni olimpiche, il 63enne produttore ha vissuto l'esperienza di un evento che deve rappresentare non solo la cultura italiana, ma anche il simbolo universale dello sport e della pace. La cerimonia, che si terrà a Milano e Cortina d'Ampezzo, avrà una portata globale, con un potenziale pubblico di 2,2 miliardi di persone, e dovrà bilanciare la tradizione con l'innovazione. Balich, che ha alle spalle progetti come il tempio della Sistina o il parco tematico Disney in Arabia Saudita, ha espresso la sua soddisfazione per il ruolo di base della sua città, Milano, nel progetto. La sua esperienza lo ha reso capace di creare spettacoli che uniscono emozione e significato, ma il compito di questa edizione è particolare: coordinare eventi in quattro luoghi diversi, garantendo che tutti gli atleti possano partecipare.

La cerimonia d'apertura, che si svolgerà il 25 gennaio, è divisa in tre sezioni: l'Italia, gli atleti e la pace. Balich ha sottolineato l'importanza di celebrare la cultura italiana, ma in un modo "più originale" rispetto al 2006, quando aveva già diretto la cerimonia a Torino. Tra i riferimenti storici, il team si ispirerà al successo del 2006, che aveva visto la partecipazione del tenore Luciano Pavarotti e la Formula 1 su ghiaccio. Per il 2026, Balich ha voluto un approccio più moderno, con una particolare attenzione alle nuove generazioni, come i Gen Z. La sezione dedicata alla pace è stata una scelta personale, ispirata dagli anni di guerra vissuti dai suoi genitori a Venezia. "I simboli come la fiamma olimpica e gli anelli rappresentano un'idea pura, non contaminata da conflitti o religioni", ha detto, sottolineando l'importanza di proteggerli. La decisione di unire le cerimonie in quattro città ha reso il progetto unico, ma ha anche complicato la coordinazione: il flag e la fiamma saranno accesi contemporaneamente a Milano e Cortina, un'idea che Balich definisce "nobile e grande", ma "un incubo dal punto di vista creativo".

Il contesto di questa edizione dei Giochi è legato al ruolo di Balich come figura chiave del settore dello spettacolo. Con una carriera che spazia dal rock promoter all'organizzazione di eventi internazionali, ha lavorato su progetti di alto profilo, tra cui le cerimonie di passaggio delle bandiere a Salt Lake City (2002), Londra (2012) e Rio de Janeiro (2016). Il suo background include anche la gestione di eventi come l'Expo Milano 2015 e la collaborazione con il Vaticano per un'installazione sull'arte della Sistina. Tuttavia, il 2026 rappresenta un passo diverso: il team deve affrontare una logistica senza precedenti, con la necessità di distribuire l'evento in quattro luoghi distinti. Questa complessità ha richiesto un'organizzazione senza precedenti, con centinaia di volontari che si sono addestrati per mesi. Balich ha riconosciuto che il successo dell'evento dipende non solo dalla sua visione, ma anche dalla capacità del team di gestire le sfide tecniche e logistice.

L'analisi del progetto svela le implicazioni di un'organizzazione olimpica che cerca di unire la tradizione con l'innovazione. La decisione di rendere simultanea la cerimonia a Milano e Cortina rappresenta un tentativo di inclusione, ma ha anche messo in evidenza i limiti delle tecnologie attuali. Balich ha riconosciuto che, nonostante i tentativi di creare un evento unico, il rischio di errori è elevato, e la responsabilità di ogni fallimento ricade su di lui. Tuttavia, la sua passione per l'evento lo ha spinto a superare ogni ostacolo. La sezione dedicata alla pace, ispirata alla tradizione greca dell'Olympic Truce, è un simbolo di un'idea universale, ma anche un richiamo alla realtà di conflitti che oggi affliggono il mondo. Balich ha espresso la sua convinzione che gli sportivi, attraverso la loro partecipazione, possano diventare portavoce di un messaggio di unità. Questo approccio non solo arricchisce l'evento, ma anche la sua capacità di influenzare il pubblico globale.

La chiusura dell'articolo sottolinea la combinazione di sfide e opportunità che caratterizzano questa edizione dei Giochi. Balich, pur impegnato nel progetto, ha rivelato la sua attenzione a un ruolo politico, con voci che parlano di un possibile candidato per la guida di Venezia. Tuttavia, per il momento, la sua priorità è il successo dell'evento. L'organizzazione del progetto richiede l'impegno di migliaia di volontari, che si sono addestrati per mesi, dimostrando l'importanza del partecipare come elemento centrale del spirito olimpico. L'evento, che unisce arte, sport e simboli universali, rappresenta non solo un'occasione per celebrare l'Italia, ma anche un'opportunità per riflettere su valori come la pace e la collaborazione. Con l'apertura del 25 gennaio, il team di Balich si prepara a un'esperienza che potrebbe diventare un punto di riferimento per le future edizioni olimpiche.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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