11 mar 2026

Asl Roma 3 apre centro anti-tabacco, aiutano pazienti a vincere dipendenza

Un nuovo centro anti-fumo è stato inaugurato all'interno dell'Unità operativa complessa Salute e dipendenze della Asl Roma 3, situata in via Lupatelli, 7.

30 gennaio 2026 | 07:33 | 5 min di lettura
Asl Roma 3 apre centro anti-tabacco, aiutano pazienti a vincere dipendenza
Foto: RomaToday

Un nuovo centro anti-fumo è stato inaugurato all'interno dell'Unità operativa complessa Salute e dipendenze della Asl Roma 3, situata in via Lupatelli, 7. La struttura si aggiunge a quella già attiva nei locali del centro vaccinale su Lungomare Toscanelli ad Ostia, che ha iniziato le sue attività nel 2025. Questa nuova iniziativa mira a supportare i fumatori e i portatori di malattie legate al fumo, offrendo un servizio integrato che combina terapie farmacologiche, interventi psicologici e supporto comportamentale. Il centro di via Lupatelli è attivo il martedì, con orari dedicati al primo incontro e a controlli successivi, richiedendo una prenotazione tramite email. L'obiettivo è fornire un'assistenza personalizzata, in grado di aumentare significativamente le possibilità di cessare il fumo, come confermato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha sottolineato un incremento del 84% delle probabilità di successo grazie a un approccio multidisciplinare. Questa novità rappresenta un passo importante per affrontare un problema sanitario e sociale sempre più rilevante, con dati che rivelano l'incidenza del fumo in diverse fasce d'età e contesti socio-economici.

La struttura di via Lupatelli è progettata per offrire un supporto completo ai fumatori, sia quelli che decidono di smettere autonomamente che quelli che necessitano di interventi specifici. I servizi includono colloqui con professionisti specializzati, terapie farmacologiche mirate e sessioni di supporto psicologico individuali o di gruppo, che possono essere attivati in base alle esigenze del paziente. La prenotazione, necessaria per garantire una gestione ordinata del flusso di utenti, richiede una comunicazione via email, seguita da un modulo da presentare ai ReCup aziendali. Questo sistema di accesso semplifica il processo di accoglienza, permettendo di ridurre le code e migliorare l'efficienza del servizio. Inoltre, il centro si propone come punto di riferimento per chi soffre di malattie correlate al fumo, come malattie cardiovascolari o respiratorie, per accompagnare il processo di disassuefazione in modo coordinato con i trattamenti medici esistenti. L'obiettivo è creare un ambiente di lavoro che unisca competenze diverse, come quelle dei farmacisti, psicologi e medici, per offrire un supporto globale al paziente.

Il contesto in cui si colloca questa iniziativa è segnato da dati preoccupanti sulla diffusione del fumo in Italia, dove il 27% degli adulti è fumatore, con una percentuale maggiore tra i giovani e i maschi. Secondo i dati del Passi (il sistema di sorveglianza sanitaria), nel triennio 2022-2024 il 17% dei fumatori ha smesso di fumare dopo sei mesi di intervento, un risultato che evidenzia la necessità di servizi mirati. La popolazione più vulnerabile al fumo include soprattutto chi ha un'istruzione bassa e difficoltà economiche, un gruppo che si concentra tra i 18 e i 34 anni e rappresenta una parte significativa del problema. La Asl Roma 3 ha quindi deciso di ampliare le risorse disponibili, riconoscendo che la gestione del fumo non è solo un tema sanitario ma anche sociale. Il nuovo centro si inserisce in un contesto in cui il fumo è associato a diverse patologie, come malattie cardiache, respiratorie e cancro, e il suo abbandono è considerato un fattore chiave per ridurre l'incidenza di queste condizioni. La decisione di istituire un servizio specifico riflette una strategia di prevenzione e intervento che mira a colmare le lacune esistenti nel sistema sanitario.

L'impatto di questa iniziativa si estende ben al di là della semplice cessazione del fumo, poiché si concentra su una gestione globale della dipendenza, che richiede interventi mirati e continui. La dottoressa Paola D'Amato, referente del centro, ha spiegato che il supporto fornito non si limita a chi decide di smettere autonomamente, ma include anche chi ha difficoltà a mantenere l'astinenza o a gestire i sintomi di astinenza. Il ruolo del personale specializzato è cruciale in questa fase, poiché accompagna i pazienti attraverso le diverse fasi del processo di disassuefazione, dal momento della preparazione all'effettiva cessazione. Inoltre, il centro si propone come un punto di riferimento per chi ha già smesso di fumare ma necessita di ulteriore supporto per evitare ricadute. Questo approccio integrato, che unisce farmacologia, psicologia e educazione sanitaria, è considerato un modello efficace per affrontare una dipendenza complessa. La dottoressa Grammatico ha sottolineato come smettere di fumare possa ridurre significativamente i rischi per la salute, non solo per chi non ha ancora sviluppato malattie, ma anche per chi ne è affetto, con benefici che si estendono a tutta la famiglia, proteggendo i non fumatori dall'esposizione al fumo passivo.

La realizzazione del nuovo centro anti-fumo segna un passo significativo nella lotta al fumo, ma la sua efficacia dipende anche da una serie di fattori che richiedono un'azione continua. La Asl Roma 3 ha sottolineato che la sua iniziativa è parte di un piano più ampio, che include campagne di sensibilizzazione, collaborazioni con altre istituzioni e monitoraggi regolari per valutare l'efficacia dei servizi. Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipende anche da un impegno collettivo, che deve coinvolgere non solo le autorità sanitarie ma anche le comunità locali e le famiglie. La dottoressa D'Amato ha messo in evidenza come il lavoro di supporto non finisce con il momento della cessazione, ma richiede un follow-up costante per prevenire ricadute e garantire una gestione a lungo termine. Inoltre, il centro si propone come un esempio di come la sanità pubblica possa adattarsi alle esigenze di un problema complesso, offrendo servizi personalizzati e accessibili. L'obiettivo è non solo ridurre il numero di fumatori, ma anche migliorare la qualità di vita di chi decide di abbandonare questa dipendenza, con benefici che si estendono a tutta la società. La prossima sfida sarà garantire una copertura sufficiente di questi servizi, specialmente in aree dove la domanda è maggiore, per rendere il supporto anti-fumo una risorsa realmente disponibile per tutti.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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