11 mar 2026

AP-HP sospende indagine dopo morte paziente a Lariboisière nonostante negligenza riconosciuta

Il tribunale di Parigi ha riconosciuto la gravità delle negligenze dell'AP-HP ma non ha condannato l'istituzione per la morte di Micheline Myrtil, ritenendo insufficiente il legame diretto tra le carenze e il decesso.

09 febbraio 2026 | 19:10 | 4 min di lettura
AP-HP sospende indagine dopo morte paziente a Lariboisière nonostante negligenza riconosciuta
Foto: Le Monde

Il tribunale di Parigi ha ritenuto non penale la responsabilità dell'Assistance publique-Hôpitaux de Paris (AP-HP), istituzione sanitaria pubblica francese, per la morte di Micheline Myrtil, una donna martinicana di 55 anni, avvenuta il 18 dicembre 2018 alle urgences dell'ospedale Lariboisière. La sentenza, emessa il 9 febbraio 2025, ha riconosciuto la gravità dei difetti organizzativi e della gestione del servizio di emergenza, ma ha ritenuto insufficiente la prova di un legame diretto tra le negligenze riscontrate e la causa della morte della paziente. L'istanza penale, avanzata da familiari e rappresentanti delle parti civili, aveva richiesto l'apertura di un processo per omicidio colposo, ma il giudice ha stabilito che non esisteva un "collegamento certo" tra le mancanze dell'ospedale e la conseguente morte di Myrtil. Nonostante il giudizio sia stato severo, la sentenza ha riconosciuto che la responsabilità civile non era sufficiente a configurare un reato penale. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con alcune voci che hanno espresso preoccupazione per la gestione della salute pubblica e altre che hanno sottolineato la complessità giuridica del caso.

La sentenza ha evidenziato una serie di critiche specifiche rivolte alla direzione dell'AP-HP, tra cui l'allocazione di risorse insufficienti al servizio di emergenza nei mesi precedenti al dramma. Il tribunale ha sottolineato l'inadeguatezza degli spazi, la mancanza cronica di personale e le problematiche strutturali che erano state segnalate in precedenza. La direzione dell'ospedale era stata informata di queste criticità già da ottobre 2018, due mesi prima dell'incidente, ma non era stata adottata alcuna misura efficace per risolverle. I giudici hanno inoltre sottolineato che il responsabile delle urgenze aveva avvisato direttamente il direttore generale, Martin Hirsch, ma non era stato possibile intervenire in tempo. Il caso ha rivelato una serie di lacune che, sebbene non abbiano diretta relazione con la morte della paziente, hanno comunque contribuito a un ambiente di lavoro precario e stressante per il personale.

L'incidente di Micheline Myrtil rappresenta un episodio significativo all'interno di una serie di critiche rivolte al sistema sanitario francese, in particolare all'AP-HP, che è stato più volte denunciato per problemi di organizzazione e gestione. La paziente, ammessa alle urgenze per mal di testa e dolori alle gambe, è stata collocata in una sala d'attesa "aveugle", un ambiente privo di illuminazione e visibilità, che ha reso difficile il controllo della situazione. I letti erano disposti in modo tale da rendere i pazienti invisibili per le infermiere, limitando la possibilità di un intervento tempestivo. La donna è stata erroneamente identificata, considerata come "fuggevole" e registrata in modo impreciso, il che ha ostacolato la sua corretta assistenza. La sua morte, avvenuta a causa di un'infezione invasiva da meningococco, ha suscitato indignazione e preoccupazione per la gestione delle emergenze.

La sentenza del tribunale ha posto in evidenza la complessità del rapporto tra responsabilità penale e condizioni di salute. I giudici hanno sottolineato che la malattia di Myrtil, sebbene grave, aveva un tasso di mortalità compreso tra il 10% e il 20%, anche con un intervento adeguato. A fronte di una probabilità di sopravvivenza del 75% al momento dell'arrivo, il rischio di morte aumentava al 50% in caso di shock settico. Il tribunale ha ritenuto che questa "perdita di chance" non fosse sufficiente a configurare un omicidio colposo, poiché non esisteva un legame diretto tra le negligenze dell'ospedale e la conseguente morte. Tuttavia, la sentenza ha riconosciuto che le carenze strutturali avevano creato un ambiente di lavoro insostenibile, con impatti potenzialmente gravi per la salute dei pazienti. Questo caso ha sollevato dibattiti su come equilibrare la responsabilità penale con la complessità dei sistemi sanitari e su come migliorare la sicurezza e la qualità dei servizi.

La decisione del tribunale ha lasciato aperte molte questioni, in particolare sulle responsabilità della direzione dell'AP-HP e sulle misure da adottare per prevenire futuri incidenti. Le parti civili, che avevano richiesto indennizzi, sono state rifiutate, ma il caso ha suscitato un dibattito su come gestire le vittime di errori sanitari e come garantire un sistema di salute più sicuro. L'AP-HP, che non ha voluto commentare pubblicamente la sentenza, ha espresso rispetto per la famiglia della paziente, ma non ha fornito dettagli sulle sue eventuali azioni correttive. Il caso di Micheline Myrtil potrebbe diventare un riferimento per future inchieste sull'organizzazione dei servizi di emergenza e sull'efficacia delle politiche sanitarie. Il dibattito rimane aperto, con richieste di riforme strutturali e di maggiore trasparenza da parte delle istituzioni. La sentenza, pur non condannando l'AP-HP, ha evidenziato la necessità di un approccio più rigoroso verso la gestione dei rischi e la responsabilità degli operatori sanitari.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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