11 mar 2026

Alluvioni in Spagna: perché l'acqua esce dai prese?

Le intense piogge in Spagna, causate da tempeste come Leonardo e Marta, hanno provocato alluvioni e emergenze a causa di terreni saturi. La crisi, legata al cambiamento climatico, sottolinea l'urgenza di infrastrutture resilienti e politiche idriche efficaci.

07 febbraio 2026 | 15:35 | 6 min di lettura
Alluvioni in Spagna: perché l'acqua esce dai prese?
Foto: El País

Le immagini di acqua che esce a fontana dai presepi delle abitazioni di Grazalema, un comune in provincia di Cádiz, sono diventate virali in tutto il mondo, segnando l'epicentro di una serie di alluvioni causate dalle tempeste che hanno colpito la penisola iberica a metà della settimana scorsa. La borrasca Leonardo, la settima di entità significativa in un mese, ha portato con sé una cascata di precipitazioni che hanno messo a dura prova la capacità di assorbimento del suolo, spesso già saturato da un anno di piogge incessanti. Questo scenario ha creato una situazione di emergenza, con il rischio di scorrimenti d'acqua che hanno causato allagamenti in diverse regioni, tra cui Andalucía, dove le condizioni di saturazione del terreno sono state particolarmente critiche. La situazione è ulteriormente aggravata dall'arrivo di una nuova tempesta, Marta, che ha intensificato la crisi idrologica in un contesto che si presta a una riflessione su come il clima stia modificando i pattern meteorologici tradizionali.

La crisi idrologica in atto non è un episodio isolato, ma parte di un trend più ampio che ha interessato la penisola spagnola sin dall'inizio dell'anno. L'enorme quantità di piogge che ha colpito il Paese, specialmente in Andalucía, ha portato a un accumulo di acqua nel suolo che ha superato il limite di assorbimento naturale, rendendo le aree vulnerabili a esondazioni. La Aemet, l'Agenzia Spagnola per il Meteo, ha lanciato allarmi specifici per le zone interessate, mettendo in evidenza come le precipitazioni si siano verificate in aree già saturate. Questo fenomeno, descritto come "piogge su terreno bagnato", ha incrementato il rischio di allagamenti e danni alle infrastrutture. Tra le aree più colpite, Grazalema si distingue per la quantità record di acqua ricevuta, con un accumulo che ha superato i limiti di capacità del suolo e ha portato al desolo del comune per il rischio di collasso del sistema idrogeologico. La situazione è diventata così critica che le autorità hanno dovuto evacuare interi quartieri per prevenire danni irreparabili.

L'origine di questa crisi si trova in una serie di tempeste che hanno colpito la penisola spagnola in modo consecutivo, creando un accumulo di acqua che ha satura i terreni. L'inizio dell'anno è stato segnato da un enero tra i più piovosi degli ultimi 25 anni, con un accumulo di 119,3 litri per metro quadrato, un valore che ha superato la media storica. Questo ha portato a una condizione di sovraccarico del suolo, che si è protratta fino a febbraio, quando la precipitazione è aumentata ulteriormente. La Aemet ha seguito da vicino lo sviluppo della situazione, pubblicando dati dettagliati su 86 stazioni meteorologiche di riferimento, tra cui quelle in Andalucía, dove le condizioni di saturazione sono state particolarmente critiche. Tra queste, 58 stazioni avevano superato il 90% della capacità di assorbimento, con 33 che avevano raggiunto il 100%. Questi dati hanno permesso di comprendere la gravità della situazione e di prevedere i rischi derivanti da ulteriori precipitazioni.

La situazione in Grazalema è diventata un esempio paradigmatico di come le condizioni meteorologiche estreme possano mettere a rischio gli ecosistemi e le infrastrutture. Il comune, situato in una zona montuosa che funge da barriera per le tempeste atlantiche, ha ricevuto una quantità di pioggia senza precedenti. Il 4 febbraio, ad esempio, la città ha registrato 577 litri per metro quadrato in sole 24 ore, un valore che ha superato il precedente record del 1948. Questo fenomeno ha creato un accumulo di acqua nel sottosuolo, che ha portato al collasso del acuífero sottostante, un'area di acqua sotterranea che ha smesso di regolare il flusso idrico e ha iniziato a perdere acqua a livelli superiori al comune. L'acuífero, che normalmente modula il flusso d'acqua attraverso i manantiali della Sierra, non è stato in grado di gestire l'ondata di acqua, creando un rischio di inondazioni estese. Questo scenario ha portato al desolo di interi quartieri, con le autorità che hanno dovuto evacuare le aree più a rischio per evitare danni irreversibili.

La crisi idrologica in atto ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti, che hanno messo in luce come la combinazione di fattori climatici e geologici possa portare a situazioni estreme. La Aemet ha spiegato che il fenomeno non è solo un evento isolato, ma parte di un trend più ampio legato al cambiamento climatico. Secondo i meteorologi, la perdita di intensità del chorro polare, una corrente di aria fredda che si trova a circa 9 chilometri di altezza, ha permesso alle tempeste di muoversi in modo anomalo, portandole in aree che normalmente non ne subiscono l'impatto. Questo ha creato una serie di alluvioni consecutive, che hanno satura i terreni e hanno aumentato il rischio di esondazioni. Gli esperti hanno anche sottolineato che il riscaldamento dell'Artico, che sta avvenendo più velocemente del resto del pianeta, potrebbe essere un fattore chiave nel modificare i pattern climatici. Inoltre, l'atmosfera più calda ha portato a una maggiore quantità di vapore acqueo, che ha aumentato la capacità delle tempeste di rilasciare grandi quantità di pioggia. Questi dati mettono in evidenza come la crisi idrologica non sia solo un problema locale, ma parte di un fenomeno globale che richiede un'adeguata risposta politica e tecnologica.

La situazione in Spagna ha posto il problema del cambiamento climatico al centro delle discussioni pubbliche e politiche. Gli esperti hanno sottolineato che il fenomeno non è solo un evento estremo, ma parte di un processo che si sta verificando a livello globale. La crisi idrologica ha messo in luce la necessità di investire in infrastrutture resilienti e di adottare politiche di gestione delle risorse idriche più efficaci. Inoltre, la combinazione di fattori climatici e geologici ha reso evidente come il riscaldamento globale possa influenzare i pattern meteorologici in modo significativo. La Aemet e gli altri enti preposti al monitoraggio del clima hanno espresso la necessità di un approccio più integrato, che tenga conto non solo delle condizioni immediate, ma anche delle tendenze a lungo termine. La crisi in atto potrebbe diventare un punto di riferimento per comprendere come il clima stia modificando la vita quotidiana e le infrastrutture. Per questo, le autorità hanno espresso la volontà di monitorare la situazione con maggiore attenzione, cercando di prevenire futuri episodi che potrebbero ripetere o aggravare la crisi attuale. La sfida è dunque non solo quella di gestire l'emergenza in atto, ma anche di prepararsi a un futuro in cui le tempeste e le alluvioni potrebbero diventare un fenomeno sempre più frequente.

Fonte: El País Articolo originale

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