11 mar 2026

Allenatore di scuola superiore: 973 vittorie prima di essere licenziato?

Ron Naclerio, allenatore del team maschile di basket del Benjamin N. Cardozo High School a Queens, si apprestava a un'impresa senza precedenti: il record di vittorie nella storia dello stato di New York.

09 febbraio 2026 | 21:09 | 4 min di lettura
Allenatore di scuola superiore: 973 vittorie prima di essere licenziato?
Foto: The New York Times

Ron Naclerio, allenatore del team maschile di basket del Benjamin N. Cardozo High School a Queens, si apprestava a un'impresa senza precedenti: il record di vittorie nella storia dello stato di New York. Dopo quarantacinque anni al comando della squadra, il 68enne coach aveva ormai raggiunto 971 vittorie, a due sole partite dall'immensa cifra di 973, necessaria per superare il record di Jack Curran, ex allenatore del Archbishop Molloy. Tuttavia, un'altra sfida si profilava: la sua carriera era minacciata da un'inchiesta per reclutamento irregolare, che poteva portare al suo licenziamento. La situazione si era complicata quando, durante un incontro contro il John Bowne High School, gli agenti di sicurezza dell'istituto lo avevano espulso dall'impianto, nonostante un ordine di un giudice avesse permesso al coach di continuare a dirigere le partite. La tensione era al massimo, e il destino di Naclerio era incerto.

La vicenda si intrecciava con un'episodio drammatico: il coach, conscio del rischio di essere interrotto, aveva fatto un'incursione al 107esimo distretto di polizia di Queens per informare i vigili del suo status legale. Indossando il suo abituale uniforme di gara - pantaloni blu fluorescenti e una maglietta gialla del Cardozo - Naclerio aveva spiegato la situazione ai poliziotti, che avevano risposto con un gesto di comprensione, suggerendogli di chiamare il 911 in caso di ostacoli. La partita però non aveva rispettato i suoi sogni: il Cardozo aveva perso per un tiro da tre in un istante decisivo, e il record si era fermato. Gli agenti, nonostante la richiesta di Naclerio di restare presente, lo avevano allontanato, lasciandolo in un'altra stanza, un gesto che lo aveva profondamente colpito.

La carriera di Naclerio, però, era un'icona del basket newyorkese. Da oltre quattro decenni, il coach aveva guidato il Cardozo, diventando un simbolo di passione e dedizione. Due titoli di città, un record di 723 vittorie nel sistema scolastico pubblico newyorkese, e una fama che lo aveva reso un personaggio leggendario. Anche al Rucker Park, il celebre torneo estivo di Harlem, era stato noto come "The Teacher", un soprannome che rifletteva la sua capacità di ispirare e guidare i giovani. La sua storia era legata a Queens, dove era cresciuto e dove aveva studiato, e dove aveva trovato la sua vocazione. La sua famiglia, però, non era priva di contrasti: suo padre, un chirurgo famoso, aveva salvato la vita di Martin Luther King Jr., mentre sua madre era un'artista. Questi legami avevano plasmato la sua personalità, un mix di abbrivio e disciplina.

L'episodio del reclutamento era solo l'ultimo di una serie di tensioni. Naclerio aveva sempre sostenuto di non aver mai violato le regole, ma i suoi comportamenti, spesso estremi, lo avevano messo in conflitto con le autorità. In passato, aveva affrontato accuse simili, e ogni volta il suo avvocato, Tom Rome, aveva risolto la situazione con una battaglia legale. Questa volta, però, la situazione era diversa: il sindaco dell'istituto aveva ritenuto le accuse plausibili, e aveva retroattivamente sospeso Naclerio per la partita persa. La minaccia di licenziamento era reale, e la sua carriera, che aveva visto 93 giocatori andare in college, era a un bivio. La sua passione per il basket era evidente, ma la sua personalità, spesso volubile, aveva reso il suo rapporto con le istituzioni complesso.

La questione non riguardava solo il futuro di Naclerio, ma anche il ruolo degli allenatori nella scuola pubblica. Mentre la sua storia era un'eccezione, il caso metteva in luce le tensioni tra la passione per lo sport e le normative che ne regolano la pratica. I fan lo vedevano come un simbolo di resilienza, ma per gli amministratori, la sua figura rappresentava un dilemma: come conciliare il successo con le regole. Naclerio, però, non si sarebbe arreso. Il suo legame con il Cardozo, il luogo dove aveva iniziato a giocare e a insegnare, era indelebile. Anche se il record era sfuggito, la sua storia era un'altra pagina di un'epopea che avrebbe lasciato un segno indelebile nella memoria del basket newyorkese. La sua battaglia proseguiva, non solo per il suo lavoro, ma per la sua identità.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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