11 mar 2026

Abulia: il cervello si blocca

L'incapacità di agire quando si fronteggia un compito spiacevole è un fenomeno comune in molte condizioni psichiatriche, come la depressione, la schizofrenia e il morbo di Parkinson.

10 febbraio 2026 | 02:48 | 4 min di lettura
Abulia: il cervello si blocca
Foto: Focus

L'incapacità di agire quando si fronteggia un compito spiacevole è un fenomeno comune in molte condizioni psichiatriche, come la depressione, la schizofrenia e il morbo di Parkinson. Questo stato, noto come avolizione o abulia, si manifesta come un blocco totale delle decisioni e delle iniziative, rendendo impossibile compiere anche azioni semplici, come fare una chiamata telefonica, quando queste sono percepite come sgradevoli. Uno studio pubblicato su Current Biology ha recentemente svelato il meccanismo cerebrale che trasforma una scarsa motivazione in un vero e proprio freno all'azione, identificando due aree del cervello che interagiscono per creare questo blocco. La ricerca, condotta su macachi addestrati a svolgere compiti con ricompense, ha rivelato come un circuito specifico possa modulare la volontà di agire, offrendo nuove prospettive per il trattamento di disturbi psichiatrici.

L'esperimento ha coinvolto una serie di macachi che erano stati addestrati a eseguire due versioni dello stesso compito: in una, l'esecuzione garantiva una ricompensa, mentre nell'altra, lo svolgimento del compito era accompagnato da un soffio d'aria fastidioso sul muso. I risultati hanno mostrato che, quando i macachi erano chiamati a compiere un'azione senza alcun disagio, reagivano immediatamente. Tuttavia, di fronte al fastidio del soffio, esitavano o addirittura rinunciavano al compito, anche se la ricompensa era la stessa. Questo fenomeno ha messo in luce un meccanismo interno che blocca l'azione quando si percepisce un elemento stressante. Gli scienziati hanno quindi cercato di modificare una specifica connessione cerebrale che unisce due aree coinvolte nella motivazione: lo striato ventrale e il pallido ventrale. Dopo aver indebolito questa connessione, i macachi erano significativamente più propensi a affrontare il compito accompagnato dal soffio d'aria, indicando che il circuito in questione agisce come un freno motivazionale.

L'abulia non è un fenomeno isolato, ma un sintomo comune in diverse patologie psichiatriche. La depressione, ad esempio, è spesso accompagnata da una perdita di interesse per le attività quotidiane, mentre la schizofrenia può causare una ridotta capacità di iniziare o completare compiti. Il morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa, presenta sintomi come rigidità muscolare e tremori, ma anche una ridotta motivazione a muoversi. Questi disturbi condividono un'alterazione del circuito motivazionale, che il nuovo studio ha cercato di comprendere. La ricerca sugli animali rappresenta un passo importante per comprendere le basi biologiche di queste condizioni, poiché permette di osservare il funzionamento del cervello in situazioni controllate. Tuttavia, i risultati devono essere interpretati con cautela, poiché i meccanismi cerebrali umani potrebbero non essere completamente simili a quelli dei macachi.

Le implicazioni del lavoro sono significative, soprattutto nel campo della medicina e della psicologia. Gli autori del study ipotizzano che in futuro sia possibile intervenire sul meccanismo del freno motivazionale attraverso tecniche come la stimolazione cerebrale profonda o non invasiva, oppure con nuove terapie farmacologiche. Queste soluzioni potrebbero aiutare le persone affette da abulia a ripristinare la capacità di agire, anche quando le attività sono percepite come spiacevoli. Tuttavia, l'autore principale del lavoro, Ken-ichi Amemori, ha avvertito che indebolire eccessivamente il freno motivazionale potrebbe portare a comportamenti rischiosi o a una propensione eccessiva al rischio. Per questo motivo, è indispensabile una rigorosa validazione scientifica e un'attenta riflessione etica per determinare quando e come intervenire. La sfida è trovare un equilibrio tra la liberazione della motivazione e la protezione da azioni pericolose.

La ricerca offre anche spunti pratici per migliorare la motivazione quotidiana, un tema che spesso affrontiamo nella vita. L'importanza di mantenere la forza di volontà non è limitata ai disturbi psichiatrici, ma riguarda anche le scelte personali, come ad esempio la decisione di fare sport o seguire un piano di allenamento. L'attività fisica, ad esempio, non solo migliora la salute fisica, ma contribuisce anche a rafforzare la capacità di agire. Includere l'esercizio nella routine quotidiana, come andare al lavoro a piedi o in bicicletta, può aiutare a mantenere un'energia positiva. Inoltre, fissare obiettivi specifici e misurabili, come perdere tre chili entro febbraio, permette di procedere per piccoli passi, mantenendo la concentrazione e la motivazione. Condividere i propri propositi con chi ci sta vicino può anche aiutare a rimanere focalizzati sul raggiungimento degli obiettivi, evitando di abbandonare le scelte che richiedono impegno. Infine, è importante riflettere in modo lungimirante, evitando di fissare impegni troppo ambiziosi e concentrarsi su cambiamenti realizzabili, come un obiettivo semplice da raggiungere già entro gennaio. Queste strategie, sebbene semplici, possono giocare un ruolo cruciale nel superare la mancanza di motivazione, sia in contesti quotidiani che in situazioni più complesse.

Video correlati

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi