11 mar 2026

A bordo di un barco angulare nel fiume Nalón, un pesce minacciato più del lince

La notizia che ha scosso il mondo della pesca e la conservazione ambientale è emersa durante una notte fredda e oscura del dicembre scorso, lungo le acque del fiume Nalón, in Asturias.

25 febbraio 2026 | 07:33 | 5 min di lettura
A bordo di un barco angulare nel fiume Nalón, un pesce minacciato più del lince
Foto: El País

La notizia che ha scosso il mondo della pesca e la conservazione ambientale è emersa durante una notte fredda e oscura del dicembre scorso, lungo le acque del fiume Nalón, in Asturias. David Álvarez, un pescatore di Cudillero, 52 anni, ha registrato un record di pesca di angulas, un pesce che ha sempre rappresentato un simbolo di tradizione e sussistenza per le comunità locali. In quattro ore di lavoro, però, ha raccolto solo 20 grammi di angulas, un risultato che ha lasciato sgomento. "Non ci aspettavamo una notte così cattiva, ma nemmeno questa", ha detto Álvarez, esprimendo un senso di frustrazione. La notte era ideale per la pesca: pioggia, freddo, luna nuova e una oscurità totale. Tuttavia, la mancanza di angulas ha svelato un problema più ampio: il declino progressivo di questa specie, che ha visto ridursi drasticamente le sue popolazioni negli ultimi decenni. La situazione è così critica che la Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato l'angula come in "pericolo critico di estinzione", un riconoscimento che ha suscitato preoccupazione tra gli esperti e i pescatori.

La pesca delle angulas è un'arte antica, ma oggi si scontra con una realtà diversa. Il processo di cattura è estremamente delicato: Álvarez, con l'aiuto di cedazos, attrezzature manuali, segue una metodologia che richiede pazienza e precisione. La notte del 5 dicembre, però, gli strumenti non hanno dato risultati. L'angula, un pesce che attraversa migliaia di chilometri per raggiungere i fiumi europei, ha perso la sua capacità di arrivare in tempo. La sua migrazione, che parte dai Sargazosi, attraversa il mare Atlantico, si ferma nei fiumi e si conclude con la sua trasformazione in anguila plateata. Tuttavia, questa via è stata interrotta da diversi fattori: la costruzione di dighe e canali che bloccano il suo cammino, la contaminazione delle acque, il cambiamento climatico e l'impatto di parassiti come l'Anguillicola crassus, introdotto in Europa negli anni '80. "Tutto questo ha contribuito a farla scomparire", spiega Álvarez, che ha dedicato trent'anni alla pesca di questa specie. Il risultato è un calo drammatico: per ogni 100 angulas che arrivavano al mare del Nord negli anni '70, oggi ne arrivano solo 0,7.

Il contesto della crisi dell'angula si inserisce in un quadro complesso di interazioni tra natura e attività umana. La specie ha sempre suscitato curiosità e mistero: Aristotele credeva che nascesse dalle entraîne della Terra, mentre Freud tentò di dissecare anguilas in cerca di organi sessuali, senza successo. Questi miti hanno accompagnato la sua storia, ma oggi la scienza ha svelato la sua vera origine. L'angula, infatti, nasce nei Sargazosi, un'area del mare Atlantico, e si muove verso le coste europee, attraversando correnti oceaniche. Tuttavia, il suo viaggio non è più garantito. La costruzione di dighe e canali ha ridotto il 80% del suo habitat in Iberia, bloccando il suo percorso. Inoltre, la contaminazione delle acque e l'impatto del cambiamento climatico hanno alterato le correnti oceaniche, rendendo più difficile la sua migrazione. "Ogni regione ha le sue minacce", spiega Estibaliz Díaz, ricercatrice del centro AZTI. "In alcuni posti è la sovracattura, in altri la perdita di habitat." Questo mix di fattori ha reso l'angula un caso di estinzione a rischio, con conseguenze che coinvolgono non solo il settore pesca, ma anche la biodiversità europea.

L'analisi della situazione rivela una crisi che coinvolge diversi aspetti ambientali e economici. La sovracattura, la contaminazione, il cambiamento climatico e la perdita di habitat sono i principali fattori che hanno ridotto le popolazioni di angula. Tuttavia, la complessità del problema rende difficile individuare la causa principale. "Alcuni di questi fattori sono difficili da quantificare", sottolinea Díaz. "In un luogo, la sovracattura è il principale problema, in un altro la perdita di habitat." Le autorità europee hanno già chiesto la sospensione della pesca di angula, ma il settore pesca si oppone, sostenendo che la responsabilità non è solo loro. "Noi abbiamo la nostra responsabilità, ma è già stata castigata con i tagli", afferma Salvador Fernández, ex presidente della Cofradía de Cudillero. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, nonostante le restrizioni, le anguilas adulte continuano a essere catturate in quantità significative, con 60 tonnellate pescate nel 2024. Questo mostra che le misure attuali non sono sufficienti a salvaguardare la specie, che rimane in declino nonostante i tentativi di conservazione.

La chiusura del dibattito si focalizza su possibili soluzioni e il futuro della specie. Il governo spagnolo ha annunciato intenzioni di classificare l'angula come "in pericolo di estinzione" per il suo regolamento nazionale, ma diverse regioni, tra cui Asturias, Cantabria e Galicia, hanno rifiutato la proposta. Questo ha lasciato aperta la possibilità di proseguire la pesca, nonostante le evidenze scientifiche. "Se non si agisce, il rischio è che la specie si estingua", avverte Díaz. Per il pescatore Álvarez, la situazione è un segnale di allarme: "Quando ero bambino, c'erano barconi a migliaia per pescare angulas. Ora non ci sono più." La strada per la salvaguardia dell'angula richiede un impegno collettivo, ma il conflitto tra conservazione e economia sembra non trovare un compromesso. La specie, simbolo di una tradizione antica, rischia di scomparire, lasciando un vuoto nella cultura e nella natura che la ha sempre accompagnata.

Fonte: El País Articolo originale

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