58% delle grandi aziende spagnole usa già l'intelligenza artificiale
L'adozione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle aziende spagnole ha registrato un forte incremento nel 2025, segnando un importante passo avanti nel panorama tecnologico europeo.
L'adozione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle aziende spagnole ha registrato un forte incremento nel 2025, segnando un importante passo avanti nel panorama tecnologico europeo. Secondo un recente studio realizzato da UGT, il sindacato spagnolo, il 21,1% delle imprese con più di 10 dipendenti ha integrato l'IA nei propri processi, un aumento di nove punti percentuali rispetto al 2024. Questo dato, pubblicato nella settima edizione del rapporto "Digitalizzazione della empresa española", evidenzia una crescita significativa del settore, soprattutto nelle grandi aziende, dove il tasso di utilizzo è salito al 58,2%, un incremento di 13 punti rispetto al 2021. L'analisi del sindacato mette in luce come la Spagna si sia posizionata al di sopra della media dell'OCDE, rafforzando la sua leadership tecnologica in Europa. Questo progresso, però, non si limita solo al settore dell'IA: il rapporto sottolinea un complessivo miglioramento nella digitalizzazione delle imprese, con un aumento del 20,3% rispetto ai dati precedenti.
L'espansione dell'IA è stata particolarmente marcata in aziende di grandi dimensioni, che mostrano una maggiore capacità di adottare nuove tecnologie e di investire in infrastrutture digitali. Secondo i dati dell'Instituto Nacional de Estadística (INE), il 58,2% delle aziende con oltre 250 dipendenti ha utilizzato l'IA nel 2025, un incremento di 13 punti rispetto al 2021. Questo dato è accompagnato da un'accelerazione nella diffusione del software, che ha visto un aumento del 2,5 volte rispetto ai primi dati del 2021. Le piccole imprese, invece, mostrano un progresso più graduale, con un tasso di adozione che passa dal 3,5% del 2021 al 13,4% del 2025. Tuttavia, il sindacato sottolinea che il ritmo di crescita è stato più rapido negli ultimi anni, con un incremento di 13 punti tra il 2024 e il 2025, che segna un trend positivo. Questo fenomeno è stato attribuito a un mix di fattori, tra cui la disponibilità di strumenti tecnologici sempre più accessibili e una maggiore consapevolezza aziendale sulla potenzialità dell'IA.
Il contesto dell'aumento dell'adozione dell'IA in Spagna è legato a un quadro più ampio di trasformazione digitale in Europa. Secondo il rapporto, la Spagna ha superato la media dell'OCDE e si è posizionata al di sopra di Paesi tradizionalmente tecnologici come Irlanda e Portogallo. Il tasso di adozione del 20,3% rispetto alla media europea rappresenta un progresso significativo, specialmente considerando che il Paese ha registrato un aumento del 13 punti tra il 2024 e il 2025. Questo risultato è stato reso possibile grazie a un piano di investimenti pubblici, il Kit Digital, che ha destinato 1,356 miliardi di euro per la digitalizzazione delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. I dati del rapporto indicano che questi investimenti hanno giocato un ruolo cruciale nel accelerare la diffusione dell'IA, soprattutto in settori che richiedono una forte integrazione tecnologica. Tuttavia, il sindacato sottolinea che il progresso non si è tradotto in un miglioramento del mercato del lavoro, con un calo nella presenza di esperti in tecnologie informatiche.
L'analisi delle implicazioni di questa evoluzione rivela un contrasto tra l'adozione tecnologica e l'impatto sull'occupazione. UGT sottolinea che, nonostante l'incremento del 20,3% nel tasso di utilizzo dell'IA, il settore del lavoro non ha registrato un miglioramento corrispondente. Il sindacato osserva che le aziende stanno investendo soprattutto in infrastrutture e software, ma trascurando il ruolo delle persone. Questo fenomeno si traduce in un calo del 2,5% nel numero di aziende grandi che dispongono di professionisti in tecnologie informatiche, un dato che preoccupa il sindacato. Inoltre, il rapporto rileva che il 79% delle imprese non utilizza l'IA, con motivi principali legati alla mancanza di competenze, ai problemi di privacy e ai costi elevati. Questi dati sollevano interrogativi sull'equilibrio tra innovazione e inclusione, soprattutto in un contesto in cui la tecnologia continua a modificare radicalmente il mercato del lavoro.
La chiusura del rapporto di UGT sottolinea la necessità di una strategia più equilibrata per affrontare le sfide della digitalizzazione. Il sindacato ritiene che il progresso tecnologico non debba escludere il ruolo del personale, ma anzi dovrà integrare le competenze umane con le innovazioni digitali. L'obiettivo è quello di creare un modello di sviluppo che non abbandoni i lavoratori, ma li coinvolga attivamente nel processo di trasformazione. Tra i prossimi passi, UGT propone una maggiore attenzione alle formazioni professionali e alla creazione di un ambiente in cui le aziende possano sfruttare appieno il potenziale dell'IA senza compromettere la stabilità del mercato del lavoro. Questo approccio, se adottato, potrebbe permettere a Spagna di consolidare la sua posizione di leadership tecnologica, mentre si garantisce un futuro più giusto e sostenibile per i lavoratori.
Fonte: El País Articolo originale
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