Zelensky: Putin ha fallito la guerra, non ha vinto
A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, il continente europeo si riunisce a Kiev per riaffermare il sostegno incondizionato al Paese.
A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, il continente europeo si riunisce a Kiev per riaffermare il sostegno incondizionato al Paese. In un clima di tensione e di riflessione, leader come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno espresso il loro impegno per una pace giusta e duratura. Tuttavia, la situazione non è priva di contraddizioni: il leader unghero Viktor Orbán ha espresso sostegno al presidente russo Vladimir Putin, un gesto che ha suscitato preoccupazione in gran parte dell'Europa. Intanto, a Mosca un uomo ha fatto esplodere un ordigno vicino a un'auto della polizia, uccidendo due agenti. Questi eventi segnano un momento cruciale per la crisi ucraina, che ha già visto migliaia di vittime e un impatto devastante su interi territori.
La guerra, che ha visto scambi di colpi notturni tra le forze russe e ucraine, continua a essere un tema centrale. Dopo un'intera notte di attacchi, l'Aeronautica militare ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato 133 droni a lungo raggio e un missile balistico Iskander-M. Circa 90 di questi droni erano kamikaze, ma le difese ucraine hanno neutralizzato 111 unità in diverse regioni del Paese. Altri 19 droni e il missile balistico non sono stati intercettati, colpendo sedici località non specificate. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che alcuni droni russi risultano ancora in volo. La Russia, da parte sua, ha dichiarato di aver abbattuto 103 droni ucraini durante la notte, evidenziando la complessità di un conflitto che non mostra segni di distanza.
Il contesto di questa crisi risale al 24 febbraio 2022, quando Mosca ha lanciato un'invasione di larga scala sull'Ucraina, un atto che ha scosso l'opinione pubblica mondiale e ha acceso le tensioni tra l'Occidente e la Russia. Negli anni seguenti, il conflitto ha visto l'Ucraina resistere con determinazione, nonostante le perdite umane e materiali. Il presidente Zelensky, in un'intervista al Financial Times, ha sottolineato che la Russia non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi, un'affermazione che ha trovato eco in altre dichiarazioni di leader europei. Macron, ad esempio, ha definito la guerra un "triplo fallimento" per la Russia, evidenziando i danni militari, economici e strategici subiti dal Cremlino. Queste posizioni riflettono una convergenza di opinioni sull'insuccesso del piano russo e sull'importanza di un'azione collettiva per garantire la sicurezza dell'Ucraina.
Le implicazioni di questa crisi si fanno sempre più evidenti. La Russia, pur avendo conquistato solo l'1% del territorio ucraino, ha subito perdite umane senza precedenti, con oltre 1,2 milioni di soldati feriti o uccisi. Queste cifre mettono in luce la fragilità del piano militare russo e la sua incapacità di raggiungere gli obiettivi iniziali. Al tempo stesso, l'Ucraina ha dimostrato una resilienza straordinaria, riconquistando terreno in alcune aree e mantenendo la sua indipendenza. La collaborazione tra l'Europa e l'Ucraina, però, non è priva di sfide. Orbán, che si schiera con Putin, rappresenta un'eccezione al consenso generale, un segnale di divisione che potrebbe influenzare le dinamiche internazionali. La guerra, inoltre, ha rafforzato l'unità della NATO e ha messo in evidenza la necessità di un impegno condiviso per il futuro dell'Europa.
La chiusura di questa vicenda si presenta con una combinazione di determinazione e incertezza. Il presidente ucraino Zelensky ha riaffermato il desiderio di una pace giusta, ma ha anche sottolineato che "non abbiamo bisogno di una pausa, abbiamo bisogno della fine della guerra". Queste parole riflettono la volontà di non cedere alle pressioni di un cessate il fuoco che potrebbe essere utilizzato da Mosca per rafforzare le sue forze. Gli europei, però, continuano a sostenere l'Ucraina, con un piano che include aumenti di pressione sulla Russia e un impegno duraturo per il sostegno militare e finanziario. La strada verso una soluzione definitiva appare ancora lunga, ma la determinazione dell'Ucraina e del suo alleato europeo sembra essere un fattore chiave per il futuro del continente. La guerra, pur rimanendo un trauma, ha anche rafforzato i legami tra i Paesi europei, un risultato che potrebbe influenzare le politiche internazionali a lungo termine.
Fonte: Repubblica Articolo originale
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