11 mar 2026

Zelensky non intende riparare il tubo che serve l'Ungheria e minaccia Orban

Le tensioni attorno all'oléoduc Druzhba, che trasporta petrolio russo verso l'Ungheria e la Slovacchia dopo aver attraversato l'Ucraina, hanno raggiunto un livello senza precedenti il 5 marzo.

06 marzo 2026 | 01:30 | 5 min di lettura
Zelensky non intende riparare il tubo che serve l'Ungheria e minaccia Orban
Foto: Le Monde

Le tensioni attorno all'oléoduc Druzhba, che trasporta petrolio russo verso l'Ungheria e la Slovacchia dopo aver attraversato l'Ucraina, hanno raggiunto un livello senza precedenti il 5 marzo. La crisi si è intensificata a causa del conflitto politico e finanziario tra Kiev e Budapest, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha minacciato pubblicamente il primo ministro ungherese Viktor Orbán. La causa del contendere è il blocco da parte dell'Ungheria di un prestito europeo di 90 miliardi di euro destinato all'Ucraina, giustificato dal ritardo nella riparazione dell'oléoduc danneggiato il 27 gennaio da un attacco russo. Zelensky ha espresso preoccupazione per il ritardo nella riparazione dell'infrastruttura strategica, che potrebbe compromettere la sicurezza energetica dell'Ucraina. Il leader ucraino ha anche sottolineato che il blocco del finanziamento potrebbe mettere a rischio la capacità del Paese di difendersi, con un tono che ha lasciato intendere un possibile confronto diretto con Orbán. La situazione si è ulteriormente complicata quando Zel, in un comizio pubblico, ha rivelato la posizione dell'oléoduc e ha espresso un'opinione personale sull'importanza di non permettere ai russi di utilizzarlo.

La decisione dell'Ungheria di bloccare il prestito europeo ha suscitato reazioni forti da parte dell'Ucraina, che ha visto nel blocco un atto di collaborazione con la Russia. Zelensky ha espresso la sua frustrazione per il ritardo nella riparazione dell'oléoduc, che potrebbe essere completata entro un mese e mezzo, ma ha preferito non permetterne la riparazione, affermando che si tratta di un "petrolio russo" e che alcuni principi non hanno prezzo. Queste parole hanno rivelato una profonda tensione tra le due nazioni, con l'Ucraina che vede nell'Ungheria un alleato strategico e un potenziale collaboratore con la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha cercato di rassicurare l'Ucraina, sottolineando che l'Ungheria non intende ostacolare i finanziamenti per la difesa ucraina, ma ha espresso preoccupazione per il ritardo nella riparazione dell'oléoduc. Questa situazione ha creato un clima di incertezza, con il rischio di un impatto negativo sulla sicurezza energetica dell'Ucraina e sulla stabilità del continente europeo.

L'oléoduc Druzhba è stato un elemento chiave della strategia energetica russa, trasportando ogni anno milioni di tonnellate di petrolio verso l'Europa attraverso l'Ucraina. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, il Paese ha cercato di interrompere il trasporto del petrolio russo, ma l'oléoduc è rimasto un'infrastruttura cruciale per il flusso di energia. La sua distruzione nel gennaio 2022 ha messo in evidenza la dipendenza dell'Europa da fonti di energia estere, spingendo i Paesi a cercare alternative. Tuttavia, la situazione si è complicata quando l'Ungheria, a causa della sua posizione geografica e delle sue relazioni economiche con la Russia, ha deciso di mantenere l'oléoduc in funzione. Questo ha suscitato proteste da parte dell'Ucraina, che ha visto nell'Ungheria un partner che non rispetta i principi di solidarietà e supporto. La questione dell'oléoduc è quindi diventata un simbolo del conflitto tra le esigenze energetiche dell'Europa e le posizioni politiche dei singoli Stati membri.

L'impatto di questa crisi si estende ben al di là delle relazioni tra Ucraina e Ungheria, coinvolgendo l'intero contesto energetico europeo. L'Unione Europea ha affrontato una crisi energetica senza precedenti, con la dipendenza dal petrolio russo che ha costretto i Paesi a cercare alternative. Tuttavia, la decisione dell'Ungheria di mantenere l'oléoduc in funzione ha messo in discussione la capacità dell'UE di unificare le politiche energetiche. L'UE ha espresso preoccupazione per la posizione dell'Ungheria, ritenendo che il blocco del finanziamento possa danneggiare la sicurezza energetica dell'Ucraina e mettere a rischio la stabilità del continente. Al contempo, l'Ungheria ha sottolineato la sua necessità di mantenere i rapporti commerciali con la Russia, un'importante fonte di reddito per il Paese. Questa situazione ha evidenziato le sfide dell'UE nel trovare un equilibrio tra le esigenze economiche dei singoli Stati e le strategie comuni. La riparazione dell'oléoduc è diventata un simbolo di questo conflitto, con conseguenze che si estendono a livello internazionale.

La crisi dell'oléoduc Druzhba rappresenta un punto di svolta nella relazione tra l'Ucraina e l'Ungheria, con implicazioni che potrebbero influenzare la politica energetica dell'UE. L'Ucraina ha espresso la sua frustrazione per la mancata collaborazione con l'Ungheria, mentre l'Ungheria ha cercato di difendere le sue scelte economiche. Il governo europeo ha ritenuto necessario interventi per risolvere la situazione, ma la mancanza di un accordo tra le parti ha reso il processo complicato. La prossima fase potrebbe vedere l'UE cercare di mediare tra le due nazioni, ma la situazione rimane delicata. L'Ucraina potrebbe dover fare i conti con la sua dipendenza da fonti di energia estere, mentre l'Ungheria dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte politiche. La crisi ha messo in evidenza la complessità dei rapporti internazionali e la sfida di trovare un equilibrio tra interessi nazionali e obiettivi comuni. La situazione rimane in bilico, con il rischio che le tensioni possano continuare a crescere, influenzando il futuro dell'Europa e della sua politica energetica.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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