11 mar 2026

WhatsApp denuncia tentativo Russia di bloccare completamente servizi

La Russia ha annunciato il blocco di WhatsApp, l'applicazione di messaggistica più popolare nel paese, a causa della sua "réticence" a rispettare le leggi russe.

12 febbraio 2026 | 15:27 | 4 min di lettura
WhatsApp denuncia tentativo Russia di bloccare completamente servizi
Foto: Le Monde

La Russia ha annunciato il blocco di WhatsApp, l'applicazione di messaggistica più popolare nel paese, a causa della sua "réticence" a rispettare le leggi russe. La decisione, annunciata il 12 febbraio, è stata confermata dal portavoce della Presidenza russa, Dmitri Peskov, che ha spiegato che la misura è stata adottata per contrastare la mancata collaborazione dell'azienda americana con le normative locali. L'evento si colloca in un contesto di crescente tensione tra Mosca e i servizi di messaggistica internazionali, che vengono accusati di non permettere un controllo sufficiente sulle comunicazioni dei cittadini. Il blocco di WhatsApp rappresenta un ulteriore passo nella strategia russa di ridurre l'accesso a piattaforme estere, promuovendo al loro posto applicazioni locali gestite dallo Stato. Questa mossa ha suscitato preoccupazioni internazionali, soprattutto per il rischio di limitare la libertà di espressione e la privacy dei cittadini.

Il governo russo ha dichiarato che il blocco di WhatsApp è stato deciso per rispondere al rifiuto dell'azienda di conformarsi alle leggi russe, in particolare quelle relative alla sorveglianza delle comunicazioni e alla gestione dei dati. Secondo le autorità, l'azienda non ha fornito agli operatori di telecomunicazione russi l'accesso necessario per monitorare i messaggi, un requisito che Mosca ha sempre ritenuto indispensabile per prevenire attività illegali, tra cui terrorismo e spionaggio. WhatsApp, attraverso la sua filiale Meta, ha respinto le accuse, sottolineando che la decisione di bloccare l'app non è stata presa da un'unica entità ma da una serie di azioni coordinate. L'azienda ha anche ribadito il suo impegno a proteggere la privacy degli utenti, affermando che il blocco potrebbe ridurre la sicurezza dei cittadini russi. Inoltre, WhatsApp ha espresso preoccupazione per il fatto che il blocco possa essere utilizzato per limitare la libertà di comunicazione e aumentare la censura.

Il contesto del blocco di WhatsApp è legato a una serie di misure simili adottate da Mosca nei confronti di altre piattaforme di messaggistica, tra cui Telegram. Il 10 febbraio, il regolatore russo aveva annunciato nuove restrizioni su Telegram, accusandolo di non rispettare le leggi del paese per non aver fatto abbastanza per prevenire l'uso dell'app a fini terroristici. Telegram, fondato dal russo Pavel Durov, che ha acquisito la cittadinanza francese, è uno dei due servizi di messaggistica più utilizzati in Russia, insieme a WhatsApp. Tuttavia, entrambi i servizi hanno visto ridotte le loro funzionalità negli ultimi mesi, con le chiamate video e la creazione di nuovi account che risultano quasi impossibili da utilizzare. Durov ha criticato le azioni del governo russo, accusandolo di cercare di "forzare i cittadini a migrare verso un'app contrapposta allo Stato, progettata per la sorveglianza e la censura politica". Le autorità russe, però, hanno sottolineato che il blocco di WhatsApp non è completamente efficace, poiché molti utenti continuano a utilizzarlo attraverso metodi alternativi.

Le implicazioni del blocco di WhatsApp sono profonde, sia per la privacy dei cittadini che per la libertà di espressione. L'accesso a una piattaforma di messaggistica che garantisce la crittografia end-to-end ha permesso a milioni di russi di comunicare in modo sicuro, un aspetto che il governo russo ha cercato di limitare per controllare le informazioni circolanti nel paese. La decisione di bloccare WhatsApp potrebbe ridurre la capacità dei cittadini di proteggere le proprie conversazioni da intercettazioni, aumentando il rischio di violazioni della privacy. Inoltre, la mossa ha suscitato critiche da parte di alcuni gruppi, tra cui i soldati che utilizzano l'app per comunicare in modo sicuro. L'alternativa promossa da Mosca, Max, una messageria sviluppata da VK, non è ancora riuscita a competere con WhatsApp, nonostante venga presentata come un'alternativa completa che integra servizi governativi e commerciali. Questo contrasto tra una piattaforma estera che garantisce la privacy e un'app locale che non la protegge ha sollevato interrogativi su come la Russia intenda gestire il controllo delle comunicazioni nel futuro.

La situazione potrebbe evolversi in modo significativo nel prossimo futuro, soprattutto se il governo russo riuscirà a convincere i cittadini a migrare verso Max o altre applicazioni locali. Tuttavia, la resistenza dei utenti a abbandonare WhatsApp, nonostante i blocchi, indica che la volontà di proteggere la privacy e la libertà di comunicazione è forte. Inoltre, la decisione di bloccare WhatsApp potrebbe avere conseguenze internazionali, soprattutto se l'Unione Europea o gli Stati Uniti decidessero di intervenire per sostenere la protezione dei diritti digitali. La Russia, però, ha sempre sottolineato che le sue azioni sono giustificate dal bisogno di mantenere l'ordine pubblico e prevenire minacce esterne. La questione rimane quindi un equilibrio tra la tutela della sicurezza nazionale e la difesa della libertà individuale, un tema che potrebbe continuare a essere al centro delle discussioni politiche e giuridiche a livello globale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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