11 mar 2026

Washington sfida Cina in America Latina

Nel 1999, durante la stagione della rivoluzione bolivariana, il presidente venezuelano Hugo Chávez intraprese un viaggio internazionale a Pechino, cercando di rafforzare i legami economici.

10 gennaio 2026 | 08:45 | 2 min di lettura
Washington sfida Cina in America Latina
Foto: El País

Nel 1999, durante la stagione della rivoluzione bolivariana, il presidente venezuelano Hugo Chávez intraprese un viaggio internazionale a Pechino, cercando di rafforzare i legami economici. L'obiettivo era quello di incrementare il flusso di petrolio dalla Faja del Orinoco, stimolare investimenti nel settore energetico e promuovere la collaborazione tra la Venezuela e l'economia cinese. "Chiediamo a Cina di proseguire con i suoi sforzi per garantire che il mondo non venga governato da un'unica forza che impose regole a tutti", dichiarò Chávez. La relazione tra le due nazioni si consolidò ulteriormente negli anni successivi, alimentata da una comune ambizione per la crescita economica e dalla necessità di trovare nuove fonti energetiche.

L'espansione del ruolo della Cina nella regione fu evidente dal 2009 al 2015, quando la popolazione cinese decise di investire in infrastrutture e settori cruciali come l'energia. In questo periodo, la Cina erogò quasi 60.000 milioni di dollari a Venezuela tramite prestiti, secondo le stime dell'Inter-American Dialogue e del Boston University Global Development Policy Center. La crescente tensione tra il governo venezuelano e gli Stati Uniti, che in seguito si intensificò con l'intervento di Donald Trump, favorì la crescita della presenza cinese in America Latina.

Sebbene Venezuela sia stata sempre un partner chiave per il governo cinese, l'aggressione di Donald Trump contro il paese ha lasciato un segno importante sulla scena globale. L'invasione del governo americano a Caracas, giustificata da Washington con la necessità di "impedire i nemici dalla regione" si è rivelata una seria minaccia per gli interessi cinesi che hanno consolidato la propria presenza nel paese in questi anni. La crisi venezuelana ha aperto le porte a nuove dinamiche geopolitiche.

La Cina si configura come il principale socio commerciale, fornitore di armamenti e leader diplomatico per Venezuela, con un'enorme cifra di prestiti per affrontare la crescente pressione economica. Un altro fattore chiave è la necessità di saldare la gigantesca somma di debiti che ha mantenuto con la Cina. Si stima che il totale debito sia compreso tra 10.000 e 15.000 milioni di dollari. La crisi venezuelana, quindi, si presenta come uno scenario in cui le superpotenze globali si scontrano per dominare i nuovi scenari.

Fonte: El País Articolo originale

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