11 mar 2026

Vox falla in Euskadi

In Euskadi, la destra estrema non ha trovato terreno fertile grazie a un forte senso di identità vasca, istituzioni robuste e un'alternativa sinistra che riduce la polarizzazione.

23 febbraio 2026 | 07:19 | 5 min di lettura
Vox falla in Euskadi
Foto: El País

La crescente diffusione della destra estrema in Spagna ha visto Euskadi emergere come un'eccezione, grazie a una minore polarizzazione politica e al rifiuto del nazionalismo spagnolo e del neofranquismo, secondo un'analisi condotta da esperti come Sonia Alonso e Matthias Scantamburlo. I dati rivelano una netta differenza rispetto al resto del paese: mentre Vox ha ottenuto il 12,4% dei voti alle elezioni generali del 2023, in Euskadi il suo consenso scende al 2,9%, e nelle elezioni autonómiche si riduce ulteriormente al 2%, con il 74,4% dei vascosi che esclude definitivamente il partito. Questo scenario contraddistingue la regione, dove la politica non è considerata una delle principali preoccupazioni, né la fiducia nei partiti è così bassa come nel resto della Spagna. La situazione è ulteriormente sostenuta da una forte identificazione con l'identità vasca, che ha ridotto il margine per movimenti di estrema destra. Questi elementi, secondo gli esperti, hanno limitato l'impatto di Vox, nonostante il partito abbia tentato di infiltrarsi nella regione attraverso campagne che mescolano temi di identità nazionale e preoccupazioni per l'immigrazione.

Vox, pur non riuscendo a guadagnare consensi significativi, continua a cercare di radicarsi in Euskadi, soprattutto in Álava, dove ha un unico deputato in una camera di 75 membri. La strategia del partito si basa su slogan come "En 2039 habrá más extranjeros que vascos", una campagna che mira a sfruttare le ansietà sull'immigrazione, ma che non ha trovato un'eco sufficiente tra i vascosi. L'ultimo tentativo di Vox è stato un evento a Vitoria, che ha suscitato una contramanifestazione da parte di Gazte Koordinadora Socialista (GKS), le giovanili comuniste radicali scisse da Bildu, e ha portato alla sospensione delle lezioni all'università, una misura contestata dal corpo docente. Questo episodio evidenzia la resistenza del movimento studentesco e delle istituzioni locali a permettere il proliferare di ideologie di destra. Braulio Gómez, direttore del Deustobarómetro, ha sottolineato come la fiducia nei governi vaschi, tra i più elevati d'Europa, abbia contribuito a limitare l'arrivo di partiti estremi, poiché i cittadini non vedono nella politica un fattore di incertezza, ma una garanzia di stabilità.

Il contesto politico di Euskadi è caratterizzato da una forte istituzionalizzazione, che ha permesso la nascita di partiti come la sinistra abertzale, in grado di competere con il PNV e offrire un'alternativa a destra. Questo equilibrio ha ridotto la polarizzazione, facendo sì che il 82% dei vascosi si collochi al centro-izquierda, mentre solo il 9% è a destra. La normalizzazione di istituzioni locali e la crescita di forze politiche che promuovono valori sociali e umanisti hanno spostato il focus dei cittadini da questioni identitarie a preoccupazioni economiche e sociali. Per esempio, i giovani vascosi, pur mostrando una maggiore inclinazione a destra rispetto alla media (12,8% contro il 9%), si concentrano su temi come lavoro, casa e welfare, piuttosto che su questioni etniche o nazionali. Questo atteggiamento, secondo gli esperti, ha reso difficile per Vox trovare un'area di consenso, nonostante il partito abbia cercato di sfruttare le ansietà legate all'immigrazione.

L'analisi degli esperti sottolinea come la resistenza alla destra estrema in Euskadi sia radicata in una combinazione di fattori. In primo luogo, la forte identificazione con l'identità vasca, che si traduce in una maggiore fiducia nei partiti e nelle istituzioni. In secondo luogo, la normalizzazione delle forze politiche locali, che hanno ridotto lo spazio per movimenti radicali. Inoltre, il governo vasco, guidato da Imanol Pradales, ha adottato misure come la pubblicazione della nazionalità dei reati, una strategia che mira a combattere i falsi miti circolati da Vox. Queste iniziative, però, non sono state accolte in modo univoco, con il governo centrale che ha criticato l'approccio. La presenza di partiti come Bildu, che ha trasformato la sua agenda da un'alternativa radicale a una forza socialdemocratica, ha ulteriormente ridotto le possibilità per Vox di guadagnare terreno. Inoltre, la diffusione di valori umanisti e la distanza da ideologie neofranquiste hanno reso difficile per il partito trovare un'identità politica accettabile tra i vascosi.

La prospettiva futura per Vox in Euskadi sembra limitata, sebbene il partito non abbandoni i tentativi di infiltrazione. Tuttavia, la regione è diventata un laboratorio di dinamiche politiche complesse, dove la destra estrema non ha trovato un'area di consenso. Al tempo stesso, il fenomeno di Aliança Catalana, un partito nazionalista e di destra che ha guadagnato terreno in Catalogna, ha mostrato come il nazionalismo minoritario possa generare nuove forme di radicalismo. In Euskadi, però, la presenza di istituzioni forti e la diffusione di valori sociali hanno reso difficile per Vox trovare un'identità politica accettabile. La sinistra abertzale, con il suo approccio socialdemocratico, ha ulteriormente ridotto lo spazio per movimenti estremi, mentre il governo vasco continua a promuovere una politica che privilegia la stabilità e la coesione sociale. Queste dinamiche, secondo gli esperti, hanno reso Euskadi un'eccezione nel contesto spagnolo, dove la destra estrema ha trovato terreno fertile.

Fonte: El País Articolo originale

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