11 mar 2026

Vincenzo Schettini salta Sanremo per il caso Gazzoli

Niente ospitata il prof youtuber Vincenzo Schettini al Festival di Sanremo. O forse no. La Rai smentisce le indiscrezioni sulla marcia indietro e conferma la sua partecipazione alla serata di oggi.

27 febbraio 2026 | 19:00 | 5 min di lettura
Vincenzo Schettini salta Sanremo per il caso Gazzoli
Foto: La Stampa

Niente ospitata il prof youtuber Vincenzo Schettini al Festival di Sanremo. O forse no. La Rai smentisce le indiscrezioni sulla marcia indietro e conferma la sua partecipazione alla serata di oggi. L'iniziale retromarcia sembrava essere maturata dopo le polemiche nate negli ultimi giorni dopo l'intervista rilasciata al podcast BSMNT di Gianluca Gazzoli. "Stasera sul palco dell'Ariston ci sarà Vincenzo Schettini per parlare di disagio e di dipendenze giovanili - ha annunciato Claudio Fasulo, vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai -. Sarà con noi e con Carlo Conti con la sua capacità di parlare a target giovani, ed è per questo che la presidenza del Consiglio ha avviato una collaborazione con lui. Sarà qui con noi per aiutarci specialmente a parlare di dipendenza digitale, ci piace usare il vettore Sanremo per toccare temi sociali importanti". La decisione di includere Schettini nel programma del Festival, però, non è passata inosservata. Tra i commenti dei giornali e delle reti sociali, si sono susseguiti dibattiti su come un docente che ha sperimentato un modello educativo innovativo possa integrarsi in un contesto così tradizionale come il Sanremo, dove la musica e la cultura popolare dominano. La Rai, però, ha sottolineato che la partecipazione di Schettini non è solo una scelta artistica ma un'azione intesa a rafforzare il ruolo del Festival come spazio di confronto su temi contemporanei, tra cui la gestione del tempo, la salute mentale e l'uso responsabile dei social media.

Le polemiche che hanno portato al dibattito sull'eventuale partecipazione di Schettini nascono da una serie di dichiarazioni rilasciate durante un podcast, dove il docente ha sostenuto l'idea di una scuola ibrida che combini lezioni in classe con contenuti digitali a pagamento. "La buona cultura non deve essere in vendita?" ha chiesto Schettini, sollevando interrogativi su come la didattica possa evolversi in un'epoca in cui la digitalizzazione ha trasformato il rapporto tra insegnanti e studenti. Le sue parole, però, sono state interpretate come un invito a una forma di commercializzazione dell'istruzione, un tema che ha suscitato critiche da parte di alcuni ex allievi, che lo hanno accusato di aver dato voti più alti in cambio di visualizzazioni. Schettini ha sempre negato queste accuse, sostenendo che i suoi video, che spesso vengono condivisi online, non sono mai stati oggetto di segnalazioni formali da parte dell'ufficio scolastico regionale. Tuttavia, il dibattito ha creato tensioni, tanto che lo stesso docente ha ammesso di sentirsi turbato e di aver deciso, nella notte di domenica, di cancellare alcuni video delle lezioni registrate in classe.

Vincenzo Schettini, nato a Lecce nel 1980, è un docente e divulgatore scientifico noto per il suo progetto di lezioni online intitolato "La Fisica che ci piace". Il progetto, che si basa su un approccio didattico interattivo e accessibile, ha riscosso un notevole successo tra gli studenti e i curiosi, grazie alla capacità di spiegare concetti complessi in modo semplice e divertente. Tuttavia, negli ultimi anni, il suo lavoro è stato oggetto di critiche da parte di alcuni ex allievi, che lo hanno accusato di aver privilegiato la visibilità su Internet rispetto all'equità nel giudizio. Schettini, però, ha sempre sostenuto che le sue lezioni non sono mai state messe a disposizione del pubblico senza un chiaro accordo con gli studenti, e che i video condivisi online sono solo un modo per aiutare chi non può partecipare alle lezioni in classe. La sua posizione, però, non ha placato i dubbi di chi teme che un sistema educativo basato sulle visualizzazioni possa ridurre la qualità dell'istruzione, soprattutto in un'epoca in cui la competizione per l'attenzione degli studenti è sempre più forte.

La partecipazione di Schettini al Festival di Sanremo non è solo un evento singolo ma un riflesso di un dibattito più ampio su come l'istruzione possa adattarsi ai nuovi tempi. L'idea di una scuola ibrida, che combina lezioni in classe con contenuti digitali, è un tema che ha guadagnato terreno negli ultimi anni, ma si accompagna a una serie di interrogativi etici. Chi decide cosa è accessibile e cosa no? Chi guadagna da questa convergenza tra istruzione e digitale? Schettini, con la sua proposta, ha sollevato queste domande, ma ha anche evidenziato una contraddizione: se la cultura non dovrebbe essere in vendita, come può un docente sperimentare un modello che permette di monetizzare la propria attività didattica? La sua esperienza, però, è un esempio di come un insegnante possa cercare di bilanciare l'innovazione con la responsabilità, un equilibrio che non è sempre facile da trovare. L'importanza del suo intervento al Sanremo non sta solo nel tema che presenterà, ma nel fatto che un docente che ha sperimentato un modello diverso possa trovare un'audience più ampia e discutere i problemi dell'educazione in un contesto che non è solo accademico.

La decisione di Schettini di ripubblicare i video delle lezioni cancellati segna un passo importante nel suo percorso. Dopo aver ammesso di sentirsi turbato dalle polemiche, ha dichiarato che i 104 video salvati rappresentano "gli anni migliori" della sua carriera. Questi video, che avevano un'importanza non solo per gli studenti assenti ma anche per chi voleva approfondire un argomento, saranno rilasciati gradualmente, con l'intenzione di farli conoscere a un pubblico più ampio. Questo gesto, però, non è solo un atto di riconciliazione con chi lo ha criticato, ma anche un invito a riflettere su come l'istruzione possa essere accessibile a tutti, senza limiti di tempo o spazio. Schettini ha riconosciuto che il dibattito attorno al suo lavoro è inevitabile, ma ha anche sottolineato che il suo obiettivo è sempre stato quello di insegnare, non di guadagnare. L'esperienza del Festival di Sanremo, quindi, rappresenta una svolta: un momento in cui un docente, attraverso una piattaforma che non è tradizionale, riesce a parlare di temi sociali e di educazione in modo nuovo e coinvolgente. Il futuro di Schettini, però, dipenderà anche da come il pubblico e le istituzioni saranno in grado di accogliere un modello educativo che sembra essere al tempo stesso innovativo e controverso.

Fonte: La Stampa Articolo originale

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