11 mar 2026

Viminale condanna Spin Time a 21 milioni: edificio deve essere sgomberato

La giudice Canonaco ha condannato il Viminale a risarcire 21 milioni a InvestiRE per l'occupazione illegale di un immobile da 10 anni. La sentenza punta un dito contro il ritardo nell'espulsione, che ha generato danni economici e acceso un dibattito politico.

20 febbraio 2026 | 21:11 | 4 min di lettura
Viminale condanna Spin Time a 21 milioni: edificio deve essere sgomberato
Foto: RomaToday

La giudice Assunta Canonaco ha stabilito un risarcimento di oltre 21 milioni e 180 mila euro, a cui si aggiungono quasi 207 mila euro mensili a partire da gennaio 2026, a favore di InvestiRE Sgr, proprietaria dell'edificio in via di Santa Croce in Gerusalemme occupato da Action dal 2013. La sentenza, emessa il 18 dicembre scorso e notificata di recente, punta un dito diretto sul Viminale, accusato di non aver eseguito l'ordine di sgombero emesso dal giudice. La società, gestita da Banca Finnat, ha subìto un danno economico significativo a causa del prolungato ritardo nell'espulsione degli occupanti, che hanno trasformato lo stabile in un centro culturale e sociale. L'occupazione, nota come "Spin Time Labs", vede la presenza di 400 persone di diverse nazionalità, con attività che spaziano da corsi e spettacoli a un'osteria a pagamento. La decisione della giudice mette in difficoltà il ministro Matteo Piantedosi, esponente della Lega, che ha inasprito le pene per l'occupazione illegale, obbligandolo a intervenire prima che i costi risarcitori aumentino ulteriormente.

La sentenza ha riconosciuto al ministero dell'Interno un obbligo di esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo emesso nel 2013, che non è mai stato rispettato. Secondo la giudice, il ritardo nell'azione del Viminale ha generato un danno economico diretto, nonostante l'occupazione sia stata compiuta da soggetti terzi. La sentenza ha chiarito che il ministero non è responsabile dell'atto illegale, ma deve garantire l'esecuzione delle misure legali. L'occupazione, che si è protratta per quasi un decennio, ha avuto conseguenze significative per la società proprietaria, che ora dovrà affrontare un risarcimento che potrebbe superare i 23 milioni di euro entro un anno. I costi si accumulano ogni mese, con un aggiornamento al 2024 che ha già raggiunto un mezzo milione di euro. La sentenza ha anche liquidato le spese di giudizio per 108 mila euro, sottolineando la gravità del caso.

L'occupazione di via di Santa Croce in Gerusalemme non è un fenomeno isolato, ma parte di una serie di contesti simili in Italia. Da anni, il quartiere romano ha visto l'insediamento di gruppi di persone che si sono appropriati di immobili abbandonati o inutilizzati, trasformandoli in spazi culturali e sociali. L'occupazione di "Spin Time" ha sempre suscitato reazioni contrastanti: da un lato, una parte della città ha visto in esso un'opportunità per il dibattito pubblico e la cultura, dall'altro, il governo ha considerato un atto illegale che danneggia la legalità. Il movimento di resistenza ha coinvolto partiti di sinistra, centri sociali e associazioni, che hanno mobilitato le forze per impedire lo sgombero. L'ultimo episodio, il 10 gennaio, ha visto l'organizzazione di un evento collettivo, "Roma è tutta qui", che ha rafforzato la solidarietà tra i gruppi. Tuttavia, il ritardo nell'azione del Viminale ha reso la situazione più complessa, con conseguenze economiche che si fanno sempre più pesanti.

La sentenza della giudice Canonaco ha scatenato un dibattito politico e sociale. I consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia hanno denunciato un "fatto politico gravissimo", accusando il centrosinistra di aver coperto e tollerato gli occupazioni per anni. Secondo loro, il ritardo nell'espulsione dei gruppi occupanti ha portato a un conto salatissimo, che finirà sulle spalle dei contribuenti. Gli esponenti del Pd e di altre forze politiche, invece, hanno difeso l'occupazione come un atto di resistenza e di cultura, sottolineando il ruolo di questi spazi nella vita civile. La sentenza ha anche rivelato un precedente di importanza, come il caso di via Bibulo, dove un privato ha ricevuto 8,5 milioni di euro per un sgombero mai eseguito. Questo ha reso evidente come la lentezza delle autorità possa generare costi enormi, anche se la responsabilità non è direttamente attribuibile agli occupanti.

La situazione di "Spin Time" sembra destinata a continuare, nonostante la sentenza. L'occupazione è attiva e le attività culturali e sociali si svolgono regolarmente, con l'organizzazione di eventi di rilievo. Il 21 febbraio, ad esempio, si terrà un'assemblea nazionale dell'associazione "Compagno è il mondo", durante la quale interverranno figure di spicco come Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema. Questo dimostra come l'occupazione non solo si mantenga, ma possa anche ampliare il suo impatto. Tuttavia, il rischio di un ulteriore ritardo nell'esecuzione del provvedimento del giudice potrebbe portare a un aumento dei costi risarcitori, che potrebbero superare i 23 milioni di euro. La decisione della giudice ha messo in evidenza una questione complessa: la lotta tra la legalità e la resistenza sociale, con conseguenze economiche e politiche che si fanno sempre più incisive. Il caso di via di Santa Croce in Gerusalemme potrebbe diventare un modello per altri episodi simili, aprendo nuove discussioni su come equilibrare diritti e doveri in un contesto di occupazione illegale.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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