11 mar 2026

VIDEO Wembanyama commenta due americani uccisi a Minneapolis per polizia immigrazione

Victor Wembanyama denuncia gli omicidi a Minneapolis, esprimendo shock e sentirsi "straniero" in un Paese "preoccupante". NBA e WNBA giocatori condannano le politiche migratorie, chiedendo giustizia e riforme dopo le morti di Good e Pretti.

28 gennaio 2026 | 13:36 | 4 min di lettura
VIDEO Wembanyama commenta due americani uccisi a Minneapolis per polizia immigrazione
Foto: Le Monde

Victor Wembanyama, il giovane e talentuoso giocatore francese dei San Antonio Spurs della National Basketball Association (NBA), ha espresso un forte imbarazzo e preoccupazione per la morte di due cittadini americani a Minneapolis, avvenuta in seguito a sparatorie di agenti federali durante operazioni antiimmigrazione lanciate durante il mandato di Donald Trump. Il centro, interrogato durante un allenamento della sua squadra, ha dichiarato di essere "sconvolto" ogni giorno svegliandosi e guardando le notizie, sottolineando come sia "folle" che si possa pensare che uccidere civili sia accettabile. Wembanyama ha espresso preoccupazione per il contesto politico e sociale del Paese, pur mantenendo una certa cautela nel parlare apertamente delle questioni, spiegando che non vuole esprimere opinioni che potrebbero influenzare la sua vita personale. Ha riconosciuto di sentirsi "straniero" in un Paese dove la situazione è "preoccupante", e ha ritenuto che questa sensazione spieghi in parte la sua prudenza nel commentare l'episodio.

L'episodio ha suscitato reazioni anche da parte di altri giocatori NBA, tra cui Guerschon Yabusele, capitano della squadra francese e dei New York Knicks. Yabusele ha espresso profonda emozione su Twitter, definendo gli eventi "tragiche" e "incomprensibili", affermando che si tratta di "omicidi" e che la situazione dovrà cambiare. Il giocatore ha chiesto al governo di smettere di agire in modo simile, esprimendo solidarietà al Minnesota, dove i fatti si sono verificati. Tra i giocatori che hanno reagito, anche Tyrese Haliburton, meneur degli Indiana Pacers, ha definito l'omicidio di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni ucciso da agenti federali, come un "assassinio", mentre Stephen Curry, stella dei Golden State Warriors, ha sperato in un riconciliamento sociale e in decisioni positive per il futuro.

La situazione a Minneapolis ha visto un aumento delle tensioni dopo la morte di Renee Good, una donna di 37 anni uccisa da agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE), l'agenzia federale incaricata delle operazioni antiimmigrazione. Inizialmente, la NBA aveva mostrato una certa prudenza, non reagendo immediatamente alle proteste e alle iniziative di giustizia richieste dai familiari delle vittime. Tuttavia, la morte di Pretti, avvenuta il 15 gennaio e documentata da video circolati sui social media, ha spinto diversi giocatori a intervenire pubblicamente. Il sindacato dei giocatori della NBA, il NBPA, ha pubblicato un comunicato di solidarietà con i residenti del Minnesota, che manifestano per la giustizia, dopo la morte di Good e Pretti. La WNBA, invece, ha visto la vedetta delle New York Liberty, Breanna Stewart, sostenere l'abolizione dell'ICE attraverso un simbolo visibile durante un evento a Miami.

L'episodio a Minneapolis rappresenta un caso emblematico del conflitto tra politiche migratorie rigorose e i diritti civili. Le operazioni antiimmigrazione lanciate da Trump, che hanno visto un aumento delle forze di polizia e un controllo più stretto sulle frontiere, hanno suscitato critiche per il loro impatto sugli stranieri e sulle comunità locali. La morte di Good e Pretti ha acceso nuove discussioni su come la polizia e le autorità federali gestiscano le situazioni di tensione, specialmente in contesti di protesta. L'NBA, pur essendo un'istituzione sportiva, ha dimostrato di poter svolgere un ruolo di mediazione e sensibilizzazione, grazie alla sua influenza e alla visibilità dei suoi atleti. La reazione dei giocatori, però, ha anche evidenziato le divisioni interne, con alcuni che hanno preferito rimanere cauti per evitare di coinvolgersi in dibattiti politici.

Le conseguenze di questi eventi potrebbero essere significative per il dibattito pubblico e per le politiche del governo americano. I giocatori NBA e WNBA stanno diventando sempre più attivi nel dibattito sociale, sfruttando la loro posizione per parlare di giustizia, uguaglianza e diritti civili. La solidarietà espressa da Wembanyama, Yabusele e altri atleti potrebbe influenzare le decisioni politiche, spingendo il governo a rivedere le proprie strategie. Tuttavia, il futuro di questa situazione dipende anche dal coinvolgimento della comunità e della società civile, che potrebbe rafforzare le iniziative di protesta e di richiesta di cambiamento. L'NBA, con la sua capacità di mobilitare opinioni, potrebbe diventare un'importante voce nel confronto tra politiche migratorie e diritti umani, contribuendo a un dibattito più ampio e costruttivo.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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