11 mar 2026

Venezuela esclude militari e instigatori di intervento estero dall'amnistia

Caracas,. Venezuela ha avviato una fase di rinnovamento politico con l'approvazione di una legge di amnistia, un passo significativo dopo il rapido crollo del regime di Nicolás Maduro.

20 febbraio 2026 | 23:51 | 4 min di lettura
Venezuela esclude militari e instigatori di intervento estero dall'amnistia
Foto: El País

Caracas, 19 febbraio 2026. Venezuela ha avviato una fase di rinnovamento politico con l'approvazione di una legge di amnistia, un passo significativo dopo il rapido crollo del regime di Nicolás Maduro. La misura, promulgata dalla Assemblea Nazionale, mira a liberare centinaia di detenuti accusati di dissenso o protesta contro il governo chavista. La presidente incaricata, Delcy Rodríguez, ha espresso un messaggio di perdono e riconciliazione, sottolineando che il paese si sta liberando da una certa intolleranza per aprire nuove strade alla politica. La legge, tuttavia, non copre tutti i casi: sono esclusi circa duecento militari accusati di ribellione e chi ha contribuito a azioni armate contro il popolo, la sovranità e l'integrità territoriale, inclusi figure come María Corina Machado, accusata di aver richiesto un intervento militare esterno. Questa decisione ha suscitato critiche da parte dell'opposizione, che vede nella legge un tentativo di conciliare il conflitto senza riconoscere la repressione subita.

La legge, approvata con il consenso unanime, estingue responsabilità penali e permette la liberazione di persone processate o detenute per motivi politici. Il testo, frutto di tre settimane di negoziati tra i partiti, chiude le cause legate a proteste o delitti associati alla contestazione politica. Include anche garanzie per chi si sottopone alla misura, garantendo che non possa essere ritenuto responsabile per gli stessi fatti e permettendo agli esuli di seguire i procedimenti tramite avvocati. La norma copre tutti gli eventi dal 1999 al 2026, periodo dominato dal governo chavista, che ha visto numerose tensioni sociali e repressioni, tra cui la campagna di arresti dopo le elezioni di luglio 2024, in cui Maduro si era autoproclamato vincitore nonostante accuse di frode. La legge dovrebbe liberare la maggior parte dei circa 600 detenuti politici riconosciuti da organizzazioni umanitarie, anche se non tutti. Tuttavia, i limiti del testo hanno suscitato un'ondata di critiche da parte dell'ala più dura dell'opposizione.

Il contesto della vicenda si colloca nel quadro di un cambiamento radicale avvenuto a seguito dell'arresto di Maduro da parte di soldati statunitensi, avvenuto un mese e 16 giorni prima. Questo evento ha segnato la fine del controllo del presidente, che aveva perso il sostegno di gran parte del paese dopo anni di crisi economica e repressione. La legge di amnistia rappresenta un tentativo di riconciliare il paese e ripristinare una forma di convivenza politica, pur rimanendo distante da un riconoscimento esplicito della violenza subita. La mancanza di un atto di riconciliazione ha suscitato commenti ironici, come quelli del politico David Smolansky, il quale ha osservato che il perdono si basa sull'idea di non aver commesso un reato. Inoltre, non è stata modificata la legge che permette l'incarcerazione per azioni come pubblicare critiche su social media o utilizzare applicazioni di messaggistica, sebbene si preveda un dibattito parlamentare su questo tema.

Le implicazioni della legge sono complesse e multidimensionali. Da un lato, rappresenta un passo avanti verso la costruzione di una giustizia più inclusiva, come ha sottolineato il vicepresidente dell'ONG Foro Penal, Gonzalo Himiob, che ha riconosciuto la necessità di agire con le risorse disponibili. Dall'altro, la legge lascia in sospeso una parte significativa del periodo chavista, escludendo gli ultimi 14 anni dal periodo di amnistia. Questo crea tensioni tra chi chiede un cambiamento radicale e chi preferisce un approccio graduale. Il presidente della commissione che ha discusso la legge, Jorge Arreaza, ha lanciato un avvertimento sulle conseguenze di comportamenti insurrezionali, sottolineando che il perdono non è un'assicurazione di tranquillità. La legge, inoltre, fa parte di una strategia di apertura del governo interino, che opera sotto la pressione degli Stati Uniti in diversi settori, tra cui giustizia, sicurezza e economia.

La chiusura del tema si colloca nel contesto di una transizione politica che non è ancora completa. L'approvazione della legge di amnistia è un segnale di volontà di riconciliare il paese, ma non risolve i nodi più profondi del conflitto. La liberazione di alcuni detenuti, come Juan Pablo Guanipa, ha suscitato reazioni contrastanti, con chi accusa il governo di fare un passo indietro e chi vede un'opportunità per il rilancio del paese. La figura di Delcy Rodríguez, che ha chiesto al ministro del Interior Diosdado Cabello di valutare i casi non inclusi, indica un tentativo di trovare soluzioni alternative. Tuttavia, il futuro dipende da come la legge verrà applicata e se riuscirà a creare un ambiente in cui il dialogo e la giustizia possano convivere. La pressione esterna, soprattutto da parte degli Stati Uniti, rimane un fattore cruciale, poiché la stabilità di Venezuela è vista come un interesse geopolitico. In questo contesto, la legge di amnistia rappresenta un tentativo di rilanciare la democrazia, ma il suo successo dipende da una serie di fattori complessi che non si risolvono in un'unica misura.

Fonte: El País Articolo originale

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