11 mar 2026

Venezuela: Delcy Rodriguez mirata senza nominarla, esortando Machado a rimanere a Washington

Delcy Rodriguez ha avvertito gli oppositori di rimanere negli Stati Uniti, in un discorso davanti alle forze armate, dopo la cattura di Maduro, sottolineando la difesa dell'ordine. Gli Stati Uniti mantengono contatti diplomatici con il governo, pur supportando l'opposizione, alimentando tensioni prima delle elezioni del 2024.

29 gennaio 2026 | 06:21 | 5 min di lettura
Venezuela: Delcy Rodriguez mirata senza nominarla, esortando Machado a rimanere a Washington
Foto: Le Monde

Delcy Rodriguez, presidente di intervento del Venezuela, ha lanciato un avvertimento diretto agli oppositori che si definiscono "estremisti", chiedendo loro di rimanere negli Stati Uniti, durante un discorso tenuto mercoledì 28 gennaio davanti a circa 3.200 militari al Fuerte Tiuna, base militare di Caracas. L'evento si svolgeva nell'ambito di una cerimonia di giuramento di fedeltà alla leader transitoria, che ha ribadito il suo impegno a difendere l'ordine pubblico e a garantire la stabilità del Paese. La scelta di rivolgersi alle forze armate, in particolare, è stata vista come un segnale di rafforzamento del controllo su istituzioni chiave, dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro da parte dell'esercito americano il 3 gennaio. Rodriguez ha fatto riferimento a un'ipotetica minaccia di destabilizzazione, accusando chiunque mirasse a "perpetuare i danni e l'aggressione contro il popolo venezuelano", e ha sottolineato che il Paese sarebbe stato protetto da "legge e giustizia". Il discorso, però, ha suscitato reazioni contrastanti, in particolare da parte di Maria Corina Machado, leader dell'opposizione e vincitrice del Premio Nobel per la pace, che ha espresso sostegno all'intervento statunitense e ha criticato la leadership di Rodriguez.

La tensione tra il governo venezuelano e l'opposizione si è intensificata nel contesto di un clima politico altamente polarizzato, con il 2024 in vista come anno delle elezioni presidenziali. Machado, privata del diritto di candidarsi dopo essere stata esiliata e costretta a vivere in clandestinità, ha ricevuto il Premio Nobel a Oslo nel dicembre 2025, un evento che ha rafforzato la sua posizione internazionale. Tuttavia, gli Stati Uniti, pur sostenendo apertamente la campagna di Machado, hanno preferito mantenere un dialogo con le autorità di intervento, in un atteggiamento che ha suscitato critiche da parte di molti oppositori. La decisione di Washington di non riconoscere formalmente la leadership di Rodriguez, ma di mantenere contatti diplomatici, ha alimentato ulteriore scontro. Durante la cerimonia del 2, Rodriguez ha sottoscritto accordi petroliferi con gli Stati Uniti, annunciato una riforma legislativa e garantito la liberazione di detenuti politici, tentativi per mostrare un'apertura verso il dialogo, pur mantenendo il controllo su istituzioni cruciali.

Il contesto politico del Venezuela si colloca in un quadro di crisi economica e sociale che ha segnato gli ultimi anni. La cattura di Maduro, avvenuta in seguito a un'intervento militare statunitense, ha sconvolto la stabilità del Paese, aprendo una fase di incertezza. L'opposizione, divisa tra chi sostiene la via dell'azione diretta e chi preferisce il dialogo istituzionale, ha visto il suo ruolo complicato da una serie di sanzioni internazionali e da un isolamento crescente. La presenza di forze armate fedeli a Rodriguez ha reso più complessa la possibilità di un accordo con l'opposizione, in quanto le istituzioni militari sono spesso considerate un pilastro della continuità del potere. Al tempo stesso, la scelta di mantenere relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, pur non riconoscendo formalmente la leadership di Rodriguez, ha creato un'ambiguità che ha alimentato tensioni interne. La recente nomina di Laura Dogu, ex ambasciatrice statunitense, come chargé d'affaires a Caracas ha ulteriormente complicato la situazione, segnando un passo verso una ripresa delle relazioni bilaterali.

L'analisi delle mosse recenti rivela una strategia di equilibrio tra rafforzamento interno e tentativi di apertura verso l'estero. Rodriguez, attraverso il giuramento di fedeltà da parte delle forze armate, ha cercato di consolidare il controllo su istituzioni chiave, mentre i nuovi accordi con Washington hanno segnato un tentativo di riconquista di spazi diplomatici. Tuttavia, la posizione ambigua degli Stati Uniti, che sostengono formalmente Machado ma mantengono contatti con le autorità di intervento, ha lasciato il Paese in una situazione di incertezza. La presenza di un'ambasciata statunitense a Bogotà, come indicato da un recente annuncio, potrebbe segnare un passo verso una normalizzazione delle relazioni, ma il clima di tensione rimane elevato. La scelta di Rodriguez di promuovere riforme legislative e la liberazione di detenuti politici ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni vedendo un segnale di apertura e altri accusandola di ipocrisia. La sfida principale resta quella di stabilire un equilibrio tra il mantenimento del potere e la ricerca di un dialogo inclusivo, in un contesto dove le istituzioni sono spesso viste come strumenti di controllo.

La prospettiva futura del Venezuela dipende da una serie di fattori complessi, tra cui la capacità di Rodriguez di mantenere il sostegno delle forze armate e la sua capacità di gestire le relazioni con l'opposizione e gli Stati Uniti. La nomina di Laura Dogu come chargé d'affaires potrebbe segnare un passo verso un rafforzamento delle relazioni diplomatiche, ma il rischio di ulteriore tensione rimane elevato. L'opposizione, in particolare Machado, continuerà a esercitare pressione internazionale per ottenere un riconoscimento formale, mentre il governo venezuelano dovrà trovare un equilibrio tra la gestione interna e le richieste esterne. La situazione rimane delicata, con un'incertezza che potrebbe portare a ulteriori scontri o, al contrario, a una via di mezzo che permetta una stabilizzazione del Paese. Il ruolo delle forze armate, sempre più centrali nel quadro politico, continuerà a essere un fattore chiave nella definizione del destino venezuelano.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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