11 mar 2026

Venezuela: 80 detenuti politici liberati dopo legge di amnistia, centinaia in carcere

La liberazione di 379 detenuti politici nel Venezuela, annunciata sabato 21 febbraio, rappresenta un episodio significativo nel contesto di una serie di misure di amnistia promosse dal governo interino del Paese.

21 febbraio 2026 | 22:45 | 4 min di lettura
Venezuela: 80 detenuti politici liberati dopo legge di amnistia, centinaia in carcere
Foto: Le Monde

La liberazione di 379 detenuti politici nel Venezuela, annunciata sabato 21 febbraio, rappresenta un episodio significativo nel contesto di una serie di misure di amnistia promosse dal governo interino del Paese. Il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez, ha comunicato all'Agence France-Presse che l'operazione si è svolta nel quadro di una amnistia approvata da un'assemblea legislativa, che ha visto la liberazione di 379 individui, tra cui esponenti dell'opposizione e attivisti. L'evento, avvenuto durante un periodo di tensione politica e sociale, ha suscitato reazioni contrastanti, con alcune istituzioni che hanno sottolineato le limitazioni della misura e altre che hanno accolto la decisione come un passo verso la riconciliazione nazionale. La scelta di liberare i detenuti politici, in un contesto di pressione internazionale, ha riacceso dibattiti su temi come la giustizia, la democrazia e il ruolo delle istituzioni statali.

La legge sull'amnistia, approvata dal parlamento e promulgata giovedì, è stata annunciata come un impegno assunto dal governo interino, guidato da Delcy Rodriguez, in seguito alla pressione degli Stati Uniti. La presidente di fatto del Venezuela, nominata dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro durante un'operazione militare americana il 3 gennaio, aveva promesso una riforma del sistema giudiziario e una amnistia come strumento per ristabilire la stabilità. Tuttavia, il testo della legge, pur contemplando la liberazione di 379 persone, ha escluso diversi gruppi, tra cui agenti di polizia e militari accusati di attività ritenute "terroriste". Inoltre, la misura non copre interamente l'intero periodo tra il 1999 e il 2026, limitandosi a 13 periodi specifici, il che ha suscitato critiche da parte di osservatori internazionali. L'ambiguità della legge ha reso ambigui i criteri per la liberazione, con alcuni detenuti che non hanno potuto beneficiarne nonostante la promessa di una "liberazione automatica".

Il contesto politico e sociale del Venezuela è segnato da anni di tensioni tra il governo e l'opposizione, con il Paese diviso tra due visioni del futuro. Dopo la cattura di Maduro, il governo interino ha cercato di riconquistare la legittimità attraverso riforme giudiziarie e misure di amnistia, ma ha incontrato resistenze da parte di gruppi che vedono tali azioni come un tentativo di manipolare la giustizia. L'opposizione, guidata da figure come Maria Corina Machado, ha espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza e per il rischio di un uso strumentale delle leggi per silenziare oppositori. Allo stesso tempo, la pressione esterna, soprattutto da parte degli Stati Uniti, ha spinto il governo a adottare politiche che mirassero a riconciliare il Paese con il mondo internazionale. Questo contesto ha reso la liberazione dei detenuti politici non solo un evento giuridico, ma anche un simbolo di una lotta per il potere e la definizione di una nuova identità nazionale.

Le implicazioni della legge sull'amnistia sono state oggetto di critica da parte di diversi osservatori, tra cui esperti e organizzazioni non governative. L'ONG Foro Penal ha segnalato che, nonostante la promessa di liberare 379 detenuti, solo 448 hanno potuto uscire di prigione, con 650 che continuano a scontare condanne. Inoltre, la legge non ha incluso tutti i casi, soprattutto quelli riguardanti figure chiave del governo o di gruppi considerati "terroristi", il che ha suscitato dubbi sulla sua effettiva portata. Il direttore di Acceso a la Justicia, Ali Daniels, ha definito il bilancio della misura "negativo", sottolineando le "gravi deficienze strutturali" del sistema giudiziario venezuelano. Queste critiche mettono in luce come la liberazione dei detenuti non sia solo un atto giuridico, ma anche un riflesso delle complessità di un sistema che si trova a dover gestire tensioni interne e pressioni esterne.

La chiusura di questa vicenda si colloca in un contesto di speranza e incertezza. Mentre alcuni detenuti politici, come Juan Pablo Guanipa, hanno potuto tornare in libertà, il movimento dell'opposizione continua a chiedere un ritorno alla democrazia e alle elezioni libere. Edmundo Gonzalez Urrutia, esule in Spagna, ha ribadito che la pace non potrà essere duratura senza un processo di verità e riparazione. Inoltre, il governo interino, che ha già adottato riforme come quella del petrolio, continua a cercare di normalizzare i rapporti con gli Stati Uniti, un passo che potrebbe influenzare ulteriormente la politica interna del Paese. La liberazione dei detenuti politici, sebbene simbolica, rimane un segnale di un'evoluzione possibile, ma non sufficiente, per un Venezuela che cerca di superare le profonde divisioni del proprio presente.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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