11 mar 2026

Usa-Iran, veti e minacce su nucleare e missili. Dazi Usa al 25% su greggio iraniano

La tensione tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un nuovo livello, con Washington che ha annunciato misure economiche e diplomatiche per limitare l'espansione del programma nucleare iraniano e dei missili balistici.

07 febbraio 2026 | 08:30 | 4 min di lettura
Usa-Iran, veti e minacce su nucleare e missili. Dazi Usa al 25% su greggio iraniano
Foto: Repubblica

La tensione tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un nuovo livello, con Washington che ha annunciato misure economiche e diplomatiche per limitare l'espansione del programma nucleare iraniano e dei missili balistici. Il governo americano ha impiegato il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare un piano di pace proposto da Paesi mediorientali, mentre ha minacciato di aumentare i dazi sul greggio iraniano al 25% a partire da gennaio 2024. L'azione è stata accompagnata da dichiarazioni di alto livello, con il segretario di Stato Antony Blinken che ha sottolineato l'importanza di mantenere la pressione su Teheran per rispettare gli accordi internazionali. L'Iran, da parte sua, ha risposto con accuse di "ingerenza imperialista" e ha rafforzato le proprie capacità militari, mettendo in atto una serie di test di missili e aumentando la produzione di uranio arricchito. Questi eventi segnano un ulteriore scivolone nella fragile stabilità del Medio Oriente, un'area già segnata da conflitti e tensioni tra potenze regionali.

La decisione americana di elevare i dazi sul greggio iraniano ha suscitato preoccupazioni nel settore energetico globale, soprattutto in Paesi che dipendono da fonti di petrolio esterne. Secondo fonti economiche, il 25% di dazio potrebbe ridurre il volume delle esportazioni iraniane, con un impatto significativo sulle economie dei Paesi vicini, tra cui l'Iraq e l'Arabia Saudita. Tuttavia, il governo iraniano ha rifiutato di prendere in considerazione le misure economiche, definendole "un'arma di distrazione" per nascondere la mancanza di progressi negli accordi diplomatici. La minaccia di nuovi dazi è stata accompagnata da una serie di test di missili condotti in diverse regioni del Paese, un'azione che ha suscitato allarme tra gli alleati di Washington, tra cui Israele e la Gran Bretagna. Questi test, inoltre, hanno messo in luce il ruolo crescente dell'Iran come potenza militare regionale, in grado di mettere sotto pressione nazioni più potenti.

Il contesto geopolitico del conflitto si radica in una serie di eventi che hanno aggravato i rapporti tra Stati Uniti e Iran negli ultimi anni. Dopo la rottura dell'accordo nucleare del 2015 (Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA) nel 2018, il ritorno dell'America al piano di sanzioni ha messo in atto un ciclo di risposte e contromisure da parte di Teheran. L'Iran ha continuato a espandere il proprio programma nucleare, aumentando la produzione di uranio arricchito e migliorando le capacità di arricchimento, pur rimanendo al di sotto dei limiti stabiliti dal JCPOA. La situazione si è ulteriormente complicata con l'attacco di Teheran al consolato americano a Baghdad nel 2019, un episodio che ha acceso le tensioni e ha portato a una serie di risposte militari. Inoltre, l'Iran ha rafforzato la sua presenza in Siria e in Libano, creando un network di alleanze strategiche che ha aumentato la sua influenza nella regione.

L'impatto delle misure americane non si limita al fronte diplomatico e economico, ma tocca anche la sicurezza regionale. Gli esperti prevedono che l'aumento dei dazi e la minaccia di nuove sanzioni possano portare a una crisi energetica in Medio Oriente, con conseguenze per i prezzi del petrolio globale. Inoltre, la risposta iraniana potrebbe includere un incremento delle attività militari, come il lancio di missili o l'espansione delle forze navali, che potrebbe mettere a rischio la stabilità del Golfo Persico. L'Unione Europea, che ha cercato di mantenere un ruolo mediatore, si trova in una posizione delicata, poiché deve bilanciare gli interessi di Washington con quelli di Teheran. Al contempo, Paesi come la Cina e la Russia, che hanno relazioni commerciali significative con l'Iran, potrebbero adottare una posizione più neutrale, ma il loro sostegno economico potrebbe influenzare le dinamiche future.

La situazione attuale rappresenta un punto di svolta per le relazioni tra Stati Uniti e Iran, con implicazioni che vanno oltre il Medio Oriente. Gli analisti sottolineano che il rischio di un confronto diretto tra le due potenze è elevato, soprattutto se il governo iraniano deciderà di rafforzare la sua posizione attraverso azioni militari. Tuttavia, la diplomazia potrebbe ancora giocare un ruolo chiave, se gli Stati Uniti e i loro alleati riusciranno a trovare un equilibrio tra pressione e dialogo. Per il momento, la tensione rimane alta, con le nazioni regionali che monitorano da vicino lo sviluppo degli eventi, sperando in una soluzione che eviti ulteriori conflitti. L'evoluzione di questa crisi sarà decisiva per la stabilità del Medio Oriente e per il ruolo della diplomazia nel risolvere conflitti di interesse internazionale.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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