Usa entra in nuovo shutdown, sperando di uscirne presto
Il governo Usa è paralizzato per un blocco finanziario scatenato da un conflitto tra democratici e repubblicani sul finanziamento dell'ICE. Un compromesso tra Trump e i democratici ha evitato un'interruzione prolungata, ma il testo dovrà ancora essere approvato dalla Camera.
La situazione in America è nuovamente in bilico dopo un blocco finanziario che ha colpito il governo federale, entrato in vigore sabato 31 gennaio alle 00:00 (ora della costa est) e che segna il ritorno di una paralisi parlamentare dopo tre mesi di calma. Il motivo del blocco risiede nel rifiuto da parte del Partito Democratico di approvare un budget per la sicurezza interna senza l'introduzione di vincoli sulle operazioni della polizia immigrazione (ICE), un tema che ha acquisito rilevanza dopo i recenti episodi di violenza a Minneapolis, dove agenti federali hanno ucciso due civili. Il blocco, sebbene inizialmente preoccupante, sembra destinato a durare solo un fine settimana, grazie al compromesso raggiunto tra il presidente Donald Trump e i senatori democratici. Il Senato ha già approvato un testo di bilancio, ma il Consiglio dei Rappresentanti deve ancora dare il suo ok, con un voto atteso inizialmente nella settimana successiva. Le conseguenze per i dipendenti pubblici sono quindi limitate, poiché solo un numero ridotto di funzionari sarà messo in licenza tecnica.
Il testo approvato dal Senato, ottenuto con 71 voti a favore e 29 contrari, rappresenta il frutto di un accordo tra Trump e i democratici, che hanno accettato di finanziare cinque dei sei componenti del budget, ma hanno rifiutato di approvare la parte relativa al Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) senza l'introduzione di riforme per controllare l'ICE. Queste riforme, richieste in seguito agli episodi a Minneapolis, comprendono la limitazione delle "patrolling volanti" e l'interdizione del porto di cagoule da parte degli agenti. I democratici, guidati da Chuck Schumer, hanno chiesto inoltre la fine delle operazioni di polizia segreta e misure per ridurre la violenza da parte degli agenti. Tuttavia, il testo non è ancora definitivo, poiché dovrà essere nuovamente approvato dalla Camera dei Rappresentanti, dove i republicani, nonostante la maggioranza, dovranno contare sull'appoggio di alcuni democratici per superare il blocco.
La situazione attuale è il frutto di un contesto politico complesso, in cui le tensioni tra i due partiti si sono intensificate dopo gli episodi di violenza a Minneapolis. Il 24 gennaio, l'omicidio di Alex Pretti, ucciso da agenti federali insieme a Renee Good, ha scatenato un'ondata di indignazione e richieste di riforme. Questi eventi hanno spinto i democratici a rafforzare la loro posizione, richiedendo misure concrete contro l'ICE, un'istituzione vista da molti come un'entità fuori controllo. Il Senato, che ha adottato il testo di bilancio, ha però dovuto fare i conti con le regole interne, che richiedono almeno 60 voti su 100 per approvare un provvedimento finanziario. Senza il sostegno di alcuni democratici, il testo non sarebbe potuto passare, anche se i republicani avevano inizialmente previsto un'approvazione rapida.
Le implicazioni di questa paralisi sono diverse rispetto al blocco precedente, che aveva visto il governo fermarsi per quaranta tre giorni nel 2013. Allora, migliaia di dipendenti furono messi in licenza tecnica, mentre quelli considerati essenziali continuarono a lavorare senza stipendio. Questo nuovo blocco, seppur breve, potrebbe evitare un impatto simile, grazie al compromesso raggiunto. Tuttavia, il rischio di un'escalation rimane, soprattutto se i democratici non riusciranno a ottenere il sostegno necessario per far passare il testo. Inoltre, il presidente Trump, pur avendo il controllo della Casa Bianca, dovrà gestire la pressione da parte dei sostenitori democratici, che hanno criticato la sua politica in materia di immigrazione. La situazione sottolinea come i temi della sicurezza e delle riforme del sistema immigrazione siano diventati centrali nel dibattito politico americano.
La conclusione di questa crisi dipenderà in gran parte dal voto della Camera dei Rappresentanti, che dovrà decidere se approvare il testo di bilancio o non farlo. Se il blocco dovesse durare oltre il fine settimana, potrebbe riproporre le tensioni del passato, ma per il momento sembra che il compromesso raggiunto abbia evitato un'escalation. Tuttavia, il dibattito sull'ICE e sulla gestione delle frontiere rimane aperto, con il rischio che futuri conflitti possano ripetere la scena di un'altra paralisi del governo. La situazione evidenzia come la gestione del bilancio e delle questioni di sicurezza siano sempre fonte di tensioni, ma anche di opportunità per trovare accordi che possano mitigare i danni. Per il momento, il governo americano sembra destinato a riprendere la sua attività, almeno per un breve periodo, ma il futuro resta incerto.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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